Brano: E ha attratto a [...] uomini, ne ha modellato la vita, ha [...]. Torino si è formata [...] quaranta e gli anni sessanta attorno a Mirafiori, [...] curvata per meglio adattarsi alla grande fabbrica. I grandi corsi, corso Unione Sovietica, [...] Galileo Ferrari, corso Re Umberto, le linee [...] su Mirafiori, [...] e ne so[...]
[...]onvogliatori aerei, tredici chilometri di gallerie sotterranee, [...] 667 chilometri di cavi telefonici, una produzione [...] a tenere accese un milione di lampadine, [...] Trieste. Mirafiori era [...] di una flotta di [...] Lingotto e come Rivalta. Torino, una città di [...] abitanti, viveva di [...] operai, che costruivano automobili. Poi [...] gli operai [...]. E le famiglie: quattrocentomila [...] Fiat. La città è rimasta [...] geometrie, non ha trovato altri cuori, ne [...] vecchio, in periferia.[...]
[...]industriale dunque resiste [...] luoghi? «I contenitori sono al [...] posto, ma sono diventati [...] rottami, scatole nelle quali marcisce [...] fordismo e nelle quale trova riparo il [...] degli [...] gli immigrati, i [...] poveracci [...] sorta. A Torino vi sono [...] metri quadri di aree dismesse, alcuni di [...] metri quadri: il fordismo ha un corpo, [...] è fatto di [...] imprese e di capitale [...]. [...] del 1980 è cominciato [...] Mirafiori e degli altri stabilimenti, svuotati dalla [...] orga[...]
[...]ella [...] catene Il futuro? Puntare sulla vera ricchezza: [...]. La Fiat ha seguito dunque [...] strada di [...] gruppi. I modelli di massa [...] nei mercati semiperiferici emergenti, Brasile, Argentina, Polonia, Turchia, India [...] Cina, [...]. A Torino [...] negli anni settanta [...] per cento della auto Fiat. Dopo Melfi la prima [...] al venti per cento della produzione globale [...] cento al Sud, [...]. Come appare oggi la [...] e donne, cinquantenni, che non parlano più [...]. I mille entrati, [...]
[...] più [...]. I mille entrati, giovani, [...] grazie alla rottamazione sono già in cassa [...]. [...] stanno raggiungendo. Il livello di qualificazione [...] è molto basso. Non rappresentano più quel [...] che aveva indotto Carlo Levi a scrivere [...] Torino bipolare, quella operaia delle barriere e quella [...]. Quartieri come Valletta e Nuova Falchera, [...] nati negli anni sessanta per [...] la manodopera che saliva [...] Sud, [...] dormitori di pensionati, operai dichiarati socialmente inutili [...][...]
[...] [...] di sicurezza. Rita per i clochard [...] centro di raccolta per gli extracomunitari che [...]. [...] assistito a tante false [...] fino a che punto i poteri pubblici [...] durezza della sfida e non si cullino [...] sia sufficiente accompagnare Torino in una sorta [...] al terziario, senza fare [...] la viscerale vocazione industriale di questa città, [...] di alcuni ambiziosi progetti come [...] attrezzato [...] che non si sono [...] nella vocazione al gigantismo, perchè i soggetti [...] la Fiat[...]
[...] questa città, [...] di alcuni ambiziosi progetti come [...] attrezzato [...] che non si sono [...] nella vocazione al gigantismo, perchè i soggetti [...] la Fiat, il San Paolo, il [...] con un raggio [...] ben al di là [...] proprio fuori anzi». Se Torino avrà un [...] passare da una media transizione industriale, che [...] funzione di distretto [...] mantenendo tutti i segmenti [...] integrato, non solo la testa. E per questo si [...] produttori [...] che possono trovare [...] cultura, tradizione, c[...]
[...]che un [...] operaia e che oggi rischia di trasformarsi [...] la realtà d'oggi dice di [...] mutazione: dalla [...] capitale del lavoro, a [...] in cui pesano solo le scelte dei [...] da una massa di uomini e donne, [...]. Una sorta di Napoli [...]. Torino ha un disoccupazione [...] regione, che ha sviluppato poli industriali come [...] Cuneo, del Biellese, di Alessandria, che guardano comunque [...] Milano e [...] di Malpensa inclinerà [...] verso la Lombardia». Perchè non sono arrivati [...] Altri g[...]
[...][...] Altri giapponesi o coreani potrebbero arrivare. È vero che ci [...] direzione di imprese, come la [...] che non hanno niente [...] con [...] come se non si [...] monopolio. Aggiungo solo che [...] per lo sviluppo, [...] che dovrebbe promuovere Torino, [...]. [...] e squatter: dubbi col [...] Torino [...] nuova cassa [...] più in difficoltà una città [...] crisi, [...] tasso di disoccupazione ètra i [...] alti nella regione e rispetto alle [...] una città che ha perso [...] via centralità, insieme con i pezzi della [...] storia industriale. Le [...]