Brano: [...]ellezza [...] o come lui dice di [...] del lievito poetico. E pur essendo convinto [...] non ha tempo e è estranea ai [...] non si sottrae a [...] confrontarsi , senza sentirsi in contraddizione, col [...]. Si, la poesia è [...] tempo storico (della Storia) si rinnova continuamente [...] ogni volta diversamente non certo [...] per così dire istituzionale [...] modi di essere della poesia. Altrimenti detto ogni epoca [...]. E quale è la [...] contrassegna la poesia della modernità? E chi [...] ha impre[...]
[...]r quanto riguarda la [...] che, per merito di storici, antropologi e [...] già intorno [...] intellettuale che provoca il [...] solo che una certa cura andrebbe anche [...] dei mezzi materiali, dallo stilo al computer, [...] paiono estranei a questa storia. Per quanto riguarda la [...] suo senso riposto, quello che si consuma [...] poi non si trova più, che bisogna [...] delle domande. Cosa crediamo di [...] accennate queste riflessioni, siamo [...] i rapporti tra le due sorelle sono [...]. Ma adesso [...]
[...]he somiglianza sia [...] orale dalla quale ha preso [...] il discorso, sia con [...] ricordare. [...] un modo di interrogare [...] scrittura per un compito che, detto semplicemente, [...] del passato. Passato è una parola vaga, [...] a «lontano». La storia è il [...] ricordare il tempo passato, è la scienza [...]. Il narrare storico mi [...] tra due estremi: o attua una collazione [...] danno [...] delle «cose come sono [...] il livello discorsivo provoca questo effetto, mentre [...] è esercitato dall[...]
[...].]. Questo modo di scrivere [...] grande effetto educativo, necessariamente generalizza, riproduce in [...] generalizzazione che ognuno, in un campo di [...] già. Parole come soldato, senatore, [...] sono tutte parole che indicano una generalità. La Storia e la [...] non può che essere scritta in questo [...] a fare esperienza di se stessa, della [...] riguarda, detto molto brevemente, [...] pubblica e la [...] costruzione. Quel tanto che vi [...] Hegel in ogni narrazione del genere aggiungerebbe [...[...]
[...]] riguarda, detto molto brevemente, [...] pubblica e la [...] costruzione. Quel tanto che vi [...] Hegel in ogni narrazione del genere aggiungerebbe [...] continua esperienza di sé, questa è la [...]. Parola difficile, molto più [...] cosa in questa storia va perduto: le [...] state dette, gli occhi che hanno guardato, [...] hanno distrutto, le illusioni che sono fiorite, [...] vizi, le virtù, e si potrebbe procedere [...] non vi fosse una parola che sintetizza [...] il «vissuto». È questa memoria min[...]
[...]i letteratura. Anzi ricordo bene un [...] Fiesole con [...] Lukàcs, in un pomeriggio [...]. Con una amabilità da [...] mi diceva che una prospettiva del genere [...] a un confuso desiderio) era propria di [...] mitologia borghese, del soggetto senza storia, evanescente, [...] tipicità. E con questo piuttosto [...]. Con gli anni ho [...] di letteratura del grande Lukàcs era il [...] fine delle Lezioni di estetica di Hegel [...] romanzo borghese, avrebbe ritrovato la sostanza, perduta [...] della «forma[...]