Brano: [...]...] Carlo Levi, ha [...] questa dichiarazione. Carlo Levi è stato [...] e un grande pittore perchè, essenzialmente, è [...] ogni [...] manifestazione, un combattente antifascista, [...] la giustizia e per la libertà. Levi è partito da Gobetti [...] Torino degli anni [...]. Il Mezzogiorno, la Sicilia Insanguinata [...] la Sardegna in lotta per la [...]. Ed, intrecciate alle battaglie nazionali, [...] grandi lotte internazionali per [...] pace, per [...] Vietnam, per 11 Cile. Ogni battaglia politica è [...]
[...]tellaro, Di Vittorio, [...] Neruda. E accanto ai volti [...] altri innumerevoli volti [...] uomini semplici, dei contadini [...] Sud povero che egli ha incominciato a conoscere [...] allorché fu confinato in Lucania dal tribunale [...]. Venuto su, a Torino, [...] di forte tradizione democratica, educato dalla madre, [...] Claudio Treves, Levi, [...] in medicina nel [...] insieme con la passione [...] avvertì giovanissimo il dovere [...] civile: la professione di [...] per [...] soltanto per curare i [[...]
[...]] democratico vero. La [...] è [...] un esempio [...] di fermezza morale! Vidi [...] suoi primi quadri nel [...]. Incontrai poi Carlo [...] Venezia nel [...] quando [...] permesso dal confino [...]. Andammo poi [...] me a Turino [...] poliziotti e a Torino [...] dei suoi quadri dipinti in Lucania: quadri [...] grande commento al suo celebre libro [...] Cristo si è formato [...] Eboli [...]. Quei quadri mi insegnarono molte [...] sulle ragioni profonde della pittura [...] tra ciò elle si [...] e [...] [...]
[...]riferito a [...] Levi ha rievocato efficacemente la [...] situazione in cui il fascismo aveva già costretto la [...] civile e culturale degli italiani: «Erano tempi», egli [...] scritto, adi [...] e di responsabilità totali. La grande stagione della Torino [...] popolare [...] Nuovo, si chiudeva con [...] la morte e [...] dei suoi rappresentanti, del [...] fascismo toccava e distorceva anche [...] e la forma [...]. La resistenza apparve necessaria. Lo [...] del Gruppo dei sei sì [...] in questa lotta.[...]
[...]metà del [...] sembra investito da una rivelazione [...] eli e sconvolge la [...] pittura. In lui cioè esplode [...] la [...] ebraico, che ha in [...] il suo vertice, e [...] di [...]. Quadri come II signore, [...] comunista rumeno allora studente a Torino, o [...] II [...] cinese, dipinti tra il [...] sono infatti già completamente [...] dei asci». In esso, cioè, il problema [...] è preso alle radici, la pittura si fa ardente, [...] inquietudine, struggimento, protesta: ecco ciò [...] vi si legge. Co[...]