Brano: [...]blicazione e che ispirò uno [...] della televisione pubblica giapponese, [...] altri Paesi. Massimo Onofri [...] editoriale è davvero importante: [...] se ne sono accorti. La Rizzoli ristampa in [...] comoda ed economica [...] Le novelle di Federigo Tozzi, [...] classica curata da Glauco Tozzi nel 1963, [...] stesso ed introdotta nel 1988 da Luigi Baldacci [...] saggio Movimenti determinati da cause ignote (poi [...] Tozzi moderno del 1993), introvabile dal 1995, [...] Vallecchi, [...] ci racconta nella Nota [...] Marco Marchi, [...] la tiratura quasi interamente [...] per [...] rilancio della casa editrice. Inutile ricordare che si [...] filologicamente rivoluzionari[...]
[...]abilmente «il giudizio approvante [...] «disperdendo soprattutto la compatta [...] di Giovani», aveva il sicuro pregio di [...] assai più chiaro [...] dello scrittore senese, tanto [...] Debenedetti, nei suoi studi fondamentali sulla storia [...] il Tozzi di Con [...] aveva completamente ribaltato [...] del Tozzi celebrato da Borgese [...] Tempo di edificare (1923), quello di Tre croci, [...] limitanti ipoteche [...] e [...] dentro le regioni del [...] gnoseologico del secolo appeno trascorso. Se si riflette sul [...] Tozzi è da considerare lo pensava il grande Baldacci, [...] Romano Luperini, insieme a Marchi oggi il [...] studioso il massimo novelliere italiano del Novecento [...] Pirandello, [...] certe narrazioni sintetiche degno di figurare accanto [...] Kafka [..[...]
[...]liere italiano del Novecento [...] Pirandello, [...] certe narrazioni sintetiche degno di figurare accanto [...] Kafka [...] Joyce, si può ben capire [...] non effimera [...] ristampa come questa. In un suo denso [...] il volume miscellaneo Federigo Tozzi fra tradizione [...] nel 2001 dalla Cittadella editrice di Assisi [...] gli altri, di Michele [...] Lia Fava Guzzetta e Pasquale [...] dedicato al rapporto dello [...] Novecento, lo stesso Marchi [...] per [...] volta sulle ragioni del [...] Tozzi, [...] perplessa e problematica risposta [...]. Ed insiste, giustamente, sul [...] Tozzi sia uno scrittore «difficile» e radicalmente [...] molto più difficile degli [...] coevi Pirandello e Svevo: i quali concedono [...] il privilegio [...] chiamato in causa come [...] fruitore [...] qualche «verità disvelata, messa [...] di là di ogni[...]
[...]adicalmente [...] molto più difficile degli [...] coevi Pirandello e Svevo: i quali concedono [...] il privilegio [...] chiamato in causa come [...] fruitore [...] qualche «verità disvelata, messa [...] di là di ogni maschera o mistificazione [...]. Tozzi, invece, è uno [...] affacciato [...] sugli abissi vertiginosi del [...] si palesa atrocemente la vita, non si [...] risorsa umanistica [...] come in Svevo, o [...] che conduce al pirandelliano sentimento del contrario. Sopraffatto da una psicologia[...]
[...]non si [...] risorsa umanistica [...] come in Svevo, o [...] che conduce al pirandelliano sentimento del contrario. Sopraffatto da una psicologia [...] sottrasse mai al torturante confronto con un [...] collerico, di straripante e violenta vitalità, Tozzi, [...] Kafka [...] resto, fece di quel precipite sentimento di [...] privilegiata per accedere alla conoscenza del mondo, [...] nella realtà che, nel [...] messo capo [...] poetica dei «misteriosi atti [...]. In questo senso vide benissimo Borgese q[...]
[...]tempestivamente, ebbe a dire che [...] di coscienza fatto ad occhi [...] è una discesa da palombaro entro [...] e una natura che reagiscono [...] vita con contrazioni, ad altri impercettibili, di spasimo». Occupato, se non soffocato, [...] biologia, Tozzi non poté disporre [...] se non di quel [...] autobiografico: dove è da mettere nel conto [...] amore per Isola, una contadina conosciuta al [...] ritrovata poi come prostituta, a Firenze, incinta [...]. Per [...] questo doloroso materiale, ad una [.[...]
[...]ure della moglie Emma e [...] Borgese, ancora una volta ristampato [...] scorso per i tipi della pistoiese Libreria [...] ad opera [...] Marco Marchi. E Marchi, nella [...] introduzione, fa benissimo a declinare [...] cosiddetta [...] della prosa di Tozzi in [...] «realismo del profondo», per stare [...] una definizione genialmente coniata da Baldacci nel 1970: entro [...] tradizione critica già inaugurata da Debenedetti. Sarebbe inutile, ora, insistere [...]. Mi preme invece sottolineare, [...] un a[...]
[...] entro [...] tradizione critica già inaugurata da Debenedetti. Sarebbe inutile, ora, insistere [...]. Mi preme invece sottolineare, [...] un aspetto che colloca meno ovviamente Gli [...] di quella speciale [...] che molti scrittori soprattutto [...] Tozzi, si trovarono a condurre, dentro una [...] e politica delle mitologie patriottarde, come i [...] Pirandello e Borgese. Prendete il primo capitolo: Tozzi [...] presentando il musicista Dario [...] migrato da Pistoia a Roma [...] le sue ambizioni di artista. Sentite quel che gli [...] della capitale, dopo due anni di residenza [...] dalla paura del fallimento: «Era inutile cercare [...] Roma [...] imp[...]
[...]ni. Non [...] chi non veda poi, nelle [...] successive, quelle che disegnano [...] di [...] corrispondenza col ritratto che Borgese [...] del protagonista del suo Rubè (1921). Ma sarebbe, questo, discorso [...] altra articolazione: ché proietterebbe Tozzi entro una [...] per forza di cose trascurati dalla critica, [...] più urgenti ricognizioni, a cominciare dalla determinazione [...] culturali dello scrittore su cui ancora Marchi [...] pagine fondamentali. Ma torniamo a Le [...]. Ho parlato prima di[...]
[...]e trascurati dalla critica, [...] più urgenti ricognizioni, a cominciare dalla determinazione [...] culturali dello scrittore su cui ancora Marchi [...] pagine fondamentali. Ma torniamo a Le [...]. Ho parlato prima di [...] atti nostri». È lo stesso Tozzi, [...] famoso raccolto in Realtà di ieri e [...] 1928), là dove si enuncia quasi [...] la volontà [...] a raccontare «qualsiasi misterioso [...] quello [...] uomo «che a un [...] strada si sofferma per [...] che vede e poi prosegue la [...] passeggi[...]
[...].] quello [...] uomo «che a un [...] strada si sofferma per [...] che vede e poi prosegue la [...] passeggiata». È a questa inaccessibile, [...] profondo, sulla scorta di motivazioni non tanto [...] con cui Freud andava ad [...] sui lapsus e i [...] Tozzi più grande ha mirato lungo tutta [...] di scrittore, solo per comodità didattica scomponibile [...] senese e quello romano: come questi due [...] possono testimoniare al di là di ogni [...] vero che, nel rivoluzionario 1908, possiamo tranquillamente[...]
[...]romano: come questi due [...] possono testimoniare al di là di ogni [...] vero che, nel rivoluzionario 1908, possiamo tranquillamente [...] come Il ciuchino, ove grava il simbolismo [...] ultimi romanzi, mentre La prima fidanzata, una [...] alte del Tozzi sperimentale scientifico ed esistenziale, [...] prima del 1914, quando le ipoteche [...] cominciano ormai a palesarsi. Per un modo [...] scrittore troppo in anticipo [...] frainteso, troppo disilluso e feroce per non [...] che ha trovato in Debenede[...]
[...]o, troppo disilluso e feroce per non [...] che ha trovato in Debenedetti il suo [...] esegeta: «Non si tratterà più dunque di [...] cause e di effetti, ma di comportamenti, [...] di apparire e di esistere. /// [...] /// Il naturalismo narra in [...] Tozzi narra in quanto non può spiegare». Francesca De Sanctis Segue [...] Titolo del «Corriere della sera»: «Voi mi cacciate, [...] sangue puro. Se mio padre è [...] è cattolica». Un piccolo dossier rilanciato [...] e sbrigativo dal [...]. Che [...] condi[...]