Brano: [...]. Il viaggio è fatto [...]. Ma, innanzitutto, di se [...]. Alcuni viaggi, però, suggeriscono [...]. Iniziano senza progetto. E proseguono, tra pause [...]. Poi, si fermano; non vanno [...] non indicano vie di ritorno. Come quello che compie Emanuele Trevi in [...] del porto. Un libro inconsueto, ardito, [...]. Una [...] fiction», per riprendere [...] di Truman Capote. Un romanzo e, insieme, una [...]. Un reportage, ma anche [...]. Analogamente a quanto aveva [...] Senza verso, Trevi si muove come un disegnatore [...] trama di cifre, componendo [...]. Elabora un gioco di [...] nascondimenti. Non insegue ordini, né [...]. Si limita a socchiudere [...] ipotesi, a strategie possibili. Si sofferma su «suggerimenti [...] trovate per [...]
[...] È il dicembre del [...]. La penisola indiana è [...] tsunami. Si apre una narrazione fatta [...] intervalli perduti. Pause e indugi su [...]. /// [...] /// Un diario serrato. Una sequenza di luoghi. [...] Galle, villaggi dissestati come lune [...]. Trevi sceglie altre traiettorie [...] seguite da Pasolini, da Manganelli o da Tabucchi [...] «prose» [...]. Scardina e destruttura ogni [...]. Va lontano, per tornare [...]. Il suo è un [...] che esalta [...] del descrivere mondi; restituisce [...] stanze[...]
[...]re [...]. Il suo è un [...] che esalta [...] del descrivere mondi; restituisce [...] stanze avvolte da affetti e da repulsioni. Un flusso in cui [...] occupate da riflessioni poetiche. [...] del discorso si arresta, andando [...] direzioni laterali. Trevi non si pone mai [...] distanza». Aderisce alla [...] materia; vi sta dentro. Su un invisibile specchio inclinato, [...] momenti della [...] autobiografia. Non pone interruzioni tra [...]. Fa nascere la [...] scrittura a contatto con [...]. Sulla pag[...]
[...]na [...] incontrollabile. [...] terrificante, con artigli e [...] nel Settecento, [...] aveva dipinto, intrecciando movimento [...] e alchimie. E che viene evocata [...] di bambini in una serie di schizzi, [...] e da terrore. A questi fogli si [...] Trevi, [...] elaborare [...] che non ha un [...]. Si disloca sulla soglia [...] visione, tra concretezza e sogno, tra sguardi [...] da fuori. In queste oscillazioni vive [...] parole necessarie. Un bisogno di dire [...] sempre a una struggente afasia. IL [...]
[...]sa [...]. Tanti titoli per tanti [...] in valigia. ORIZZONTI [...] Il cinema in valigia Andrea Corrado [...]. Un libro sperimentale, come [...] non cerca un epilogo Dopo lo tsunami, [...] del mondo n di Vincenzo Trione LIBRI [...] del porto Emanuele Trevi [...]. /// [...] /// Un libro sperimentale, come [...] non cerca un epilogo Dopo lo tsunami, [...] del mondo n di Vincenzo Trione LIBRI [...] del porto Emanuele Trevi [...].