Brano: [...]tta la città, è diventato [...] in tutto il Paese. Come a Parigi, dove [...] il Macadam Journal, o a Londra dove «The Big [...] permette di campare a [...] ed è anche è [...] un settimanale vero. Anche Bologna, prima in Italia, [...] suo giornale di strada. A ruota seguirono imitazioni, [...] Milano, [...] Firenze, a Padova. Tutti a chiamare Piazza Grande [...] come avevano fatto a mettere insieme trenta [...] scrivere un giornale. Era il dicembre del [...] Bologna il primo numero, e Massimo Zaccarell[...]
[...]gere [...] di un giornale fatto da loro. Dormiva lì da qualche [...] contrasti con la famiglia. [...] del giornale gli piacque subito, [...] si offrì a [...] 7 giorni su 7». Il successo che ebbe Piazza Grande [...] fece capire di [...] intrapreso la strada giusta, [...] altri di fondare [...] prima, la cooperativa [...] poi. Lo colpì molto il [...] uso nel sindacato, le continue assemblee, riunioni, [...] che era il modo giusto per portare [...]. Lui si dimostrò particolarmente [...] dimostrava fin da[...]
[...]inazione, più forte di [...] tenacia tipica di chi sa di essere [...]. Peserà soprattutto la lucidità [...] in grado di far valere con qualsiasi [...]. Massimo è stato [...] e il corpo della [...] Piazza Grande. Anche se ormai da [...] della vita di strada era stata superato, [...] vista gli era rimasto dentro, diventando parte [...] Dna. Per questo, la [...] battaglia ha riguardato il [...] della persona, [...] per misurarsi infine con [...] rappresentanza diretta. Questo è [...] innovativo che [...][...]
[...]...] povertà oggi ha una [...] rappresentanza diretta nella vita politica [...] città. Questo anche il punto [...] con il mondo sindacale e con la [...] particolare. Non a caso Piazza Grande [...] da [...] della Camera del lavoro, [...] mai fatto la strada che ha percorso [...] senza «i barboni» della città e senza Massimo [...]. Tutto quello che a Bologna [...] fatto nella battaglia contro la povertà estrema [...] nasce comunque attorno a Piazza Grande e [...] stretto rapporto di vari soggetti, dal s[...]
[...]dal sindacato [...] al terzo settore. Massimo ha promosso e partecipato [...] prima linea [...] e alla gestione delle strutture [...] per i senza fissa dimora, a partire [...] di via Ranzani, [...] del sostegno mobile, al progetto [...] «avvocati di strada». La capacità di rappresentanza di Piazza Grande era stata sancita con [...] di Massimo a presidente della Consulta contro [...] sociale. Sono convinto che, con [...] avremmo fatto tutti un bel cammino, utile [...] esclusi e a chi prova a [...]. Anc[...]
[...] e a chi prova a [...]. Anche allo stesso Comune, [...] Consulta è espressione. [...] gli pesava un [...] ma Massimo era già al [...] consapevole di quello che avrebbe voluto e dovuto fare. Qualche giorno fa aveva [...] cooperativa sociale, dopo «La strada», per allargare [...] offrire alla persona non solo conforto, accoglienza, [...]. Quel lavoro che emancipa [...] che dà dignità e chiede responsabilità. Ci mancherà Massimo e [...] tutto sarà più complicato e difficile. La comunità perde un [...] ri[...]
[...]i: le Officine di Piazza Grande», [...] «il diritto al riconoscimento sociale delle persone [...]. Fu [...] talmente stimolante che «da [...] Assunta [...] della [...] i ragazzi capirono di [...] un lavoro vero, continuativo, e diedero vita [...] La Strada». [...] della cooperativa era offrire [...] lavorativo a persone in condizione di forte [...] le capacità e i tempi di ogni [...] percorso di vita intrapreso. Obiettivo che oggi si [...] oltre a registrare un bilancio costantemente in [...] (costitu[...]
[...]..]. La cooperativa effettua poi [...] e manutenzione in stazioni ecologiche attrezzate; gestisce [...] comunali in tutta la città; offre servizi [...] uffici di cooperative, centri sociali ed aziende [...]. E proprio a luglio da [...] costola di La Strada è nata una seconda cooperativa, «Fare mondi». /// [...] /// E proprio a luglio da [...] costola di La Strada è nata una seconda cooperativa, «Fare mondi».