Brano: [...]x sindaco di Milano [...] giorni anche ex leghista, dopo [...] lasciato il movimento di Umberto Bossi [...] incompatibilità con la linea politica. Fu proprio [...] nel momento della massima [...] Lega, quando per quattro anni governò Milano, a [...] Spagnol [...] collaborare con la [...] amministrazione. Una collaborazione prestigiosa, che [...] scalpore: ma come, un intellettuale di chiara [...] la [...] opera ai [...] «barbari» [...] ci racconta come contattò Mario Spagnol? «Fu una cosa molto semplice. Nel 1993 ero stato [...]. Era un [...] che non lo sentivo, ma [...] letto sui giornali delle sue dichiarazioni favorevoli alla Lega [...] allora [...] chiamato. Veramente avrei voluto [...] nella mia squadra come assess[...]
[...].] Daverio, che poi divenne effettivamente [...] alla cultura». Si consolò poi [...] vicepresidente del [...] «Sì, mi sembrava giusto [...] comunque un incarico importante, avere [...] personaggio della [...] caratura [...]. Ma qual è stato il [...] Spagnol con il movimento lumbard? In fondo è stato uno dei pochissimi intellettuali che ha [...] il fascino del [...] «Non ha mai avuto un [...] organico con il movimento, e [...] ripeto, lo contattai grazie alla [...] amicizia, non perché lui avesse cercat[...]
[...]figlio [...] una bottiglia di plastica. Un giocattolo magico che [...] trasforma in una macchina volante. Il bambino sale alla guida [...] con un amico prende il volo nel cielo di Milano, [...] De Sica. /// [...] /// [...] in terra e tra [...] Mario Spagnol invece si è conclusa. Spagnol è [...] anni, nella [...] casa di Lerici dopo [...] che lo aveva duramente provato nel corpo, [...] un uomo forte e combattivo, alto e [...]. Dalla casa di Lerici guardava [...] mare, [...] che spesso, [...] gli capitava di [...] come il padre del s[...]
[...]va di [...] come il padre del suo [...]. A Milano viveva al diciottesimo [...] di una casa che si affaccia sui giardini pubblici, [...] bella casa [...] antichi (alcuni di quella «scuola [...] che aveva conosciuto grazie [...] con Giovanni Testori). Spagnol era un appassionato [...] un colto intenditore che di [...] a una tela sapeva spiegare e interpretare (scrisse anche [...] saggio sui falsi [...] «Sembrare e non essere»). Diceva di [...] imparato da Valentino Bompiani [...] libri attraverso le mani[...]
[...]ire empatia con [...] anche attraverso questa scelta. Ricordo quella bandiera rossa [...] pallida di Paul [...] per il romanzo di [...] dove si raccontava [...] in una villa di [...] legati dalla comune esperienza politica, di sinistra, [...]. Mario Spagnol era nato [...] Lerici [...] 1930, aveva frequentato il [...] di La Spezia e [...] filosofici a Pavia e poi a Colonia, [...] tra i libri, catturato da Valentino Bompiani [...]. Spagnol è stato [...] di grandi [...] sellers, milioni di copie, da Wilbur Smith a Sepulveda, da [...] a Roald Dahl. Ma era [...] che un editore banalmente commerciale. Era un editore raffinato, che [...] intuire le possibili qualità di una narrativa popola[...]
[...]nuove tendenze, le anticipazioni colte e [...] coraggio. Basterebbe pensare agli stranieri [...] Guanda: [...] scandaloso [...] Doyle a Irvine [...] da [...] Roy ad Anne Tyler. O ricordare [...] della new age, avviata dalla [...] «Profezia di [...]. Spagnol, come raccontava, aveva [...] Valentino Bompiani. Poi era stato alla Feltrinelli, [...] Giangiacomo, che ancora ricordava per le sue «aperture». Curò gli economici di Feltrinelli, [...] Universale, [...] miracolosamente le vendite. Quel successo con[...]
[...]. Poi era stato alla Feltrinelli, [...] Giangiacomo, che ancora ricordava per le sue «aperture». Curò gli economici di Feltrinelli, [...] Universale, [...] miracolosamente le vendite. Quel successo convinse Arnoldo Mondadori, [...] 1967 volle con sè Spagnol. Sette anni e fu [...] Rizzoli a cercare Spagnol. Nel [...] la scelta [...]. Spagnol diventò amministratore delegato [...] Longanesi, [...] nel dopoguerra da Leo Longanesi. Così intraprese la [...] strada. [...] passo fu [...] nel consiglio [...] della Garzanti, lasciata da Livio Garzanti. La [...] «ricetta di editoria» era: umiltà,[...]