Brano: [...] tutta la famiglia [...] stavano andando in vacanza in Trentino Erano lì per ritirare [...] un bambino con un mazzolino [...] fiori in mano. Erano per il padre, [...] ucciso fuori dalla stazione Wladimiro Settimelli ROMA «Perché, [...]. Ce lo dica lei». La donna dai capelli [...] uno strano movimento del corpo che pareva [...] cadere, a rivolgere questa domanda al presidente Sandro [...] nella cattedrale di Bologna, [...] di bare coperte da[...]
[...] Piazza Maggiore. Uomo tra gli uomini, [...] cittadini, antifascista e combattente tra tanti antifascisti [...]. Senza ritegno e senza [...]. Lui, in quei momenti, [...] Patria, la Repubblica e la Patria e la Repubblica [...]. Aveva voluto vedere la Stazione [...] con tutti: con i soccorritori, i ferrovieri, [...] ospedali e con i parenti di chi [...] quella terribile montagna di macerie. Aveva parlato con le [...] con la gente qualsiasi, quella che, con [...] e gli occhi pieni di dolore e [...] li, sul[...]
[...]: con i soccorritori, i ferrovieri, [...] ospedali e con i parenti di chi [...] quella terribile montagna di macerie. Aveva parlato con le [...] con la gente qualsiasi, quella che, con [...] e gli occhi pieni di dolore e [...] li, sulla Piazza della Stazione per guardare [...] fuoco che ancora, insieme ai volontari, spalavano [...] spalavano da ore. Poi era entrato tra [...] ferri contorti e le macerie, e aveva [...] nel caldo afoso e con la polvere [...] chiudendo la gola, per guardare il grande [...] [...]
[...]veva visto massi [...] schizzare sui taxi in attesa fuori. Aveva visto anche alcuni [...] aria per decine di metri, ricadere giù [...]. Con gli occhi sbarrati [...] piena di polvere, non aveva capito immediatamente. Poi di corsa, era rientrato [...] stazione per aiutare, dare una mano. Era uno studente di [...] sarebbe stato [...]. Ma entrare [...] non era nè semplice nè [...]. Aveva raggiunto una donna [...] per mano e si era chinato su [...]. Erano coperti dalle macerie, [...] a [...]. Quando si era r[...]
[...][...] coperto di sangue. Ancora qualche istante e [...] si sentivano le sirene delle ambulanze e [...] fuoco. Da ogni angolo della [...] un accorrere. Gli ospedali si erano [...] medici e di infermieri. Erano arrivati subito anche [...] sangue. Alla stazione, chi era [...] non aveva atteso neanche un attimo: alcuni [...] e i taxi, erano stati riempiti di [...] partiti a razzo. Tutto il tessuto civile [...] città si era mobilitato in pochi minuti. Gruppi di volontari con [...] avevano immediatamente affr[...]
[...][...] primi feriti e anche i primi corpi. Erano anche arrivati immediatamente [...] e chirurghi che si erano messi ad [...] tra le macerie, pezzi di treno e [...]. Con il volto coperto [...] in sala operatoria, continuavano a lavorare da [...] della stazione. Erano loro in realtà, [...] corpi massacrati che poi venivano trasferiti alla [...] scrivere le prime storie delle tante povere [...] mentre aspettavano un treno o una coincidenza. Mentre nel resto [...] la gente scendeva in [...] della democrazia [...]
[...]/// Accanto a lui, sotto [...] anche la moglie Enrica Frigerio, di 57 [...] figlio Francesco, di 14 anni. Massacrati, spazzati via dalla [...]. Stavano andando in vacanza [...] Trentino, [...] macchina al seguito. Il treno sul quale [...] proprio in stazione, quando era esplosa la [...]. I [...] dovevano solo aspettare la [...] auto. Non molto distante da quei [...] corpi, [...] quello di Davide Caprioli, il [...] dolce Davide», come lo chiamavano gli amici. Era sotto le pensiline [...] a tracolla. Per [...]
[...]sà [...] mia moglie. Chissà quando lo vedrà [...]. Non [...] pensare a quel momento». E quel bambino? Chi [...] piccolino che era entrato [...] con un mazzo di [...] scritto:« Al mio papà». Era il bambinello di [...] taxi, rimasto ucciso fuori dalla stazione. Quando il padre, [...] era uscito per non [...] dormiva e non si erano neanche salutati. Che tragedia, che attentato [...]. Nella stazione era morta [...] Katia Bertasi, impiegata delle Ferrovie. Aveva ripreso servizio da [...] il congedo per la seconda maternità. Eppoi ancora le altre [...] Pietro Galassi, morto; quella di Flavia [...] a solo sedici anni, [...] Rimini; quella dei fida[...]