Brano: [...]...] della morte di una città, della ferita [...] patrimonio culturale, il fetore per le strade, [...] un sorriso, pur nella drammaticità, il clima [...] chi ce la metteva tutta nel dare [...]. Suo padre era Alessandro [...] alla guida del Gabinetto Vieusseux. Non per niente [...] di [...] figlio si divise tra il [...] dei libri prima, quello delle opere [...] poi. Cosa ricorda di quel [...] Lì [...] lì fu terribile. Ricordo uno scenario alla [...] la melma, le carogne [...] cani. Ma [...] fu anche esalt[...]
[...]Come fu la giornata [...] Era festa e con la squadra di Lettere [...] campo Padovani, di fronte allo stadio. Pioveva e non se [...]. Tornai a dormire e mi [...] una telefonata di [...]. Io stavo alla Badia [...] subito la percezione del problema del Vieusseux, [...] totalità dei libri stava nei sotterranei. Mio padre era nello [...] scendemmo in città. [...] tra via [...] e piazza San Lorenzo ci [...] davanti a un flusso [...] fortissimo che scorreva da via Cavour. [...] era alta 3040 centimetri e [...].[...]
[...][...] era alta 3040 centimetri e [...]. /// [...] /// Tornammo indietro, a casa, [...] di gomma, secchi. Fuori città il telefono [...] cui cercammo contatti. Il giorno dopo mio [...] scendemmo a piazza Strozzi. Era coperta [...]. [...] dei libri del Vieusseux, [...] sotterranei, era finito [...]. Al momento pensammo che [...]. E pensammo: questa è [...]. Dopo cosa faceste? Il [...] nuovo lì. [...] già gli impiegati più [...] Mauro Fabbri, Alessandro Fondelli, e Umberto Giunti, [...] Comune. Tirammo a sor[...]
[...]di non [...] in fretta ma volle un [...] lento e progressivo. Così coprimmo i pavimenti [...] del primo e secondo piano e [...] di Palazzo Strozzi di [...]. Mesi dopo andarono alla Certosa [...] Galluzzo. Erano più o meno [...]. Lavorò sempre per il Vieusseux? No, [...] il primo mese passai a lavorare con Ugo Procacci, [...] alle gallerie, cioè alle [...] materie. Mi mandarono alla Limonaia [...]. Il mio compito era [...] di dimensione delle tavole, di controllare la [...]. Da dove venivano i [...] Per [[...]
[...]atori di restauro [...] della città. Cosa resta ancora da [...] Molto. Anzi, [...] da fare molto più di [...] comunemente si immagini. /// [...] /// Cosa provò? Disperazione, impotenza, [...]. Maurizio [...] direttore del servizio di [...] Gabinetto Vieusseux, cerca una definizione che, evitando la [...] del fango», corrisponda a quel lontano stato [...]. Sì, [...] è stata una guerra. Qualcuno si meraviglia e ancora [...] dopo [...] ci chiede: [...] come state ancora [...] Ebbene sì. Il nostro lavoro con[...]
[...]o dei materiali. [...] semmai, ci costrinse ad una [...] di salto di qualità, facendoci passare [...] sul libro «prezioso», al restauro [...] massa». Insomma, eravamo in guerra. E dalla sera alla [...] trovati con intere biblioteche allo sfascio: il Vieusseux, [...] Biblioteca nazionale centrale, [...] di Stato. [...] memoria storica del nostro Paese [...]. Ho fatto un calcolo, [...]. Da un censimento [...] del 1968, risulta che [...] ha sommerso circa 50 milioni [...] volumi, di documenti, di preziosi m[...]
[...]umi, di documenti, di preziosi materiali, se consideriamo tutta [...] valle [...] e lo stesso Veneto, [...] colpito dalla furia delle acque. Quanti libri sono passati per [...] sue mani? Chilometri. E quanti ancora ne [...]. Pensi che come Gabinetto Vieusseux [...] circa sessantamila volumi. Una quantità enorme se [...] nel restauro, nonostante la sofisticazione degli strumenti, [...] è ancora la mano e il cervello. E ne dobbiamo ancora [...] mila. Circa quattro chilometri lineari [...] Certosa del Gallu[...]
[...] di un piano [...] preveda solo la sala chirurgica. E ci occorre spazio. Penso al materiale ancora [...] quei 135 mila volumi in stato di [...] a gran parte di quelli che abbiamo [...] sono [...] a rischio. Con [...] si salvò solo il [...] Ferri del Vieusseux. Tutta la parte che [...] fu sommersa [...] e dal fango. È un patrimonio immenso [...] quel giorno, non può ancora essere utilizzato. Dobbiamo trovare lo spazio perchè [...] Certosa torni nella [...] casa. /// [...] /// Dobbiamo trovare lo spazio pe[...]