Brano: [...]troppo [...] Milano di Giorgio Scerbanenco, ma anche alla Sicilia [...] Franco Enna, su cui Sellerio ha ora felicemente messo [...] ambienta a Lampedusa il suo primo romanzo [...] La grande paura (1956). Penso, soprattutto, alla Napoli [...] Attilio Veraldi, inseguita addirittura, in uno dei suoi libri, [...] New York sulle tracce di quegli emigranti che [...] popolato le pagine degli scrittori italiani, nonostante [...] il fenomeno [...] ha rappresentato per la [...]. Proprio quel Veraldi che [...] Avagliano, [...] intelligenza, ha voluto ora riproporre con quattro [...] suoi migliori in [...] tascabile e molto economica, [...] rinnovata ed accattivante veste grafica. I titoli sono questi: [...] La mazzetta (1976: introduzione di Ern[...]
[...]va) e, appunto, il [...] degli amici (1984: introduzione [...] Marcello [...] libri ove [...] invece, il personaggio del [...] Corrado Apicella. Nella [...] partecipata introduzione, Valerio Riva, [...] di direttore editoriale della Feltrinelli ebbe Veraldi [...] redattori, ci restituisce un intenso ritratto del [...] amico scrittore, mentre ci fornisce non pochi [...] il tirocinio, a cominciare [...] straordinaria attività di traduttore. Se, infatti, non sorprende [...] Raymond Chandler e [...] nel ca[...]
[...]ende [...] Raymond Chandler e [...] nel carniere di colui [...] recensori indicarono, un [...] troppo sbrigativamente, come [...] della via italiana [...] stupisce invece che [...] i nomi di [...] e Pär Lagerkvist, per [...] danese e lo svedese, che Veraldi pare [...] disinvoltura. Le pagine di Riva [...] di quella prosa che, in un tempo [...] rubricata sotto [...] di moralità letteraria: è [...] Ernesto Ferrero quella che si lascia leggere [...] critico. Il quale, volendo sottolineare [...] libro come[...]
[...]ata «mazzetta». Osserva giustamente Ferrero: «Il Marlowe [...] Chandler si ostina a cercare una verità nascosta; Iovine [...] che [...] verità possibile è la consapevolezza [...] una compromissione generale, di un degrado collettivo». Ecco il punto: Veraldi arriva [...] postulare, nei suoi libri, una precisa metafisica del collasso [...] etico. La metafisica che va [...] della Grazia su cui da sempre [...] fondato il romanzo poliziesco [...] sulle qualità più o meno ineffabili [...] detective che è cap[...]
[...]] etico. La metafisica che va [...] della Grazia su cui da sempre [...] fondato il romanzo poliziesco [...] sulle qualità più o meno ineffabili [...] detective che è capace [...] alla verità, con consequenzialità più o meno [...]. Il vero lettore di Veraldi [...]. Potrà compiacersi [...] scrittura che è maestra [...] del dialogo. Potrà indugiare sulla forza [...] dei ritratti. Potrà ammirare la potenza [...] culto della minuzia e del dettaglio. Ma non potrà negarsi a [...] etica ed esistenziale. Dal [.[...]