Brano: E primo commento di Walter Veltroni: «Finalmente. Finalmente siamo alle porte [...]. Seconda notizia: i raid [...] Nato [...] Serbia però continuano. Il segretario dei [...] resta ottimista: «Penso che [...] militare debba [...] conto dei fatti [...] si sono verificati». Pace più vici[...]
[...]conda notizia: i raid [...] Nato [...] Serbia però continuano. Il segretario dei [...] resta ottimista: «Penso che [...] militare debba [...] conto dei fatti [...] si sono verificati». Pace più vicina ma [...]. Una [...] giudizi a caldo non è [...]. Veltroni ci prova: «Sì, [...] una situazione nuova. Sono convinto che la [...] verificare che a questo impegno preso dal [...] da [...] corrispondano poi dei fatti [...]. Ma [...] militare deve [...] conto. Non [...] dubbio che di fronte [...] del piano, se [...]
[...].] militare deve [...] conto. Non [...] dubbio che di fronte [...] del piano, se questa verrà [...] confermata, i bombardamenti possano apparire una contraddizione. Mi pare tuttavia che sia [...] di tutti [...]. Una strana giornata elettorale, [...] Veltroni, consumata in Lombardia fra comizi, incontri con [...] di categorie sociali e imprenditoriali. Un lungo tour programmato [...] pullman, scandito da ritmi [...] pomeriggio a Settimo Milanese [...] San Giuliano, alle porte di Milano. Alla sera manifes[...]
[...]..]. Ma il filo conduttore [...] il Kosovo, le sorti della pace e [...]. Insomma la sceneggiatura viene [...] Belgrado, alla Casa Bianca, nelle capitali europee, [...] Colonia, [...] è in corso il summit [...] europea. Le notizie si susseguono. Così Veltroni ad ogni [...] pullman aggiunge [...] in più, un ulteriore [...]. Non si sofferma solo [...] in attesa, ma si spiega sempre in [...] gente. A Cremona: «Abbiamo fondate [...] successo [...] diplomatica, sembra che [...] abbia accettato tutto quello [.[...]
[...]a, sembra che [...] abbia accettato tutto quello [...] accettato fino a dieci giorni fa. Più tardi: «Ci siamo, questa [...] vicina». Poi [...] alla [...] a «tenere conto dei fatti [...]. [...]. La guerra e la [...] e la sinistra, la Nato e la [...]. Veltroni spiega la scelta [...] i bombardamenti sulla Serbia: «Lo abbiamo fatto [...]. Lo abbiamo fatto non [...] verso gli alleati, ma per convincimento razionale [...] massacro in Kosovo, di fronte agli orrori [...]. Ci siamo assunti una responsabilità, [.[...]
[...]gli orrori [...]. Ci siamo assunti una responsabilità, [...] dolorosa, ma necessaria. [...] a Settimo Milanese, nel [...] del Comune, ma anche qualche fischio nella [...] Giuseppe Di Vittorio, di San Giuliano Milanese. La critica è lecita, [...]. Ma Veltroni respinge [...] «A Bologna, giorni addietro ricorda [...]. No, questo non è [...] un [...] morto per la libertà. Ora nei Balcani siamo vicini [...] pace e se ci sarà, come tutti ci auguriamo, [...] dire che è stato sconfitto [...] della pulizia etnic[...]
[...]...] della pulizia etnica, nel cuore [...] alle soglie del Duemila. E a questo risultato ha [...] anche [...] che ha [...]. La Serbia cede, [...] anche. Ma è una vittoria [...] Insomma hanno vinto i bombardieri o la [...] Chiedono [...] giornalisti. Veltroni non [...] i due momenti. Precisa: «Se oggi [...] ha accettato il piano, è [...] militare e quella diplomatica hanno [...] di pari passo. In proposito tengo a sottolineare [...] la [...] hanno sempre rifiutato [...]. Abbiamo sempre [...] militare non[...]
[...] «Se oggi [...] ha accettato il piano, è [...] militare e quella diplomatica hanno [...] di pari passo. In proposito tengo a sottolineare [...] la [...] hanno sempre rifiutato [...]. Abbiamo sempre [...] militare non sovrastasse quella diplomatica». Veltroni insiste [...] parlando al [...] di sinistra: «Siamo finalmente nelle condizioni divedere realizzato [...] per cui abbiamo lavorato in [...] settimane [...] la pulizia etnica e far [...] a casa oltre un milione di persone scacciate dalla [...] terra.[...]
[...]timane [...] la pulizia etnica e far [...] a casa oltre un milione di persone scacciate dalla [...] terra. Ripeto: penso che oggi [...] possibilità di raggiungere questo traguardo senza una [...] bombardamenti che hanno fatto pagare un prezzo [...]. Veltroni avverte: «Davvero vorrei [...] fosse già concluso. Vorrei parlare di pace [...] ma purtroppo sono ancora costretto a usare [...]. Comunque se ci sarà [...] attesa, questa sarebbe un importantissimo successo della [...] sarebbe stato costretto ad [..[...]
[...]] era ostinato a respingere fino a un [...] fa, ovvero le tre condizioni fondamentali che [...] militare: il ritiro delle forze serbe dal Kosovo, [...] forze di interposizione internazionali, il [...]. Oggi il pullman si [...] Toscana. /// [...] /// Veltroni spera di [...] usando qualche [...]. [...] Il sollievo della «base» [...] «Ora ricostruire» Blitz dei centri [...] attimi di tensione al Nuovo di Milano [...] 1. Ma adesso nessuno deve [...] la guerra [...] stata, né tutto quello [...] in concreto p[...]
[...] «base» [...] «Ora ricostruire» Blitz dei centri [...] attimi di tensione al Nuovo di Milano [...] 1. Ma adesso nessuno deve [...] la guerra [...] stata, né tutto quello [...] in concreto per riparare ai danni». Il [...] arrivato ad ascoltare Walter Veltroni [...] tour elettorale lombardo quasi non ci crede, [...] esultare pienamente: [...] ha finalmente accettato il [...] ufficiale, ma i bombardamenti non si sono [...] comunque questa guerra [...] vissuta tutti malissimo, a [...] di fare i salti di gio[...]
[...]po di ragazzi [...] estrema di Rifondazione quaranta [...] è entrato in sala gridando «No alla [...] Nato»; si sono presi fischi dalla platea [...] di un paio di minuti, li hanno [...]. Qualche istante di tensione [...] Giuliano: si attendevano, con Veltroni, anche i [...] i loro striscioni [...]. Tra [...] proprio in questo paesino [...] nei primissimi giorni di bombe Nato era [...] di protesta cui oltre [...] partecipato anche [...] comunale, le parrocchie, le Acli, [...]. Le posizioni, insomma, erano[...]
[...] [...] una volta di fronte ad un conflitto [...] riusciti a trovare delle soluzioni che non [...] armi». Chi ascolta non può fare [...] meno di intervenire: [...] siamo parte della Nato dice [...] dei signori che fanno capannello davanti al palco di Veltroni, mentre si diffonde la notizia della [...] pace Però [...] ha accelerato i tempi per [...] soluzione pacifica, [...] almeno ha preso delle iniziative [...] importanti, ad esempio favorendo [...] della Russia». Chi gli sta accanto [...] «Ormai però i[...]
[...]are in guerra, chi è favorevole [...] e perché. Bisogna capire che cosa [...] per questa gente. E speriamo che sia [...] i guai per i Balcani continueranno ancora [...] a lungo». Sono informatissime [...] delle ultime vicende, le [...] che attendono Veltroni. I bombardamenti di danni [...] fatti parecchi. Quindi», conclude, «sarà meglio mettersi [...] e costruire innanzitutto una solida [...] di solidarietà, perché di gente che in questi ultimi [...] mesi ha perso tutto ce [...] fin troppa». /// [...] /[...]