Brano: [...]Eppure Guevara è stato uno [...] più veri testimoni del secolo, delle sue [...] e difficoltà, eroismi e soprattutto [...]. Tra i tanti, troppi [...] sono scritti negli ultimi anni e mesi [...] del Che e hanno fatto la fortuna [...] quello di Saverio Tutino (Guevara al tempo [...] Guevara, [...] è forse il meno compiaciuto ma il [...] meno retorico e il più empatico, cioè [...] al tempo stesso. La ricostruzione di Tutino, [...] precisa e problematica, sembra dimostrare la fondamentale [...] Guevara non solo con il socialismo castrista ma [...] del comunismo latinoamericano, [...] del suo istinto ribellista [...] azione rivoluzionaria con gli egoismi, le meschinità, [...]
[...]egreti. Il suo nemico è, [...] la politica: intesa come interessi superiori a [...] sacrificare gli interessi delle persone che combattono [...] una società più giusta, figlia di interessi [...] politiche di potenza, emanazione del potere più [...]. Tutino scandaglia senza reticenze e [...] pregiudizi [...] del Che durante e dopo [...] rivoluzione cubana, la [...] guida al ministero [...] le sue divergenze con Castro [...] di una solidarietà che, malgrado [...] giungesse mai [...] era fondata sulla fi[...]
[...]tta, [...] America latina, era certo [...] volontarismo eccessivo e da un soggettivismo pericoloso: [...] combattere la potenza combinata di stati, governi, [...] concordi nel preferire lo status quo e [...] che potessero sfuggire al loro controllo? Tutino [...] del necessario nel contrapporre [...] romantico e utopico di Guevara, [...] generosità e coraggio personali, [...] cancellerie e degli apparti repressivi: anche se [...] come quello fosse il contesto entro cui [...] Che [...] e poteva compiere[...]
[...]oteva compiere le proprie scelte. Le responsabilità, allora, non [...] una impasse oggettiva e storica, ma quelle [...] di potere internazionale, il socialismo reale, di [...] Cuba [...] ormai divenuta parte integrante con la totale [...] di Castro. Tutino, in realtà, va [...] senza timori, sulla base delle più antiche [...] il concreto atteggiamento tenuto [...] sia durante [...] congolese che nella preparazione [...] quella, ultima e tragica, in Bolivia. Non tanto per risolvere [...] enigmi o per sg[...]
[...]pochi superstiti; quanto per sottolineare la [...] del Che e la [...] Fidel: una divaricazione che rischiava di diventare contrasto, [...]. Il caso, e la [...] uomini, giocarono un ruolo importante nella conclusione [...] necessaria della vicenda. E Tutino ripercorre con [...] mostrando i buchi neri [...] le aporie delle diverse [...] di molte interpretazioni. Quel che ne emerge, [...] altri racconti, è la [...] della rivoluzione, [...] meschino e vigliacco, squallido e terribile, oltre [...] generoso[...]
[...]è la [...] della rivoluzione, [...] meschino e vigliacco, squallido e terribile, oltre [...] generoso, quella [...] comporta. Come non far morire [...] è morta la rivoluzione: questo sembra riassumere [...] Che nella rilettura partecipe e critica di Tutino. Ed è proprio [...] a permettere di spiegare la [...] di uno dei miti di questo secolo: la cui [...] è sì il risultato di tante circostanze contingenti, di [...] e di intrecci imprevedibili; ma è anche [...] di una volontà precisa e [...] quella di [...]