Brano: [...].] di un infinito che [...] può accogliere ma può soltanto, per le [...] raffigurare. [...] orizzonte» il «celeste confine» diceva [...] variante cancellata, mostrando la radice greca di orizzonte nascosto [...] vista risorge, e sospinge il pensiero verso [...] estrema: [...] di una rappresentazione che diventa [...] del pensiero stesso e della lingua poetica. Il paesaggio delle crete [...] suo orizzonte, è una variante astratta, desertica, [...]. La poesia di Luzi ne [...] descritto le modulazioni e[...]
[...]e la figura della prigione nel [...]. Il muro eretto da Israele [...] il diritto [...] a coloro che già [...] diritto a vivere sulla loro terra. /// [...] /// Lo sguardo dello straniero [...] titolo del primo dei [...] poemi in prosa è rivolto [...] verso cui corrono nuvole. Alle domande [...] sulla [...] appartenenza, sui suoi legami, sulla [...] provenienza e direzione, lo straniero risponde che niente lo [...] soltanto le nuvole, con la loro fuggitiva bellezza, gli [...] gli occhi. Nello spaesamen[...]
[...]vole. Alle domande [...] sulla [...] appartenenza, sui suoi legami, sulla [...] provenienza e direzione, lo straniero risponde che niente lo [...] soltanto le nuvole, con la loro fuggitiva bellezza, gli [...] gli occhi. Nello spaesamento, lo sguardo verso [...] dischiude la sola relazione, quella con le nuvole, cioè [...] il passaggio, [...] il fuggitivo. Figura della metamorfosi è [...] forma, appena la si [...] mutata. La patria del poeta lo [...] il poeta tedesco Jean Paul è una patria di [...] un[...]
[...]e la sola relazione, quella con le nuvole, cioè [...] il passaggio, [...] il fuggitivo. Figura della metamorfosi è [...] forma, appena la si [...] mutata. La patria del poeta lo [...] il poeta tedesco Jean Paul è una patria di [...] una [...]. [...] verso cui corrono le nuvole [...] paese, [...] monde: un paese il cui [...] è già tutto disegnato [...] del poeta. Sogno, idea, musica di [...] allo stesso tempo critica del tempo presente, [...] abita il tempo presente. Dove Cielo e Terra [...]. [...] è [...]
[...]glia [...] alla vita, proprio mentre [...] figure: è quel che accade, nel Deserto [...] Tartari, [...] tenente [...]. Oppure [...] con lo studio dei segni [...] degli annunci che appaiono [...] può essere invasa dal presagio [...] e della scoperta: «Verso sera dice Colombo nel leopardiano Dialogo con [...] le nuvole intorno al sole, [...] si dimostrano [...] forma e di altro colore [...] quelle dei giorni innanzi». È [...] della scoperta, [...]. [...] infine, [...] che non è interrogato come [...] di[...]
[...]a il richiamo di [...] che è oltre il visibile. La finestra [...] al nono piano, guarda [...] Stazione Centrale. Di lato si vede [...] Pirelli. Di fronte è la Stazione [...] pesante, senza [...] che può dare [...] di sotto in su. Il piazzale lo attraverso [...] quando la sosta degli slavi immigrati si [...] alto marciapiede che non costa nulla e [...] birra, che un commercio in sacchetti di [...] da campeggio distribuisce di metro in metro. Più in là, al [...] della stazione e la piazza, appoggiati a[...]
[...] quando starà male. Di lei si può intuire [...] storia nostra di abbandono. Lui ci dona il [...] passato lontano, migliaia di chilometri, migliaia di [...]. Un deserto alle sue spalle. /// [...] /// La magrezza è rimasta, [...] pietà. Un giorno attraverso la [...] semafori, in diagonale tra le auto, schivando. Alla fine della corsa, [...] con il cappelluccio rosso e la giacca [...] abbottonata. Lo guardo e vedo il [...] cenno, il braccio destro allungato, il dito indice puntato: [...] pedonali, le [.[...]