Brano: [...] stesso consenta [...] loro di sopravvivere [...]. A questa strategia (che si [...] inevitabilmente con [...] tipicamente e strettamente elettorale) dà [...] una mano poderosa il governo Berlusconi. Per il solo fatto di [...] esso chiama le forze di sinistra [...] anzi gliela impone, esibendo [...] incontrovertibile del massimo male da [...]. E a [...] nessuno, [...] ovvio, potrebbe rifiutarsi, come dimostrano [...] le belle vittorie dei giorni [...]. E tuttavia sarebbe da [...] se [...] degli «immobili[...]
[...]egli «immobili» non sia [...] con sé, magari al futuro governo del [...] eredità del vecchio. Questa [...] senza rinnovamento [...] sia [...] sia [...] e che Fassino governa [...] dunque un problema, ed è questo. La mia tesi, [...] noto, è che nella sinistra [...] formata una consistente frazione di [...] radicale, ben distinto dal riformismo moderato degli [...] come dal (finto) antagonismo degli [...]. Questo riformismo radicale, riformista, [...] sottrae con giochini ideologici da quattro soldi [...][...]
[...]tende [...] reali di forza nel paese a favore [...] lavoro, [...] atipico e precario, ha [...] paio di giornali e una fetta importante [...] ma continua a non avere una propria [...] un proprio leader. Insomma, ci sono in Italia [...] di elettori di sinistra [...] che votano per questo o quel partito [...] farne a meno (infatti, se non votano, [...] Berlusconi), [...] se potessero voterebbero volentieri per un altro [...] e forse, a giudicare da quel che [...] ultimi mesi, non ci sarà tanto presto, [...[...]
[...]ultimi mesi, non ci sarà tanto presto, [...] possibile di un ripensamento e di una [...] quelli esistenti. Trovo che sia una [...] in qualche momento ci danneggerà anzi, tornerà [...] questo è già accaduto altre volte, per [...] di governo del centrosinistra). Ritorno alle considerazioni iniziali [...]. Esso, come ho cercato di [...] è cominciato male ed è proseguito peggio: tutto il [...] che ci poteva procurare ce [...] già fatto, bisognerebbe evitare che [...] ne faccia [...] anche dopo. Come in tutt[...]
[...]ne per tutto [...] della vita. [...] ha presentato precise proposte [...] questa direzione, che sono il terreno su [...] la politica del lavoro del centro destra, [...] basare una credibile alternativa di governo. Ma spunta, dopo lo [...] del centro sinistra nelle elezioni amministrative, [...] di vivere il referendum [...] la vittoria elettorale, come occasione decisiva per [...] finale al governo Berlusconi. È [...] sbagliata, che se fosse [...] del centro sinistra, rischierebbe di ridurre e [...] grande patrimonio di forza e consenso derivante [...] amministrative. Di fare, insomma, un [...] centro destra in difficoltà. È stata, infatti, [...] del centro destra quella [...] più strettamente possibile il refer[...]
[...]uella [...] più strettamente possibile il referendum alle elezioni [...] vantaggio dalle possibili divisioni delle sinistre. A questo fine si [...] Comitati per il NO, per lanciare una [...] del Paese grande, piccola, media, "personale" contro [...] sinistra. Questa linea aveva ricevuto [...] anche dalla parte più consistente [...] imprenditoriale. È stato [...] dei [...] per la non partecipazione [...] in questo senso di [...] Benvenuto, Trentin e di [...] del mondo del lavoro e della cultura, [...] po[...]
[...] calo di Forza Italia, [...] la Casa delle Libertà, è probabilmente [...] della fine di questa [...] politica, in si cui esiste solo come [...] del "leader maximo". E ha visto centinaia [...] e medi e non solo, soprattutto in Friuli, [...] il centro sinistra, cominciare a misurare le [...] disastri della politica di centro destra, il [...] cui la logica estremistica del Governo sta [...] Paese. Davvero stanchi di una [...] frontale, disponibili a ragionare di nuovo su [...] sviluppo economico e coesione[...]
[...]azio [...] a [...]. Nel [...] ci rendiamo conto che ogni [...] è legittima e ogni posizione ha la [...] casa [...]. Sappiamo anche che può [...] per non prendere posizione. [...] vero, ci guida la [...] dividere, in un momento felice in cui [...] la sinistra, la compattezza di tutto [...] i legami che si [...] che hanno tenuto in tutta [...] hanno consentito la serie [...] elettorali appena conseguite. Noi abbiamo sempre invidiato [...] che ogni quotidiano, anche [...] dalla politica, si prende dichiara[...]
[...][...] di accettare [...] della validità [...]. Accolgono il punto di [...] Rifondazione Comunista, che ha proposto il quesito, dei Comunisti Italiani [...] dei Verdi, che lo sostengono, e di [...] non una corrente ma [...] partito dei Democratici di Sinistra che si [...] alla decisione di rispondere [...]. Esiste poi un [...] del [...] (con due schieramenti, uno [...] e uno più ampio che comprende anche [...] anzi da essi è guidato) che si [...] argine a una temuta vittoria del [...] non sperando sul no[...]
[...] è in gioco. Ecco che ci sembra [...] al fermento e alle voci, nette e [...] giornale. Con [...] chiaro di mostrare che [...] di [...] resa dei conti nella [...] dire gli affiliati di Berlusconi appena sconfitti [...]. Si tratta di un [...] tutta la sinistra, decisa a restare insieme [...] risposte diverse al quesito sul lavoro. Sul referendum ambientalista la [...] e diretta. Diremo [...] per dire: non si [...] a piantare ripetitori e pali della luce [...] in casa degli altri senza chiedere permesso. U[...]
[...] altri senza chiedere permesso. Una pagina di pubblicità [...] elevato, anche se [...] probabilmente non ha le [...] grandi quotidiani nazionali. Nella pagina, bianca, [...] scritto a caratteri cubitali: NON. E in basso, accanto [...] Democratici di Sinistra, la seguente scritta: [...] 15 e lunedì 16 [...] NON votare un referendum inutile e sbagliato è [...] tutti: lavoratori e [...]. Rispetto tutte le opinioni [...] e non è questo il motivo della [...]. Vorrei piuttosto rivolgermi [...] pubblicitaria c[...]