Brano: [...] come [...] è il risultato del contatto [...] della congiunzione sensibile e spirituale a un tempo di [...] entità complementari fra loro: [...] e ciò che diciamo natura, [...] caso [...] e della donna, nel caso [...]. Le brevi e tarde [...] Ardengo Soffici ci riconducono alla definitiva dimensione estetica [...] e scrittore toscano, il quale, dopo [...] attraversato e «digerito» culturalmente [...] fervori [...] di primo novecento, attraverso [...] artistiche del ventennio successivo, è approdato alla[...]
[...] e «digerito» culturalmente [...] fervori [...] di primo novecento, attraverso [...] artistiche del ventennio successivo, è approdato alla [...] dopoguerra a una sorta di atarassica [...] cinica e cristallina ad [...]. Tra i protagonisti della [...] Soffici è uomo di cultura raffinata, dai [...] tanti anni ritenuto «scomodo» nel campo della [...] causa delle le note prese di posizione [...] poco trascurato [...] della storia del pensiero [...] passato. Oggi è uno studio [...] Vincenzo Trione a fare rie[...]
[...]riva dalle [...] pesavano come macigni, e dal proverbiale radicamento [...] Toscana [...] Giotto e Masaccio, di Leon Battista Alberti. Il volume di Trione [...] di recenti studi compiuti negli anni Novanta [...] dalla associazione Culturale «Ardengo Soffici» di Poggio Caiano, [...] messo a disposizione degli studiosi testi di [...] una seria rilettura critica della produzione letteraria, [...] quei pregiudizi ideologici che tanto hanno gravato [...] intorno al laboratorio critico dello scrittore. [...][...]
[...]dello scrittore. [...] di Trione, studioso che [...] occuparsi in modo disincantato della critica [...] e già autore di [...] su Apollinaire (Il poeta e le arti, Guerini [...] Associati, 1999) è scandita dalle sequenze fondamentali [...] estetica di Soffici: dalle [...] avanguardie, fra le quali, degne di nota, [...] infinito delle [...] a quel tempo ancora [...] del [...] e [...] per il maestro nei [...] scriveva: «non vorrei né saprei, né potrei [...] fa, ma quello che fa mi piace»; [...] Medardo Ros[...]
[...]a le quali, degne di nota, [...] infinito delle [...] a quel tempo ancora [...] del [...] e [...] per il maestro nei [...] scriveva: «non vorrei né saprei, né potrei [...] fa, ma quello che fa mi piace»; [...] Medardo Rosso, inventore, a giudizio di Soffici, [...] di infinito spazio, «un impressionista che, nella [...] commoventi, senza fine rinnovati sulla scena del [...] per il gesto che [...] tutti gli altri gesti [...] stretta relazione ricollega [...] tutte le manifestazioni della [...] alla fonda[...]
[...]la [...] alla fondamentale esperienza futurista, che lo vede [...] e pittore, ma già (precocemente) incline a [...] distanza dallo spirito [...] della polemica a tutti [...] propagandistico, quando non pubblicitario, [...]. Fino alla rottura, poiché Soffici [...] degli amici pittori una tappa intermedia verso [...] un quid essenziale che si trova «dentro [...] ben oltre ogni compiacimento di una superficiale [...]. [...] può, e anzi deve, [...] apparente e comune, per trarre unicamente dalla [...] elem[...]
[...].] opera». Tale assunto, a giudizio [...] Trione, [...] è che la dimostrazione di una volontà [...] nuova sintassi della visione, che mediante concetti [...] rilievo, armonia esprima un anelito costante a [...] semplice. Di [...] il ritorno [...] di Soffici nel ventennio fascista [...] la conseguente polemica contro [...] astratta e il razionalismo architettonico. Ed è in questo periodo [...] si colloca, forse, [...] più problematico, ma anche il [...] gustoso, [...] critica [...] dello scontro aperto [...]
[...].] si colloca, forse, [...] più problematico, ma anche il [...] gustoso, [...] critica [...] dello scontro aperto con Edoardo Persico, fautore della penetrazione del modernismo in Italia, emblema stesso [...] lotta contro il [...] fascista. [...] di Soffici contro ogni modernità [...] fu proverbiale (come la polemica contro la stazione di Firenze di [...] ed era [...] del toscano che credeva ancora [...] concetti [...] di [...]. Il conservatorismo di Soffici, [...] è da [...] però totalmente negativo, intravedendo [...] altri, i pericoli che un razionalismo diffuso [...] avrebbe potuto recare al paesaggio italiano. E i danni [...] edilizio e di un [...] dettami modernisti sono purtroppo innanzi agli occ[...]
[...] colori lividi e terrosi, [...] topografico perché, spiega Trastulli, «per Raggio il [...] fatto cosmico e [...] è condannato a soffrire». Il paesaggio arcadico dei [...] Grand Tour è ormai alle spalle, mentre predomina [...]. Dentro le cose Ardengo Soffici [...] di Vincenzo Trione Bollati Boringhieri pagine 416, [...]. /// [...] /// Dentro le cose Ardengo Soffici [...] di Vincenzo Trione Bollati Boringhieri pagine 416, [...].