Brano: [...]ire no, voleva dire rompere con [...] Europea». [...] da affrontare dopo tante distruzioni. Molti a sinistra hanno avanzato [...]. [...] La [...] dalla gran questione dei [...] rappresentato un punto essenziale di [...] nella [...] storia. Essi sono stati di volta [...] volta, invece, [...] da [...] per criminalizzare [...] in determinate situazioni o [...] in altre parti del mondo. Non ho personalmente dubbi [...] date, il governo italiano non poteva comportarsi [...]. Di fronte ad una violazione [.[...]
[...]ittimi [...] umani a muovere la strategia [...]. Legittimi i dubbi di vedere, [...] nella guerra del [...] un [...] se non [...] europea. A maggior [...] alleanze. Non è il fatto [...] Tizio [...] Caio si muovano con altri obiettivi, che [...] contrastati, che può far venire [...]. Ora forse si delinea [...]. Quale sarà [...] di questi [...] Quella di costruire, anche con [...] lezioni e le sofferenze di questo periodo, una strategia [...] di questo nome. Dobbiamo cominciare a mettere le [...] su un [...]
[...] raccordo con [...] sistema delle Nazioni Unite. Se gli spiragli di [...] ad una concreta prospettiva di pace, con [...] in funzione di garanzia, potremo dire di [...] giusto cammino per il governo della sicurezza [...]. UMBERTO RANIERI [...] MA GLI STATI UNITI NON POSSONO PRETENDERE DI TRASFORMARSI NEI GENDARMI DEL MONDO LUIGI GRANELLI [...] Seguo con interesse [...] dibattito avviato da [...] sui problemi della guerra e [...] pace. [...] degli intervenuti sollecita un contributo. Si tratta di probl[...]
[...]violenza. Ma va anche ricordato [...] di [...] e di Maritain ha [...] Italia, un pensiero alternativo che ha puntato, [...] contributo di autori come La Pira e Bobbio, [...] internazionale proprio per imbrigliare, a favore della [...] ad [...] degli Stati moderni. Dopo [...] guerra mondiale, a coronamento [...] e diffusa pattuizione di Trattati multilaterali, Convenzioni, Organi [...] rafforzare il diritto internazionale con [...] degli obblighi assunti dagli Stati [...] è dato vita [...] cui è stato affidato [...] di mantenere la pace e la sicurezza [...]. E al Consiglio di [...] attribuiti poteri considerevoli in materia. La «guerra giusta», che [...] è considerata legittima solo se difende da [...] chiarame[...]
[...]successivo [...] Consiglio di Sicurezza. Il ricorso alla forza, [...] è chiaramente previsto. Non è vero che [...] per definizione inapplicabile. Lo dimostra la guerra [...] Golfo [...] ha visto [...] su mandato [...] della preponderante forza degli Stati Uniti [...] un vasto consenso della comunità internazionale. Anche [...] ha ragione Bobbio. Se si teorizzasse che, [...] potenza può autolegittimare un intervento armato, fuori [...] «il principio di legalità andrebbe a farsi [...]. È perciò allarma[...]
[...]a delle «aggressioni umanitarie» [...] della forza da porre [...] un nuovo ordine internazionale. Questo nuovo diritto in [...] al primato della consuetudine sulla norma pattuita, [...] fatto sulla violazione del diritto vigente, sulla [...] tra gli Stati e delle controversie internazionali [...] rapporto di forza. Il salto nel buio [...] funesto. Bisogna, al contrario, difendere [...] del diritto internazionale, riformare [...] anche con il superamento [...] veto, rafforzare il Consiglio di Sicurezz[...]
[...]rispettare. La [...] applicazione, tra [...] non può che essere universale [...] solo [...] può [...] un rispetto generalizzato, dai [...] ai curdi e a quanti [...] vedono violati i loro fondamentali diritti. Se [...] al contrario, è riservato [...] Stati [...] naturale che prevalga un interesse di parte. Ha ragione Zolo quando osserva [...] se [...] militare della Nato, che ha [...] puramente difensivi, avviene senza autorizzazione [...] la conseguenza è quella di [...] una sorta di [...] di guerra [...]
[...]]. Le ipotesi di un [...] politica, al negoziato, [...] delle Nazioni Unite contrastano [...] della «guerra giusta» che richiede la sconfitta [...] rinuncia alla continuazione dei bombardamenti che preclude [...] trattative. Il ruolo dominante degli Stati Uniti [...] Nato privilegia inoltre il successo militare, da [...] mezzo, rispetto ad uno sbocco politico che [...] Paesi [...] preferirebbero. In questa inquietante prospettiva [...] pericolo che la più grande potenza mondiale [...] spaccatura dell[...]
[...]pericolo che la più grande potenza mondiale [...] spaccatura della comunità internazionale gravida di conseguenze [...] della forza nelle relazioni [...]. Il ruolo politico [...] sarà sempre più marginale in [...] contesto. Nessuno vuole [...] degli Stati Uniti. Ma non occorre scomodare [...] del [...] dominante, che ha il diritto [...] lo sviluppo dello «spirito universale», per sottrarsi [...] di maniera. Questa parte della posizione [...] Bobbio [...] convince. Nessuno nega i meriti degli Stati Uniti, entrati in guerra contro [...] di Hitler e di Mussolini, [...] non è questa una buona ragione per [...] in gendarmi del mondo. Grandi presidenti americani, da Wilson [...] Roosevelt, a Kennedy, hanno dimostrato che è compatibile [...] primo p[...]
[...]rati in guerra contro [...] di Hitler e di Mussolini, [...] non è questa una buona ragione per [...] in gendarmi del mondo. Grandi presidenti americani, da Wilson [...] Roosevelt, a Kennedy, hanno dimostrato che è compatibile [...] primo piano degli Stati Uniti con una [...] dignità con [...] con la comunità internazionale, [...] Nazioni Unite. È un errore incoraggiare [...] guerra che divide profondamente anche [...]. Per questo bisogna agire [...] conflitto ed aprire la via al negoziato. In caso co[...]