Brano: Così non è, né [...] in un libro dal quale piuttosto si [...] indolore per congedarsi dal Novecento letterario. Ciò che infatti siamo [...] teoria della letteratura, e che sentiamo così [...] Novecento da aggiudicare il secolo alla teoria, secondo [...] preferito e il suo più giovane compagno [...] e tradito, in un colpo solo, tutto [...] letteratura e la linea drammaticamente unitaria della [...]. Mentre la sintetica ricostruzione [...] Stefano Calabrese, [...] strutturalista, e dop[...]
[...]in un colpo solo, tutto [...] letteratura e la linea drammaticamente unitaria della [...]. Mentre la sintetica ricostruzione [...] Stefano Calabrese, [...] strutturalista, e dopo», si [...] specie di orazione funebre [...] lungamente dominante della teoria [...] appunto che viene sferrato [...] contro ogni teoria, a partire dalla constatazione [...] laterale quanto gravida di conseguenze che una [...] è stata elaborata, nel corso di sette [...] è stata elaborata, nel corso di sette [...] italiana» e che bisogna [...] conto». Che di teoria letteraria [...] si possa parlare solo in tempi relativamente [...] a essere rigorosi, non prima del Novecento, Berardinelli [...] benissimo e Calabrese lo documenta efficacemente. Ma vale la pena [...] un «anacronismo terminologico», pur di reagire[...]
[...]ntenzionale, relativa e inevitabile, per cui, a [...] e il [...] sembrano contenere la gamma [...] nuovamente individuate fuori della letteratura. Sarebbe divertente capovolgere la [...] secondo Novecento prospettata da Berardinelli e spiegare [...] teoria con [...] a orizzonti più vasti. Una parola in difesa [...] persino del suo spirito sistematico, preferiamo però [...]. La troviamo anzi già [...] introduzione e nei calzanti «cappelli» di Calabrese [...] antologizzati, che riescono brillantemente, [...]
[...] [...] un «Dialogo di Porfirio e di Plotino». È come se, in epoca [...] sia coatta [...] sé da una prospettiva sì [...] ma anche malinconica. La malinconia, si direbbe, [...] «postuma». Riproporre oggi (come fa il Mulino) un testo fondativo come la «Teoria [...] e Warren (1949, [...] 390, lire 28. In seguito la teoria [...] e semiotica si è a volte esercitata [...] spettacolari, talora un [...] terroristiche. Salvo poi battere in [...] ancora più spregiudicate capriole [...] che negano però col loro [...] strutturalismo. Quella appena riassunta, tuttavia, [...] p[...]
[...] Una [...] studi letterari può invece [...] storia della critica e il conflitto delle [...]. Così fa Nicola Gardini [...] Einaudi Scuola, «Critica letteraria e letteratura italiana», pagine [...]. Non è un caso [...] di Lavagetto e Ceserani facciano teoria proprio [...]. Riuscite sintesi come quella [...] Donata Meneghelli sul punto di vista («Teorie del punto [...] La Nuova Italia, pagine 290, lire 33. [...] i testi compresi nelle [...] «Biblioteca» [...] «Teoria e analisi dei testi letterari», entrambe [...] Lavagetto per La Nuova Italia, sono eccellenti per [...] chiarezza espositiva e (ciò che non guasta) [...] (sono, in massimo grado, le doti [...] e ricchissimo saggio di Massimo Fusillo [...] tema del «[...]
[...]ri», entrambe [...] Lavagetto per La Nuova Italia, sono eccellenti per [...] chiarezza espositiva e (ciò che non guasta) [...] (sono, in massimo grado, le doti [...] e ricchissimo saggio di Massimo Fusillo [...] tema del «doppio»: [...] e lo stesso. Teoria e storia del [...] La Nuova Italia, pagine 368, lire 34. Non sembri un paradosso: leggere [...] la «Teoria del romanzo» [...] di un autore in passato [...] in chiave normativa, è pratica quanto mai propedeutica al [...] e [...]. Anche le interpretazioni più [...] si storicizzano: [...]. Quelli che restano sono [...] dalla stratificazione storica e [...] [...]
[...]entino [...] si glissa: in copertina [...] la foto di Landolfi [...] sul volto, ma il libro evita di [...] autore che sulla messa in discussione [...] autoriale a scrittori come Calvino [...] Manganelli ha insegnato tutto. In realtà, sia detto [...] teoria della letteratura degli anni Settanta e Ottanta, [...] si è interrogata sulla [...] ai saggi di [...] su Puskin). Solo che questa soggettività era [...] non «frontalmente», bensì [...] la costruzione [...] di [...] «falsa» ma alla fine, testualmente[...]