Brano: [...]terminio un inestimabile tesoro. Paul [...] Pigmalione (particolare). Guidati [...] del grande Jankélévitch [...] stato appartiene in qualche [...] "terzo genere", radicalmente eterogeneo [...] come al [...] ci addentriamo in questo [...] di Antonio Tabucchi, e insieme al suo [...] e negli anfratti di una città splendida [...]. Il solo «personaggio» di II [...] a non tradirci sarà proprio [...] la città, per la semplice ragione che di facce [...] tante, e molte quelle propense [...] al mistero, alla mem[...]
[...]opense [...] al mistero, alla memoria, [...]. Raramente, forse dai tempi [...] Zena, Genova era stata altrettanto protagonista, lì ancora [...] di sole che d'ombra, e [...] invece simile a qualche [...] cinema« Il filo [...] romanzo breve di Antonio Tabucchi Una [...] oscura, [...] privata, un «giallo», che [...] della nostra vita Sullo sfondo uno spettrale [...] genovese Man Ray. Enigma II, [...] amico di Spino, sono [...] già letti, anche se [...] con sapienza sicura, con [...] ironica ai meccanismo r[...]
[...]no [...] già letti, anche se [...] con sapienza sicura, con [...] ironica ai meccanismo riproposto. Chi era [...] il giovane ucciso o [...] lasciato uccidere, che ha voluto farsi uccidere? E [...] Spino si accanisce a [...] il passato? Non lo [...]. Tabucchi ci ha depistato [...] e quando nonostante tutto il possibile riconoscimento [...] da parte del lettore siamo caduti nella [...] ha teso, e abbiamo cominciato a sentirci [...] leggere con più avidità le pagine del [...] conoscere i passi successivi, [...]
[...]amo cominciato a sentirci [...] leggere con più avidità le pagine del [...] conoscere i passi successivi, fino alla certo [...] che egli ci toglie di prepotenza, anche [...] 11 giocattolo di mano, diciamo a trenta [...] mistero più mistero di tutti. Tabucchi ci toglie in [...] finale. Sentite: «Ha aspettato un [...] ripetuto a voce più alta: "Sono lo, [...]. Solo in quel momento [...] certezza che In quel luogo non [...] nessuno. Suo malgrado, ha cominciato [...] piano, poi più forte. Si è girato e [...[...]
[...] di distanza. Poi è avanzato nel [...]. Sono le ultime righe, [...] la storia di due suicidi, e portano [...] vita e con ciò della morte. Tra le quali, esiste [...] il «terzo genere» radicalmente eterogeneo [...] come al [...]. Al finale di un [...] Tabucchi, il bellissimo Notturno Indiano, si rimproverava [...] di chi scrive) che la rivelazione finale [...] grande epoca, ó a qualche porto del [...]. Di cinema si parla [...] racconto; anch'esso, oltre che risonanza figurativa, è [...] detriti della memo[...]
[...]oltre che risonanza figurativa, è [...] detriti della memoria che ne affollano [...] le pagine, piene di [...] oggetti e residui di oggetti, a volte [...] lebbra lenta». E scritte murali, fotografie, [...] secchi, giornali. La parola detrito è [...] Tabucchi, e così insistita da non più [...] dichiarazione, fondo, contenuto. Detrito è a suo [...] finito per i casi di una vita [...] fare il funzionario del locale obitorio; e [...] cadavere che gli portano giovani carabinieri una [...] giovane da loro, ma[...]
[...]...] Nessuno o, alla lettera. /// [...] /// La storia raccontata è [...] che attraverso il morto e [...] sulla [...] identità reale e la [...] il protagonista Spino («qualcuno potrà osservare che [...] Spinoza, filosofo che non nego di amare», [...] Tabucchi nella nota conclusiva) stabilisce con se [...] i suoi stessi fantasmi, con il suo [...]. Nella coesistenza di un [...] disfatto e di un presente del tutto [...] passato, [...] è bensì qualcosa di [...] come tutte quelle cui ci hanno abituato [...] e[...]
[...]ria tra le tante, e un [...]. E poi [...] e [...] sul senso dei rapporti [...] che è anche tra le persone, e [...] memoria. Chi è dunque per Spino [...] di cui cerca la [...] significato della storia? Domina il caso, sembra [...] Spino [...] con lui Tabucchi: «E il caso è [...] nostra impossibilità di cogliere i veri nessi [...] sono», e quando questi nessi tentiamo di [...] comunque, con «volgarità» e «superbia». Il nesso tra due [...] tra due vite. E infine, ancora detriti, [...] canonico per [...] ap[...]
[...]morto e delle [...] della [...] morte, ma quella del protagonista [...]. Diciamo che lì la [...] modo troppo programmatico, in letteratura, mentre [...] non c'è più vita [...] è considerata vita) ma solo Letteratura e Metafisica. Il limite di questo Tabucchi [...] pare, proprio «la linea [...] i luoghi canonici della [...] ai luoghi canonici della metafisica. Un po' troppo comuni [...] perché i primi e gli ultimi. Restiamo insoddisfatti, pur con [...] la stima per uno dei pochissimi scrittori [...] nel [...]
[...]o, del romanzo. Connettere fatti, vita, e [...] domande finali, alla metafisica. II «mistero» dovrebbe nascere [...] qualche angolo della partecipazione e [...] ma mi rendo anche [...] è, forse, solo nostalgia di romanzo e [...] che forse ha ragione Tabucchi, che sempre [...] nostra storia è fatta di echi e [...] di rebus, e con finale obbligato. Goffredo [...] architetture di successo La [...] può diventare un incomparabile scenario di architettura, [...] belle case. Ho [...] sospetto che anche questo [...]