Brano: [...]utobus. [...] e Fanny, i genitori [...] Noa, [...] hanno più la forza di riandare con [...] quegli attimi terribili, iniziati con la notizia [...]. La speranza è affidata [...]. [...] prova a mettersi in contatto [...] Noa. Ripete più volte il [...] telefonino. Senza ricevere risposta. Ma [...] e Fanny sanno che [...] Keren Franco, 18 anni, compagna di corso [...] Noa, [...] lei destinata, come primo incarico, al posto [...]. I genitori di Noa [...] in contatto con Keren, compongono il numero [...][...]
[...]ro [...]. /// [...] /// Keren era seduta a [...] amica, proprio al centro [...]. Probabilmente hanno avuto il [...] negli occhi il giovane kamikaze che, senza [...] fa detonare il corpetto esplosivo che indossava [...]. [...] dura alcune ore. Poi la telefonata [...]. La conferma di ciò che [...] temeva: tra le vittime [...] anche Noa. [...] potentissima, aveva proiettato ad [...] di distanza gli effetti personali dei passeggeri [...] dei loro corpi. Tra quegli oggetti [...] lettore di Cd, regalato [...]
[...]ittime [...] anche Noa. [...] potentissima, aveva proiettato ad [...] di distanza gli effetti personali dei passeggeri [...] dei loro corpi. Tra quegli oggetti [...] lettore di Cd, regalato a Noa per il suo diciottesimo compleanno da Yael e [...] fratello [...]. Il riconoscimento, poi, aggiunge [...] un dolore insopportabile: Noa viene identificata da [...] portava al dito. Nessuna causa al mondo [...] massacro di persone colpevoli solo di essere [...] ebree». La rabbia è grande per [...] giovane v[...]
[...]spezzata, come è grande la paura, per [...] con Michael, di non uscire mai più da questo [...] «Anche questa guerra [...] osserva [...] sembra diventata una faida in [...] ognuno consuma le sue vendette personali». La famiglia [...] fa parte [...] intellettuale israeliana, il fratello di Fanny è [...] ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite [...]. Tante volte, confida Yael, [...] famiglia sulla situazione nei Territori, sulle sofferenze [...] palestinese». Il suo carattere la [...] guardare con ottimismo al futuro: alla fine[...]
[...]esse il diritto di esprimere [...] personalità. E soprattutto Noa non [...] a coloro che attraverso gli attentati suicidi [...] ogni israeliano il diritto alla normalità. Indossare una divisa e [...] Territori o sorseggiare un caffè sul lungomare di Tel Aviv [...] fa alcuna differenza: ogni israeliano, donne, bambini, [...] a forza dai kamikaze palestinesi [...] nemico da distruggere». /// [...] /// E le storie di Noa [...] Keren ne sono la conferma. Ma Noa voleva anche [...] spingere una ragazzina[...]
[...]el piccolo cimitero di [...]. Ed è in questi [...] defunti che oggi Israele si ritrova a [...] a lanciare messaggi di speranza. Con determinazione e speranza». Quella speranza che avevamo [...] bar di Haifa il giorno della strage [...] nei locali di Tel Aviv affollati da [...]. La loro voglia di [...] risposta più forte alla sfida mortale dei [...]. Tra quei ragazzi, è [...] stata anche Noa. /// [...] /// Tra quei ragazzi, è [...] stata anche Noa.