Brano: Il presidente: «Scontri pericolosi [...] Paese» JOLANDA BUFALINI [...] nel sesto giorno delle [...] Teheran e giorno primo degli scontri di [...] squadracce dette «gruppi di pressione», mentre accanto [...] muovono cittadini comuni e le manifestazioni si [...] città. Il presidente delle riforme Mohamed [...] ha detto «basta, basta [...]. Quella che era co[...]
[...] presidente [...] arrestate in questi giorni non [...] studenti» e ha elogiato «il movimento studentesco, che ha [...] le distanze dalle frange [...] pubblici e disturbato i cittadini». A sera, dice un [...] forze [...] «di dio» controllano il [...] Teheran. E in Iran, raccontano [...] se ne discute da due anni e [...] è cominciata la politica che vuole trasformare [...] di [...]. Quanto a lungo i [...] alla rivoluzione del 1979, [...] lo dirà la storia. /// [...] /// E questo spiega [...] delle ultime[...]
[...]uso anche negli [...] conservatori, che una strategia del genere li isolerebbe del [...] in una società divenuta più matura e che aspira [...] sviluppo. Ma più ci si [...] più gli spazi di [...]. Al tempo della rivoluzione era [...] iraniana [...] a Teheran. Fuggì dopo la morte del [...] collega ed amico [...] membro [...] degli scrittori, assassinato nel giorno [...] suo matrimonio. [...] ha pubblicato diversi volumi di [...] tra i quali [...] in the [...] (La balena del deserto) e [...] (Paese [...].[...]
[...][...] di «condannati a morte» e vive [...]. Che [...] motivato le dimostrazioni studentesche in [...] «Dobbiamo rifarci [...] di intellettuali iraniani, membri [...] degli scrittori. Due anni dopo la rivoluzione [...] che era tra i direttori [...] a Teheran. In seguito fu attaccata [...]. Portarono via libri e [...]. Circa dieci scrittori sono [...] ultimi due anni, tra cui [...] e Sharif. [...] di destra del governo è [...] tutto contraria alla libertà [...]. [...] anche certi organi di stampa [...] c[...]
[...]...] Il poeta Ismail [...] «Non cambierà molto ma [...] fine del potere dei mullah» [...] studenti ne hanno abbastanza [...] Stampa vivace sotto il [...] Molte le censure e le violenze, ma [...] resistono Una vita difficile quella dei giornali [...] Teheran: [...] quello che viene chiuso poi, dopo qualche [...] e torna ad uscire; altri non hanno [...] di incorrere in violenze: vi sono redazioni [...] altri materiali sono stati fatti a pezzi [...] altre armi improprie. Vita difficile ma, [...] il segnal[...]
[...]ltre armi improprie. Vita difficile ma, [...] il segnale della vivacità, [...] le riforme che alimenta una battaglia politica [...] legali e anche con colpi bassi, violenze, [...] ordine di autorità giudiziarie retrive, come avvenne [...] sindaco di Teheran. Gli studenti in piazza [...] ritratti del presidente [...] le testate di alcuni [...] ad esempio. Giornali contro informazione radiotelevisiva, [...] accomuna le difficili transizioni democratiche. Radio e televisione sono [...] fanno propaganda? I[...]
[...] dialettica [...] crescita della società civile che portò alla [...]. Il giornale conservatore [...] per esempio, ha condannato [...] degli studenti di forze di sicurezza e [...] pressione (gli squadristi che anche ieri pattugliavano [...] strade di Teheran). Un giudizio accompagnato da una [...] interessante: certi comportamenti, sostiene il giornale istituzionale, devono essere [...] attraverso una «gestione unificata e saggia delle autorità responsabili [...] forze [...] pubblico». Come dire che la [...]