Brano: [...]del Pds Compagne e [...] il voto del 6 [...] giugno sì è aperto un confronto sul [...] sul suo sviluppo. Un confronto che ha [...] formazione di una nuova classe dirigente, dopo [...] sbriciolata quella del vecchio regime. E, insieme con essa, [...] Stato e il governo [...]. Una nuova fase si [...] vita della Repubblica. E tocca a noi [...] altri di contribuire in misura decisiva a [...] un progetto per [...]. Per questo, la mia [...] porre alcune idee [...] che noi riteniamo essenziali [...] profilo[...]
[...]e [...] corpo con le culture [...] in campo. La stessa affermazione di De Gasperi [...] la quale la [...] è un partito di [...] a sinistra non può essere ridotta a [...]. Dietro questa affermazione [...] qualcosa di molto corposo: [...] paese, dello Stato, dei poteri, della democrazia [...] la storia d'Italia dal punto di vista [...] indirizzi, dei programmi. Una visione che si [...] a certo integrismo cattolico da un lato, [...] vecchio liberalismo laico [...] insomma alle forze che [...] esito poli[...]
[...]ogrammi. Una visione che si [...] a certo integrismo cattolico da un lato, [...] vecchio liberalismo laico [...] insomma alle forze che [...] esito politico di centrodestra. Ne sono derivati, come [...] di sviluppo del paese, una conformazione dello Stato [...] sistema di relazioni politiche che, anche per [...] forte opposizione democratica che ha contrassegnato tutta [...] della Repubblica, hanno conosciuto ombre e luci. Quando ho proposto il [...] e ho detto che la seconda fase [...] Repubblica [.[...]
[...]l 20 giugno ci consegna [...] di , una riflessione a [...] campo. Analisi del paese, rapporto [...] il sorgere [...] con la Lega [...] di un rinnovato pericolo [...] forme della riorganizzazione della sinistra e dei [...]. C'è un dato di [...] che è stato, del resto, messo in [...] la pubblicistica: i vincitori del confronto elettorale [...] la Lega e il Pds. Ma è, nel suo [...] ecco il tema che [...] al Consiglio nazionale [...] che conferma quanto sia [...] paese [...] e allarmante [...] Il problem[...]
[...]un sistema politico, ma un modo [...] italiano, una miscela di poteri forti e [...] che al Nord e al Sud ha [...] di accumulazione e distribuzione delle risorse mollo [...] e reso asfittico del peso crescente del [...]. Un sistema, dunque, che [...] Stato cattivo e mercato buono [...] come dice Bossi [...] ma che, mentre distorce [...] mercato (al Sud come al Nord: Tangentopoli [...] tra imprese e partiti di governo insegnano) [...] lo Stato e le funzioni pubbliche. Il risultato elettorale è [...] di precise politiche [...] come dimostra la vittoria [...] Castellani [...] Torino [...] che hanno incominciato a [...] del centro non sul terreno esclusivo dei [...] su quello dei rapporti co[...]
[...]tamento del tiro. Nel nostro stesso rapporto [...] che si richiamano ad Alleanza Democratica, abbiamo [...] attenzione ai nuclei laici di sinistra e [...]. La stessa elezione dei [...] come [...] delle forze cattoliche, soprattutto [...] Nord, [...] stato decisivo per [...] la Lega o no. Ma, più in generale, [...] nel processo di riorganizzazione delle forze in [...] la questione cattolica è centrale. In quali termini? Non è solo una definizione [...] metodo. Come tale, non sarebbe [...]. Sappiamo ch[...]
[...]retamente, [...] programmi [...] e scelte che coinvolgono [...] come tale. Su questo terreno, sono [...] sono già in atto [...] e più [...]. Del resto tutto ciò [...] essendoci più il [...] cattolico a fare da [...] tramite nei rapporti tra Chiesa e Stato, [...] politiche assuma responsabilità piena rispetto alla funzione [...] Chiesa [...] società italiana, a cominciare dalla [...] valorizzazione della coscienza religiosa, [...] e della [...] effettiva incidenza nella organizzazione [...]. Mi si per[...]
[...].] cioè che a Milano sono scese in [...] da quelle di Torino. Ma anche a tal proposito [...] fare una seria valutazione oggettiva. Ho già avuto modo [...] a Milano, epicentro di Tangentopoli, non esisteva [...] di centro riformista, perché tutto era stato [...] e dalla [...] crisi. E che, da un Iato [...] una personalità della Lega che poteva condurre Milano, ci [...] o no, fuori da Tangentopoli, [...] a sinistra, [...] Dalla Chiesa. Ne abbiamo preso autonomamente [...] e siamo convinti che proprio q[...]
[...]: certo, [...] un valore che intendiamo tutelare con estrema [...]. Se concepiamo tale [...] come barriera staticamente contrapposta al separatismo leghista, [...] passi [...]. Ma se la concepiamo, [...] dinamica, capace di rinnovare e articolare lo Stato, [...] slancio e contenuti a un [...] di ispirazione federalista che [...] ad esempio, di modificare il rapporto tra [...] Stato, dando nuove capacità impositive alle Regioni, [...] campo una [...] ricca di articolazioni, e, [...] sorretta da un forte senso di solidarietà [...]. In questo modo, dunque, [...] dai guasti del vecchio sviluppo dualistico che [...] sia dalla trapp[...]
[...]individuazione delle alleanze [...] blocchi sociali e polìtici di riferimento. Oggi ci troviamo di [...] del blocco politico e sociale che ha [...] distorta degli anni Ottanta: quel rapporto fondato [...] sostegno ai grandi gruppi del Nord, il [...] Stato, una intensificazione senza precedenti del perverso [...]. La divaricazione tra Nord [...] Sud [...] è fatta lacerante. Per fortuna [...] è la valenza storica del [...] giugno [...] ciò avviene a fronte di [...] forte presenza democratica attorno al[...]
[...]itario [...] Paese. Come affrontare la sfida? Abbiamo due modi per [...] partita. Battere la Lega al Nord, [...] terreno delia questione fiscale e di un [...] relazioni sociali, facendo perno sulla cultura dei [...] di cittadinanza. E quando si dice Stato, [...] a bersaglio il centralismo statalista identificato come [...] corrompimento pubblico e della oppressione parassitaria sul [...] produttivo. [...] semplice ed efficace, come [...] ai movimenti di [...] che mettono il sovversivismo [...] ordini[...]
[...]] del sindacato. Il secondo modo di [...] Lega riguarda il Sud, il Sud che ha [...] e che deve [...] parlare al Nord. Infatti, per combattere efficacemente [...] Nord che fa da solo, occorre un Sud [...] impostare su basi nuove la critica al [...] è stato veicolo del grande saccheggio delle [...]. Noi non dobbiamo essere [...] nella lotta al vecchio statalismo. Ecco dove il Pds [...] funzione propulsiva della innovazione democratica: funzione che [...] del resto largamente riconosciuta e confermata d[...]
[...]l Pds [...] funzione propulsiva della innovazione democratica: funzione che [...] del resto largamente riconosciuta e confermata dal [...]. Non dobbiamo lasciare a Bossi, [...] o ad altri la [...] invasivo e clientelare, la critica al Sud [...] allo Stato. Occorre semmai rendere evidente [...] che abbiamo sempre detto coi. E cioè che è [...] sistema di mediazioni che per [...] del vecchio regime a [...] mano libera alle oligarchie del Nord e [...] Sud una espansione dei consumi senza rapporto con [..[...]