Brano: [...] anche se, in [...] caso, non è ben [...] il nemico. Perché quella mafia che [...] soltanto perché non uccide più in pubblico, [...] con proclami nelle carceri, scioperi di protesta [...] stadio? Quella stessa mafia che solo fino [...] fa sfidava lo stato direttamente a colpi [...] di bombe? La mafia che oggi fa [...] appalti di stato è la stessa che [...] 41 bis e che rapporti ha con [...] le bombe? Cosa è successo in questi [...] Per [...] di [...] forse, bisogna tornare indietro [...] momento preciso. Il giorno della rivoluzione. Quel giorno la Prima Sezione [...] Corte di Cas[...]
[...] del 1983. Ne fanno parte Leonardo Guarnotta, Giuseppe Di Lello, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, che [...] Palermo, [...] già una leggenda. Le cose cominciano a [...]. Nel 1982, dopo [...] del Prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa, era stato introdotto il 416 bis, [...] che punisce [...] di stampo mafioso. Prima essere mafioso non [...] bisognava rapire, uccidere, intimidire, mettere le bombe, [...] mafioso non era un problema, non più [...]. Le cose cominciano a [...]. /// [...] /// Ag[...]
[...]oi si arriva [...] il 30 gennaio 1992, quando la cassazione [...] del maxi processo. Il giorno della rivoluzione. La mafia è in [...]. Dopo i primi arresti, [...] condanne del maxi processo, Totò Riina aveva [...] di stare calmi, che si sarebbe aggiustato [...] con qualche cavillo, una sentenza della Cassazione, [...] per insufficienza di prove di una volta. La controffensiva è decisa, [...] solito, quando si tratta dei [...] feroce e spietata. /// [...] /// Una vera e propria [...] amici e collabora[...]
[...]. Cosa Nostra, la Mafia, [...] che è diventata senza un rapporto con [...]. Non sarebbe entrata nel [...] non sarebbe riuscita a far rimuovere ed [...] nemici, non avrebbe goduto di tutte quelle [...] anni hanno ostacolato e addormentato [...] dello Stato contro la Criminalità Organizzata. Il rapporto tra mafia [...] fin dal dopoguerra, fino dai tempi del [...] Giuliano, [...] sembrato immutabile, adesso, dopo la rivoluzione del [...] in crisi. Forse, come ha detto [...] caduto il Muro di Berlino e p[...]
[...][...] caduto il Muro di Berlino e per [...] controllo, Cosa Nostra non serve più. Forse, come ha detto [...] rivoluzione di Mani Pulite che si compirà [...] talmente indebolito la politica che questa non [...] più i mafiosi. O forse, in questa [...] Stato e Mafia, alcuni uomini dello Stato hanno [...] reagire davvero. Allora bisogna dare un segnale [...] forte. /// [...] /// Viene ucciso [...] Salvo Lima, definito anche in [...] giudiziari uno dei principali referenti politici di Cosa Nostra. Sei mesi dopo, il [...] la volta di Ignazi[...]
[...]n casi di eccezionale gravità, [...] alla mafia, «sospende le normali regole di [...] detenuti» e stabilisce il «carcere duro» per [...]. Intanto, però, succede qualcosa [...]. Tra gli inizi di [...] di agosto del [...] ci sono alcuni incontri [...] Stato, alti ufficiali del Ros, il Reparto Operativo Speciale [...] carabinieri, e uomini vicini alla mafia, come [...] Vito [...]. I carabinieri dicono di [...] tendere una trappola per arrivare [...] cattura di latitanti. Totò Riina, invece, vuole [...].[...]
[...]nnaio [...] del capitano Ultimo scovano e arrestano Totò Riina. Ma Cosa Nostra non [...]. Il bastone del comando [...] Bernardo Provenzano. Al suo fianco, Bernardo Provenzano [...] Leoluca [...] che la pensa come Totò Riina [...] guerra da fare allo Stato. La mafia non si [...]. E alza il tiro. /// [...] /// Un segnale che sembra [...] in un altro senso. Ad un altro interlocutore. /// [...] /// Agli inizi di maggio, [...] Giovanni Paolo II visita la Sicilia Occidentale e attacca [...]. La risposta di[...]
[...]]. Cominciano a collaborare addirittura [...]. Ma Cosa Nostra cerca anche [...] cosa. Cerca di riallacciare quel [...] politica che si è interrotto e che [...] per sopravvivere ed espandersi. Cerca un interlocutore politico. Il rapporto con la [...] stato [...] per Cosa Nostra. Ne parla anche il [...] Antonino Giuffrè nelle sue più recenti dichiarazioni. Una cosa «poco bella», [...] non si «poteva fare a meno». Poco bella perché [...] politico, dice Giuffrè, è [...] i voti di Cosa Nostra e quando [..[...]
[...]è nelle sue più recenti dichiarazioni. Una cosa «poco bella», [...] non si «poteva fare a meno». Poco bella perché [...] politico, dice Giuffrè, è [...] i voti di Cosa Nostra e quando [...] dimentica delle promesse. Anzi, quando sente su [...] dello Stato, si spaventa e per farsi [...] ad impegnarsi nella lotta alla Mafia. La [...] politico, così la chiama Giuffrè. Sarebbe meglio fare da [...] Leoluca [...] che ispira Sicilia Libera, [...] Palermo e a Catania [...] del [...] e che assieme a [...] ed [...]
[...][...] tutto finisce. Dal luglio del [...] o dal gennaio del [...] anche il fallito attentato allo Stadio Olimpico, [...] ce ne sono più. Perché? Perché Cosa Nostra [...] la strategia stragista non funziona, anzi, è [...] inasprisce la risposta dello Stato? O perché [...] suo scopo? [...] una frase, molto ambigua, [...] Totò Riina prima di essere arrestato. A chi si riferisce? Ai [...] con i carabinieri del Ros che volevano [...] lui ha frainteso? O a qualcun altro? Qualunque [...] successo, per quanto riguarda la mafia non [...]. Niente più bombe e [...] eccellenti. La Mafia sembra essere [...]. /// [...]
[...]arcello [...]. Ma resta aperto un [...]. Gli omicidi dei primi [...] di Salvo Lima, di Ignazio Salvo, erano [...]. La strage di Capaci, [...] di Falcone, anche quella rispondeva a logiche [...] soprattutto di prevenzione, per togliere di mezzo [...] Stato che era troppo pericoloso. Le stragi del [...] sono «stragi estorsive» ricatti per [...] quella che i [...] ritenevano una trattativa. Ma quella di via [...] Un tentativo di alzare [...] trattativa che si è rivelato un errore [...] preventiva, per f[...]
[...]oloso. Le stragi del [...] sono «stragi estorsive» ricatti per [...] quella che i [...] ritenevano una trattativa. Ma quella di via [...] Un tentativo di alzare [...] trattativa che si è rivelato un errore [...] preventiva, per far fuori [...] dello Stato che poteva essere pericoloso? Oppure [...] Perché [...] lavorare in fretta Paolo Borsellino? Perché doveva [...]. /// [...] /// Ma quella di via [...] Un tentativo di alzare [...] trattativa che si è rivelato un errore [...] preventiva, per far fuor[...]
[...]sere pericoloso? Oppure [...] Perché [...] lavorare in fretta Paolo Borsellino? Perché doveva [...]. /// [...] /// Ma quella di via [...] Un tentativo di alzare [...] trattativa che si è rivelato un errore [...] preventiva, per far fuori [...] dello Stato che poteva essere pericoloso? Oppure [...] Perché [...] lavorare in fretta Paolo Borsellino? Perché doveva [...].