Brano: [...] alla città dei luoghi del convivere [...] parola, del gesti e delle cose, dove [...]. Sembra semplice, detto cosi. Però è necessario scendere [...]. Una volta si sarebbe [...] maniche», Ma la fatica, come [...] chiede tanta dedizione e [...]. Susan Sontag narra gli intellettuali [...] fronte al virus La [...] di una [...] raccontato [...] al libro di Susan [...] «Marno [...] Tartaruga, p. /// [...] /// Temi: le [...] del governo [...] mercato di [...] In Branda agli [...] degli anni Notante [...] du [...]
[...]si e riprendersi, fare i conti [...] e le larghezze dei sentimenti, paura, gelosia, [...] delusione, senso di esclusione è inadeguatezza, rimpianto, [...] disgusto, Vigliaccheria, generosità, irresponsabilità, [...] tonalità del male Ma [...] su cui Sontag punta lo sguardo è [...] tempo storico ben definito. [...] del titolo è il [...] anche [...] vive, [...] separato dal prima e [...] un dopo che non si sa neppure [...]. [...] che ha creato [...] e quel cosi, funzionando [...] periodizzante, è la com[...]
[...], [...] separato dal prima e [...] un dopo che non si sa neppure [...]. [...] che ha creato [...] e quel cosi, funzionando [...] periodizzante, è la comparsa del virus Hiv [...] sindrome da immunodeficienza acquisita. E il linguaggio, il [...] Susan Sontag ha scelto per rivelarci come [...] è ciò che rende memorabile la [...] "storia"». In un pugno di [...] sature da provocare in chi legge una [...] ventisei personaggi (uno per [...] inglese). Ciascuno dice ciò che, [...] che fa da fulcro al racconto,[...]
[...] a [...] vecchi e [...] amici, ex amanti, persone che hanno [...] il malato rapporti di maggiore o minore intimità. La normalità, il «riaggiustarsi» [...] di uno scenario che sieropositività e Aids [...] profondità, è infatti il grande tema su [...] Sontag [...] di misurarsi già [...] in Italia a malapena [...] inizia a variare di quella che, da [...] in [...] o in [...]. Se nel successivo [...] e le sue metafore, [...] (Einaudi, 1992), la scrittrice [...] Aids alla luce della teoria culturale, in que[...]
[...]ids. Ricordo, quando lessi il [...] volta, proprio in quegli anni e a New York, [...] pensato che, in attesa [...] farmacologico capace di debellare o contenere il [...] potevano funzionare da antidoto con la stessa [...] geometrica ricostruzione di Sontag. Quale strumento più efficace, [...] tanto le spinte paranoidi di chi, nella [...] America di quegli anni, voleva relegare sieropositivi [...] a [...] simili a lebbrosari per [...] quando le isterie allarmistiche dei cosiddetti organi [...] racconto[...]
[...]] a [...] simili a lebbrosari per [...] quando le isterie allarmistiche dei cosiddetti organi [...] racconto che si limitava a dare conto [...] di amorosa riorganizzazione ogni volta che abbiamo [...] problema che ci riguarda [...] di voci creato da Sontag, [...] di «corpo unico» che emergeva dal sovrapporsi, [...] battute riportate e riferite, diceva, del copione [...] meglio di qualsiasi spiegazione sociologica o scientifica. [...] di sapere la verità [...] malattia propria o delle persone amate e, [...]
[...]i, stava [...] filiforme, meno leggibile, e alcune delle righe serpeggiavano e [...] lungo la pagina. Ma in un quadro o [...] una foto non si può mostrare [...]. Si può soltanto mostrare [...]. È ancora vivo, disse Stephen». I ventisei personaggi di Sontag [...] buona campionatura di una certa New York [...] stordita, spaventata, impoverita, eppure disperatamente attaccata alla [...] suoi [...] creativa, ostinata, resistente, per [...] vedere azzerate nel calderone ideologico [...] Aids le proprie anc[...]
[...]proprie ancora [...]. Se, [...] in [...] letteratura, saggistica, [...] arti visive nordamericani sono riusciti in molti [...] di sieropositività e di Aids senza pietismi [...] è perchè nella società americana si erano [...] come quella descritta da Sontag. Comunità miste, maschili e [...] e bisessuali, più attente alle soggettività dei [...] non alla loro provenienza geografica, origine etnica, [...]. Gruppi di amici, spesso [...] artistiche e intellettuali, quasi sempre single, emancipati [...] rica[...]
[...]ppi di amici, spesso [...] artistiche e intellettuali, quasi sempre single, emancipati [...] ricatti familiari, ma anche privi di quel [...] che, se pure con costi psicologici alti, [...] da noi, talora garantisce. E viene davvero da [...] pagine di Sontag amici [...] di continuo, che sì danno il turno [...] malato, che si ridìsegnano la vita in [...] spazio ai suoi e ai propri [...] i suoi dieci anni, proprio per il [...] cui narra, da noi Così viviamo ora [...] come testo [...]. Da noi, dove di Aids[...]