Brano: [...]...] visto, aveva in stima il Labriola (anche [...] mostrò soverchio entusiasmo [...] fu nominato ministro [...] pubblica, e chiese la [...] Labriola nello studio delle questioni di politica scolastica [...]. Il Labriola accettò. [...] con Bertrando Spaventa risulta che [...] non risparmiava al Bonghi le sue puntate critiche, ma [...] trattava di critiche di stampo diverso da quelle rivolte [...] Berti e alla [...] cricca. Condusse così, per conto [...] Bonghi, [...] lavoro [...] delle scuole normali, t[...]
[...]la via per un rinnovamento sociale del Paese. Intanto, il 29 giugno [...] presentato domanda per la promozione a ordinario, [...] ripetere il 20 marzo 1877. Fu finalmente nominata, allora, [...] Consiglio [...] della P. Abbiamo già riferito il [...] Spaventa. Anche tutti gli altri [...] gli furono favorevoli senza alcuna riserva, per [...] del 6 ottobre 1877, il Labriola potè [...] ordinario di Filosofia morale e di Pedagogia. Le sue aspirazioni a [...] Antonio Labriola, Studi pedagogici. Proprio in que[...]
[...] funzione [...] di progresso, ma sempre di più [...] la fiducia nei gruppi [...] aveva seguito passo per passo il progressivo [...] volgeva a cercare in forze nuove, non [...] elette, ma nelle moltitudini, la leva di [...]. Nel luglio del 1875 [...] Spaventa : « lo ho molta più fiducia [...] di analfabeti che in tutte le nostre [...] puoi accomodare e rifare 100 mila volte [...] che come vanno». E nel 1876: « Avrete [...] giornali che io sto per diventare. Faccio lezioni agli operai [...] doveri». E spi[...]
[...]o sto per diventare. Faccio lezioni agli operai [...] doveri». E spiega cosa lo [...] Spero di riuscire meglio che [...] perchè il senso schietto [...] oramai preferibile a tutto questo nostro mondo [...] burocratica ». Tre anni appresso si [...] B. Spaventa a questo netto [...] Io una volta credevo che la parte [...] partito di governo [...] ma come si spiega [...] sappia fare più nulla? » E domanda [...] Chi è insomma che deve fare per raddrizzare [...] cose? ». E, in quello stesso [...] al De Meis : [...]
[...]ù nulla? » E domanda [...] Chi è insomma che deve fare per raddrizzare [...] cose? ». E, in quello stesso [...] al De Meis : « Figuratevi di [...] dopo la lunga tresca del Nicotera e [...] Sella [...] venuti al combinato manifesto. I moderati, dallo Spaventa, [...] Bonghi [...] dal Lanza in fuori sono presi come [...]. Specie poi i giovani! [...] malato tutto, tutto. Non c'è rimedio che [...]. Si peggiora sempre » [...]. E nel 1882, in una [...] a Silvio Spaventa, precisava in modo ancora più netto [...] sfiducia nei moderati, indicando chiaramente, [...] conservatorismo che li dominava, la radice della loro incapacità [...] assolvere a una funzione positiva : « Ci voleva [...] ultimo [...] egli scrive [...][...]