Brano: Rivedo con gli occhi [...] primi anni Sessanta in cui arrivai da Napoli [...] più che ventenne, per [...] di politica estera della Stampa. Dopo pochi giorni conobbi Carlo [...] che guidava la terza [...] diretto con il direttore Giulio De Benedetti. [...] aveva letto miei articoli [...] «Il [...] di Mario Pannunzio e sulla rivista «Nord [...] Sud» [...] Francesco Compagna e io sapevo [...]
[...]io Agosti [...] la direzione, non formale ma sostanziale, del [...] «Giustizia [...] libertà» rivolto agli ex partigiani azionisti in [...] Italia. [...] scriveva spesso articoli per [...] i nostri rapporti di collaborazione e amicizia [...] io alla Stampa incominciai a scrivere anche [...] con interventi polemici e recensioni di libri [...]. Il quotidiano torinese era [...] alfiere del centrosinistra con «il Giorno» di Milano [...] differenza del «Corriere della Sera» che era [...] di Malagodi. Carlo[...]
[...]lagodi. Carlo [...] era un giornalista di [...] costruire pagine e servizi speciali con rapidità [...] articoli chiari e di notevole spessore, organizzava [...] dei collaboratori. Avrebbe potuto dirigere un [...] risultati ma preferiva restare a «La Stampa» [...] qualche anno prima di morire vicedirettore) che [...] lavoro e lo considerava allora come uno [...] sicuro avvenire. Bisogna ricordare che allora «La Stampa» [...] il secondo giornale italiano per diffusione, forse [...] fattura e godeva, sotto la guida di [...] quale fu De Benedetti, di una certa [...] limitata in certi ambiti) dal potere politico. Sul piano umano Carlo [...] di grande [...] apprezzava[...]
[...]distato culturale e giornalistico, [...] di formazione universitaria a Napoli. Fu attraverso Carlo che [...] di conoscere e frequentare quello che sarebbe [...] maestro di studi storici: [...] magistrato Alessandro Galante [...] in quegli anni della Stampa [...] «Giustizia e Libertà». Fu Galante Garrone, insieme [...] Norberto Bobbio e Franco Venturi, a facilitare il mio [...] Fondazione Einaudi quando, alcuni anni dopo, decisi di [...] «Corriere della Sera» per le ricerche storiche. Ma, al di là [...[...]
[...]Mole. Ricorda Beppe Del Colle, [...] settimanale diocesano «Il Nostro Tempo»: «Quando entrai [...] 1951, ero un ragazzino, e lui era [...] affermato. Chiuso il [...] Nuovo, [...] con Il Nostro Tempo diretto da Chiavazza, [...] già stato assunto a La Stampa: sul [...] con gli pseudonimi di Virgilio Sorrentino e Alfredo Bormida, [...] articoli di politica interna e internazionale, materia [...] un vero esperto. E probabilmente erano suoi [...] domenicali de La Stampa siglati [...] (cioè con le iniziali [...] Giulio Debenedetti). Poi, nel 1961, entrai [...] La Stampa ed ebbi la possibilità di [...] meglio: ho imparato da [...] dei giudizi. Un atteggiamento intellettuale che [...]. Anche nei momenti peggiori, [...] era uno dei pochi che continuò a [...] suo nome gli articoli sui terroristi. E il suo ultimo [...] [...]
[...]he continuò a [...] suo nome gli articoli sui terroristi. E il suo ultimo [...] sì, ma lucido». Intransigente, ma anche uomo [...] fu colpito in quanto [...] concordia civile figlia [...] che Torino aveva coltivato [...] degli scontri più duri. A La Stampa si [...] ma anche delle pagine culturali: fu lui [...] gruppo di grandi corsivisti laici che dalle [...] degli Agnelli furono alfieri di rigore intellettuale [...] Alessandro Galante Garrone, Massimo Mila, Luigi Firpo. Abbiamo avuto polemiche accese[...]
[...]e [...] degli Agnelli furono alfieri di rigore intellettuale [...] Alessandro Galante Garrone, Massimo Mila, Luigi Firpo. Abbiamo avuto polemiche accese: [...] guerra dei Sei giorni. Su [...] avevo ricordato [...] era stato un terrorista [...] su La Stampa difendendo Israele. Ma le polemiche, per [...] hanno mai cancellato lo scambio cordiale. Negli anni Settanta fummo, [...] in perfetta sintonia: condividevamo il senso dello Stato, [...] mollare", di cui era testimonianza la [...] rubrica "Il nostro [...]
[...]o, a partire dal delitto Moro. Prima, era più forte [...] impotenza». Diego Novelli preferisce mettere [...] della resistenza civile: «Il crimine commosse la [...]. Il giorno dopo ci [...] importante, in piazza San Carlo: parlò Arrigo Levi, [...] La Stampa, e poi io. Certo [...] paura, [...] tutti. Quando fu scoperto uno dei [...] a Torino furono trovate fotografie [...] notizie sui miei spostamenti. A Torino fu determinante [...] istituzioni: Comune, Provincia e Regione, che erano [...] di sinistra, [...]
[...].] di sinistra, furono in prima fila nella [...]. Una compattezza che il [...] dello Stato» Carlo [...] aveva contribuito a cementare. Paolo Piacenza [...] Omicidio di un torinese [...] Quattro [...] contro Carlo [...] Torino, la grande paura: [...] Stampa viene ucciso dalle Brigate Rosse SAPEVA INCORAGGIARE I GIOVANI Nicola Tranfaglia Quando alcuni di noi (in [...] Vattimo [...] io) negli anni Cinquanta abbiamo dato vita [...] della televisione, che allora aveva i suoi [...] Torino, i commentatori a [...]
[...]stupore e dolore [...]. Quei colpi hanno centrato [...] che ci eravamo formati della democrazia, una [...] di Dna del vivere liberi e responsabili, [...] partecipazione o protezione o privilegio del potere. In quelle ore Enrico Berlinguer [...] a La Stampa (il giornale di cui [...] era vice direttore, su [...] tranquillo coraggio di sempre la rubrica «Il [...] Stato»), [...] lettera dedicata a quel delitto. Berlinguer stesso aveva indicato [...] il suo testo: [...] fascisti». Era il titolo giusto. Mos[...]
[...]Il salto di qualità [...] del «capolavoro politico» [...] di Moro il ricordo Non [...] in quel tardo pomeriggio del 17 novembre, [...] San Carlo alla manifestazione per il ferimento mortale, [...] del giorno prima, di Carlo [...] vicedirettore della Stampa. Il quotidiano torinese, che [...] Settanta, con la direzione di Arrigo Levi, [...] «libera, democratica e antifascista», [...] documenti [...] era considerata , tuttavia, [...]. Era percepita così dalla [...] della Fiat, proprietaria del quotidiano[...]
[...]urono eliminati, e per la società [...] una regressione dalla quale non è più [...]. E [...] non tollera [...] e non sopporta di [...]. Così Patrizio Peci, il [...] che ne agevolò lo [...] del commando responsabile del ferimento mortale del [...] La Stampa, spiegò la scelta [...]. In effetti, il linguaggio [...] era incomprensibile per le [...]. Partigiano antifascista di Giustizia [...] Libertà, [...] parlava la lingua [...] laico, di una tensione [...] la politica è impegno immanente. Nicola Tranfag[...]