Brano: Curiosamente quando ha parlato [...] Kennedy [...] ha tradotto anche i [...] dalla signora. Per secondo, Walter. Veltroni a differenza degli [...] parlato senza pause. Con uno stile tutto [...] gli applausi. Ce ne sono stati [...] stato il tempo per [...]. Il Riformista aveva un [...]. Vallette vestite [...]. Sul bancone tassativamente due [...] per il gusto, bensì per[...]
[...]stato [...] per due generazioni opposte di cronisti, escludendo [...]. Il binocolo di Pansa [...] appunti di alcuni cronisti trentenni che si [...] puntualità e brillantezza. Riformisti, ma in cravatta [...]. /// [...] /// Blu solo per [...]. Walter Veltroni ha infiammato [...] Enrico Berlinguer che a quasi ventuno anni [...] viene ricordato lascia sempre dentro una grande [...] sempre bisogno. Fassino ha citato [...] serviva per segnare un [...]. Da [...] ha redarguito il delegato Stefano Fancelli: [..[...]
[...].] Grande Partito Riformista. [...] un giro lungo, pieno [...] è dato sapere quando si arriverà, "non [...] sarà domani", con chi si viaggerà, nemmeno [...] troverà alla fine: il bello del viaggiare [...]. Purché si abbia la [...]. Così parla Walter Veltroni. Dopo Fassino, dopo D'Alema, [...] ad aggiungere un pezzetto al puzzle del [...] dei [...] dei riformisti. Veltroni dice, in più [...] questo: "La Federazione delle forze riformiste non [...] è il mezzo per arrivare ad un [...] riformismo". Lo chiama "grande forza [...] partito riformista". Il nome vero, se [...] sé. Dentro ci deve essere, [...] "riformismo": "la[...]
[...]nome vero, se [...] sé. Dentro ci deve essere, [...] "riformismo": "la visione che illumina il programma", [...] concretezza e radicalità, "perché il riformismo è [...] non nella volontà di cambiamento. [...] radicalità, oppure non è". Poco prima di Veltroni [...] Kerry Kennedy, la figlia di Bob. Ha salutato, e tutti [...] "Piero Fassino, Walter Veltroni, Massimo D'Alema". Ha incitato la platea ad [...] "radicale", radicale all' americana, [...]. Walter, "il [...] per una volta non cita Kennedy. Però parla delle "grandi [...] alimentato, volta a volta, le fasi del [...] New Deal, le ostpolitik di Wi[...]
[...]illy Brandt ed Olof Palme, [...] anni di Clinton per concordare con la [...] Bob: sì, ogni stagione riformista è cresciuta conciliando [...] e radicalità". E se Kerry, John Kerry, [...] con [...] è per questo: "Gli [...] capace di conquistare [...]. Veltroni gioca molto, su [...]. Una "visione" serve alla [...]. Una "visione" la destra [...]. Ma questa idea non [...] un sacco italiano. Questa idea è farina di [...] sacco americano, ed avendo funzionato nelle elezioni statunitensi qualcuno [...] deve [..[...]
[...]...] terrorismo italiano di evitare quella pena che [...] di [...]. Il quarto una autentica [...] gruppo di partigiani ospiti del congresso, seduti [...]. La storia di un [...] scritta [...] ed i partigiani hanno [...] la nostra libertà! Serve, dice Veltroni, una doppia [...] giusto quella che ha per natura la [...] città: "memoria e futuro". Dalla memoria nasce [...]. [...] i passi successivi. Adesso è il momento [...] viaggio tanto pianificato: "Oggi decidiamo la prima [...] Federazione". Tappa? Ma ne[...]
[...]llo che è accaduto là dentro. E allora le idee [...] se non fossero minimaliste, se non fossero [...] e particolare sarebbe meglio. [...] si leggerà della commozione [...] Piero Fassino, e del sorriso di [...] un sorriso uscito dopo [...] carisma di Veltroni, che ha detto delle [...] del rigore di Antonio [...] della lucidità di Epifani. Si troveranno inquadrature non [...] farà a gara al riferimento curioso, alla [...]. Meglio Rino Gaetano, o Caterina Caselli [...] ha tormentato come un ronzio il sotto[...]
[...]era mai accaduto. I media si inventavano [...] con i retroscena, narravano storie che entravano [...]. E coniavano metafore su [...]. Ma adesso quei giornali [...]. E sono ancora tutti [...]. Taccuino in mano e idea [...] da [...] uno con [...] e se Veltroni dice una [...] più incisiva, subito a scrivere. E a pensare come [...]. Se Fassino si commuove [...] ma non si riusciva a vedere, perché [...] tutto, e le cose si fanno confuse, [...] una colonna sonora tutta da commentare, con [...] allentata di qu[...]
[...]unto, nella categoria della politica? Probabilmente ha un senso. Questo congresso [...] è stato molto di più [...] un buon congresso: unitario, molto solidale, con [...] nuova di opposizione, e soprattutto [...] una nuova idea per questo Paese. Oggi Veltroni ha scelto [...] per spiegarci alcune cose, che si spera [...]. Ha cominciato lieve, con [...] poi ha detto sostanzialmente qualcosa di dirompente, [...] storica. Lo ha fatto incrociando [...] e terribile degli anni Settanta italiani: il [...]. Ha de[...]
[...]rtenza per le riflessioni del futuro, soprattutto [...] seno alla sinistra. Ovvero: se quel [...] se quegli anni Settanta, [...] una vera e propria regressione reazionaria e [...] decennio liberatorio e fondamentale. Certo, davanti alla platea [...] Veltroni non [...] detto esplicitamente. Non era ancora il [...]. Ma se quei delegati [...] andavano guardati) capivi che [...] era dalla loro parte. Capivi che i giovani, [...] davvero più di quanto ci si potesse [...]. Capivi che i dirigenti dei [...] sono[...]
[...]rte. Capivi che i giovani, [...] davvero più di quanto ci si potesse [...]. Capivi che i dirigenti dei [...] sono ormai di [...] generazione. Ma soprattutto capivi che [...] di questo partito è perfettamente attrezzata a [...] di tipo generazionale. Veltroni ha detto molte [...] quasi non leggeva. Aveva pochissimi foglietti. Non ha detto le [...] luoghi comuni gli attribuiscono ogni volta. Kennedy, i sogni, I Care, Martin Luther King, che nel tempo sono stati trasformati [...] comuni che on merita. Ha d[...]
[...]devi un [...] impacciati sotto gli applausi, un [...] fuori tempo nel battere il ritmo della musica, e [...] che fuori da lì [...] il vecchio. La metamorfosi, in qualche [...] compiuta. Fuori da lì [...] il centro destra, figlio [...] di cui parlava Veltroni, il paese di [...] bene e male, di quelli che seminano [...] di quelli che lanciano anatemi. Il paese ideologico, vecchio e [...] un [...] stalinista: lo stalinismo del culto [...] personalità, del sospetto e [...] del potere. Ma è difficile mettere[...]
[...]distante mille miglia dal centro destra. Che la sinistra è Europa, [...] ricerca, rispetto, dialettica, e il centro destra [...] paese latinoamericano e qualunquismo cinico. Il fantasma di Berlusconi [...] conclusioni di Fassino, è stato sfiorato da Veltroni, [...] liquidato da Violante con misurata durezza, e [...] si è ridotto a poca cosa in [...]. [...] non serve a niente se [...] hai il software, ripete Fassino; che tradotto vuol dire: [...] poco da fare, puoi possedere [...] e le televisioni, ma se[...]
[...]edere [...] e le televisioni, ma se [...] hai niente da dire che ci fai? Non ci [...] niente. Soprattutto oggi che a [...] si sono messi in moto, e tutto [...] comporsi. E adesso arriva il [...] quello che ti impedisce di confondere. Anche su questo Veltroni [...] riformismo radicale. La cosa non piacerà affatto [...] settori, per quanto marginali, un [...] di certa sinistra intellettuale, a [...] piace occhieggiare con [...] in virtù di un bon [...] politico molto finto [...]. /// [...] /// Il congress[...]
[...] chiaro. Esiste un riformismo radicale, che [...] un progetto, persino [...] e che non ha più [...] di strillare a vuoto. Ma non si concede ambiguità [...] schieramento di nessun tipo. Questo riformismo radicale è [...] di questo congresso. E quando Veltroni ha [...] un giorno in cui avremo un unico [...] sinistra sapeva che in buona parte, se [...] certe rendite di posizione, non si mettessero [...] possibile già oggi. Eliot: e di sicuro ci [...] tempo. Per ora rimane [...] immagine dei delegati che ca[...]