Brano: [...]guerra [...] america) NAZIONALE 9 16/09/01 Bruno [...] WASHINGTON [...] è fuori gioco. Gli aerei usati come [...] New York hanno fatto crollare, simbolicamente, un [...] palazzo di vetro. Il consiglio di sicurezza [...] di fronte a una crisi che gli Stati Uniti [...] affrontare a modo loro, senza ingerenze e [...] organizzazioni internazionali. [...] generale, tradizionale parata dei potenti [...] terra, importante soprattutto per le manovre di corridoio, [...] non si farà. [...] ufficiale sarà dato [...]
[...] paesi ricchi e poveri. Creata alla fine della [...] per prevenire [...] conflitti, si è trasformata [...] di scontro, non di conciliazione. Negli anni della guerra [...] dai veti incrociati dei due blocchi che [...] mondo. Ora il mondo ha [...] gli Stati Uniti. Questo padrone, che qualche [...] dimostrato cinico e arrogante, è stato afferrato [...] un nemico di cui non aveva capito [...] il terrorismo. È impegnato in una lotta [...]. Non vuole regole né [...] nemico ha calpestato ogni regola. Non er[...]
[...]izioni violente [...]. Nel 1991, le truppe americane [...] entrate in guerra con un mandato [...] affiancate da una coalizione internazionale. [...] dopo, il consiglio di [...] riunito per la prima volta al livello [...] governo. Il presidente degli Stati Uniti, George [...] padre, aveva proclamato che [...] poi le Nazioni Unite avrebbero assunto la [...]. Pensava, ovviamente, che dopo [...] Sovietica e la conversione al capitalismo della Cina [...] sarebbero stati padroni del gioco anche in [...] già lo erano nel fondo monetario internazionale [...] mondiale. Il sanguinoso fiasco della [...] Somalia e [...] di fronte ai massacri [...] tolto ogni illusione a Bill Clinton, il [...] padre. Nei conflitti a catena[...]
[...]inton, il [...] padre. Nei conflitti a catena [...] Balcani, [...] Bosnia al Kosovo, [...] è stata tenuta in [...] Nato si trasformava per diventare il nuovo [...] americana. Nel golfo, il dittatore iracheno [...] Hussein rialzava la cresta, e [...] Stati Uniti smaniosi di [...] una lezione erano sempre più [...] delle interferenze del segretario generale [...]. Ora questi nodi vengono [...] insieme. Da una parte vi [...] americano che diffida delle nazioni unite al [...] il pagamento dei debiti arre[...]
[...]to avrebbe [...] di affrontare la più grave [...] internazionale mai scoppiata dopo [...] dei missili sovietici a Cuba. [...] che in teoria vigila [...] mondo dovrebbe guidare la risposta al terrorismo, [...] trasformi in una rappresaglia cieca. Gli Stati Uniti non permetteranno [...] che questo avvenga. Non delegheranno ad altri [...] santa. Possono informare e perfino [...] Russia, gli alleati arabi, ma non esporsi [...] in un consiglio di sicurezza dove Russia [...] Cina [...] il diritto di veto. [...]
[...]...] Bisogna [...] i responsabili e [...] duramente con [...] mirata, non sparando nel [...]. E non si può [...] contro [...] o contro questo o [...] deve avere la capacità di isolare il [...] terreno di consenso. Del resto sono cambiati [...] degli Stati Uniti è [...]. Gli stessi terroristi non [...] fanatici, ma è [...] forte e abile». Quali interessi pensa che [...] gli attentati? «Ci possono essere interessi di [...] perché bisogna sapere contro chi combattere. È solo il mondo [...] muove? Chi ha[...]
[...]uesto grumo può essere sciolto con atti [...] dalla vicenda [...] del Medio Oriente e [...] di Israele e della Palestina. Un processo di pace [...] con [...] di Sharon per la [...] Peres e Arafat. Per questo chiedo, contro [...] Vedo che anche negli Stati Uniti ci si [...] dice: non commettiamo altri errori. E poi perché subito [...] gioco la Nato? In questa battaglia non [...] la Russia? Non dovrebbero essere interessati la Cina, [...] Giappone, [...] Latina o alcuni stati [...]. Quindi un nuovo [...] avrebbe significato [...] decidere solo le potenze occidentali? «Berlusconi [...] ha detto: facciamo il [...]. Gli hanno risposto dagli Stati Uniti [...] in ridicolo: ma quale [...] Devono essere coinvolti tutti gli [...] paesi. E dovrebbe essere [...] a prendere [...] nonostante abbia scarse c [...]. Non si può affidare [...] alla Nato. E non lo dico [...] che pure ha un suo fondamento, [...]
[...]a [...] di diverso. Anzi, oggi più che [...] sentire il ruolo [...] che con la [...] cultura e la collocazione [...] mondi, gli Usa e [...] può e deve svolgere [...] mediazione. Ma deve avere una voce [...]. Il che non vuol [...] solidarietà con gli Stati Uniti, anzi. Ma [...] non è solo politica [...] anche sul piano militare, una forza di [...]. Una necessità che indicava [...] della guerra in Kosovo, o no? «Certo, [...] si fraintenda: non la intendo in contrapposizione [...] Usa, [...] distinta da[...]
[...]litare, si può anche andare [...] un periodo di recessione, lo vediamo già con [...] del prezzo del petrolio». [...] ha bisogno di dare una [...] militare in tempi brevi. [...] cosa può fare? «Si [...] un intervento concordato coinvolgendo tutti gli stati [...]. Non si possono fare [...] salvare la faccia. Gli Stati Uniti hanno [...] certo, ma con il terrorismo non si [...] risolve in quattro e [...]. E poi che vuol [...] 5 della Nato, cosa [...] paesi? Insomma la politica deve avere il [...]. Come giudica il comportamento [...] in questa occasione? «Ha avuto i[...]
[...]mocratiche. [...] però, sostengo di nuovo [...] sinistra, nella quale ognuno non perda la [...] che renda più forte la sinistra. I [...] sono la componente fondamentale, ma [...] il [...] i Verdi e i socialisti [...]. [...] davanti a una crisi [...] Stati Uniti non gradiscono ingerenze e veti Bandiera [...] Palazzo di vetro Annullata [...] generale: non vogliamo essere [...] città di New York Pasqualina Napoletano, responsabile [...] al Parlamento europeo, sul ruolo [...] dopo gli attentati negli Usa[...]
[...]uaggio oggi, a proposito della risposta da dare [...] terroristico [...] Usa? A far prevalere [...] di giustizia sulla spinta alla [...] della quale parla [...] «Io penso che questa tragedia [...] riconfermato innanzitutto la nostra solidarietà agli Stati Uniti. [...] voglio [...] nel suo percorso di [...] di sicurezza non si è mai pensata [...] rispetto agli Usa. E, [...] parte, spero che questa vicenda [...] il processo di costruzione di una integrazione politica [...]. Altrimenti misureremo ancora[...]