Brano: [...]uale abbia partecipato» Walter Veltroni «La [...] morte è [...] brutta notizia che ci [...] tutta la tua vita» Francesco [...] «Questa piazza piena di [...] Mi [...] soffrire, davvero Gli volevo un bene immenso» Roberto Castelli «Roma piange Alberto Sordi. La più attinente: «Mamma [...]. A [...] questa moltitudine di italiani [...] fa impressione davvero. Fa impressione [...] specchio: somigliano [...] da cui si stanno accomiatando. I molti «maturi» potrebbero [...] sorelle e fratelli i più vecchi, s[...]
[...]zioni di voto, evitando così le [...] malattia nazionale che è la tifoseria politica [...] a sé, un benevolo unanimismo? Sicuramente questa [...] di uomini e di donne si può [...] questi modi ed altri ancora, perché molte [...] artistiche e umane di Sordi, e alcune [...]. Ma è il fenomeno [...] grande funerale di massa, la sfilata dei [...] il feretro, duecentomila, trecentomila, i fiori lanciati [...] dirette radiofoniche e televisive, questo nuovo omaggio [...] alla morte, che mette voglia di rifle[...]
[...]ettere. Un mese fa, a Torino, [...] quantità di «gente comune» ha trasformato le [...] Giovanni Agnelli in una manifestazione di cordoglio popolare, [...]. Oggi Roma festeggia, con [...] il suo grande concittadino. Davanti a tutti, per Agnelli [...] Sordi, una doppia fila di vip, lì [...] sé stessi. Alcuni più convincenti (il [...] Luca di Montezemolo, il ricordo del padre nel [...] Veltroni), altri garbatamente fasulli o stucchevolmente retorici. Per giorni la stampa [...] coloriture si è esibita, s[...]
[...]vip, lì [...] sé stessi. Alcuni più convincenti (il [...] Luca di Montezemolo, il ricordo del padre nel [...] Veltroni), altri garbatamente fasulli o stucchevolmente retorici. Per giorni la stampa [...] coloriture si è esibita, sia per Agnelli [...] Sordi, in [...] di coccodrilli: [...] alla biografia ragionata, passando [...] e il memento. Non ci si è [...] nulla. Le riprese in diretta, [...] tv sia privata che statale, sono state [...]. La Rai ha fatto, [...] pubblico. Ci sono casi in [...] San Gio[...]
[...]l meglio le maschere [...]. Agnelli era il Principe, [...] è anche signore, beniamino degli dèi, bello [...] soavemente malinconico, come chi ha tutto da [...] è sciocco, è costretto ad essere. Malinconico, sempre calmo e sempre [...] sazio. Alberto Sordi era il [...] scaltro e pieno di talento, uno che [...] destino si è liberato con un colpo [...] un balzo, contando soltanto sulle sue forze, [...] a interpretare, a inventare, a fingere. È da leggere come [...] società ordinata in classi, a ciascuna[...]
[...]o e pieno di talento, uno che [...] destino si è liberato con un colpo [...] un balzo, contando soltanto sulle sue forze, [...] a interpretare, a inventare, a fingere. È da leggere come [...] società ordinata in classi, a ciascuna il [...] Agnelli e Sordi, avevano, mese più mese meno, [...]. Erano, cioè, vite arrivate [...]. Uomini del Novecento, che [...] il secolo. Che cosa ci riserva [...] del Duemila? Principi come Berlusconi e barzellette [...] Nilo [...] luogo della commedia [...] qualcosa di s[...]
[...]colo ha esaurito i [...] quello nuovo non ne ha ancora prodotti? Nel [...] pare che la gente, quella che ha [...] per non precipitare fino in fondo [...] abbia scelto di festeggiare [...]. Lidia Ravera [...] Alberto Crespi Il giorno [...] di Alberto Sordi, David Grieco ha raccontato [...] un episodio divertente e decisivo: il grande [...] ruolo nel film [...] scritto da David e [...] Sergio Citti, perché timoroso di dover rendere conto [...] San Pietro, una volta giunto alle porte del Paradiso, [...][...]
[...]a collina, perché il vecchio [...] «è un buon giorno per morire» e [...] Grande Spirito. Ma la morte non [...] più inizia a piovere: quindi il nonno [...] si riavvia al campo, dicendo: «Oggi la [...] venire. Torniamo al tepee, figlio, [...]. Alberto Sordi, si sa, [...] nei film, anche se qualche volta gli [...]. Superstizione? Forse, ma anche [...] profondo: anche su questo argomento così enorme [...] Sordi era un perfetto interprete del sentimento [...]. Nella Grande guerra moriva, [...] eroe, non senza però ribadire: «Io [...] un vigliacco, lo sanno [...]. In Tutti a casa [...] quasi senza [...] e solo dopo [...] osservato da lontano (da [...] del su[...]
[...]onte a [...] e però altamente simbolica (il Titino che [...] davvero morto: ne è nato un altro, [...] stregone, beve latte di scimmia e quando [...] in [...] «a [...] romba [...] cominciava a «non [...] più le idee chiare». Questo per dire che [...] Sordi affronta la morte, eccome! Ma, incarnando lo spirito [...] sguincio, come [...] siamo proprio sicuri che [...] Siamo proprio certi che anche una morte [...] sia un destino auspicabile? Questa, tra [...] è forse il tratto [...] Roma è una città [...][...]
[...]forse il tratto [...] Roma è una città [...] fa ha dominato il mondo, ma nei [...] ne ha viste veramente troppe per prendere [...] le racconta delle storie, o persino la Storia [...] «s» maiuscola. Luigi Magni, il regista [...] ci sia, ha affidato a Sordi [...] apologo nella filippica del [...] del signore: «Che [...] rimasto degli etruschi? La storia scorre e [...] non ha uno scopo: e chi la [...] davvero (come i romani ai tempi [...] può [...]. Analizzare il proprio ruolo [...] per ogni uomo, fare [...]
[...]omo, fare i conti con [...] tentare di [...] un senso. Decidere che tale ruolo, [...] è un ruolo di passaggio significa svestire [...] ogni solennità; se dietro tutto ciò [...] la fede, la morte [...] se anche la fede vacilla, bisogna trovare [...]. Sordi, come ogni attore, [...] altri se stessi, [...] nei suoi personaggi. E rifiutando di [...] morire! Ma quale differenza! Morire per creare un [...] e bello: persino quando il Sogno Americano [...] e [...] Wayne si tramuta [...] Dean, il senso della [[...]
[...].] anonimo ammiratore sotto casa di [...] dice tutto [...] esattamente come le bandiere [...] strisce fuori dalle villette dei sobborghi dicono [...]. John Wayne, quando annunciò [...] cancro, giurò che [...] affrontato come un guerriero Apache. Per Sordi, probabilmente, gli Apaches [...] Kansas City». Per la cronaca, il [...] Sordi in [...] passò a Vittorio Gassman, [...] di Bruno Cortona nel Sorpasso, altro personaggio [...] morire ma al quale toccava guardare la [...]. A Gassman si deve [...] battuta «solo gli stronzi muoiono! In [...] si muore davvero solo [...] non [...] p[...]
[...], [...] di Bruno Cortona nel Sorpasso, altro personaggio [...] morire ma al quale toccava guardare la [...]. A Gassman si deve [...] battuta «solo gli stronzi muoiono! In [...] si muore davvero solo [...] non [...] più nessuno che si [...]. [...] di Sordi e di Gassman [...] verrà mai dimenticata. Ergo, non moriranno mai. /// [...] /// Ergo, non moriranno mai.