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Il vocabolo Sinisgalli si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 131 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]comincia a insegnare [...] di Brera. Doveva tenere un corso [...] teoria e percezione della forma. Ai primi di dicembre [...] Policlinico di Milano per una operazione alla [...]. Muore il 22 dicembre [...] un collasso postoperatorio. Di lui Leonardo Sinisgalli in [...] prosa [...] fra [...] scrive: «Novelli è morto per [...] specie di congiura del destino, come se fosse caduto [...] in un tranello, in una trappola, come la mosca [...] ragnatela. Mi hanno detto che [...] arrivare così imprevista e casuale.[...]


Brano: [...] [...] sottopassaggio di Porta [...] dove cadde da una [...]. [...] durante una [...] mostra confidò a Marisa Volpi [...] preferiva [...] follia creatrice , [...] creativo degli aborigeni di qualunque [...] «costruttori senza vizi di forma. Leonardo Sinisgalli diceva che [...] si portava dietro «qualcosa [...] assolata, neogreca, oltre gli spettri del Castello [...] Otranto: [...] che aveva Archita nel costruire aquiloni e [...] dei lattonieri nel tagliare e cucire oliere [...]. Sinisgalli, grande poetico profeta consigliato [...] seguiva [...] fin dagli esordi: [...] una [...] della galleria [...] che ora è finita in [...] a via Cesare Beccaria grossi [...] costruiti da [...] credo le sue prime cose. Erano forme di paperi [...] o di [...]


Brano: [...]lo restaurando addirittura un punto cardinale [...] dalle stesse mappe poetiche [...] o «maschera comica»), Ferroni [...] nella quale crede fermamente [...] si è battuto con [...]. [...] beffarda del poeta [...] non [...] locale di cui rinnova [...] Sinisgalli a Scotellaro, al grande Pierro, si [...] contraddizioni di una razionalità imperfetta e presuntuosa [...] della modernizzazione che la rende tassativa. A cominciare dal disastro ecologico [...] la foresta o va a ramengo / il mar»), [...] senza trasc[...]


Brano: [...]nni più tardi) e, dieci anni dopo, Il [...] (Premio selezione Campiello 1978). [...] di scrittore, Pontiggia alterna [...] costante impegno critico con una serie di [...] della narrativa classica e moderna (Pindaro, Lucano, Sallustio, Borges, Gadda, Sinisgalli), raccolti nel 1984 in un unico [...] Il [...] delle Esperidi. Nel 1983 esce il [...] Il [...] poi arrivano La grande [...] Premio Strega) e Vite di uomini non illustri [...] persone comuni redatte nello stile del referto [...] con la stessa tipolog[...]


Brano: [...]i architettura, non avranno, [...] costruiti. Sono questi ultimi quelli [...] che non hanno mal lattò un «sogno» [...] non sanno quali segreti racchiude il costruire [...]. Sono questi ultimi quelli [...] possono riconoscere nelle parole di Leonardo Sinisgalli [...] Architettura [...] afferma di [...] panare almeno [...] scrivere di architetture poetiche [...] testimonianze sulle [...] di architettura: [...] li interrogherò, essi mi [...] fermamente che in tutti gli uomini, non [...] Socrate. Ciascuno di [...]


Brano: [...]lla successiva come [...] abbandonata alla libertà della sfera istintuale. Ancora una volta il vagheggiamento [...] « paìs » contadino, la pena della lontananza appartenevano [...] repertorio ermetico (si pensi alla poetica [...] assenza » di Gatto, Sinisgalli [...] Quasimodo, con le loro remote terre meridionali, in cui [...] strazianti le memorie [...] ma in Pasolini si caricavano [...] nuove inquietudini che serpeggiavano nella generazione dei giovani dei [...] il cosiddetto « fascismo critico [...] di[...]


Brano: [...] [...] quale «tutto era fresco e casto, tutto [...]. Le passeggiate, le conversazioni [...] gite fuori porta in Balilla, la riconquistata [...] la scoperta di [...] affetti, rivelano un Mucci [...] una matura, purissima infanzia. Cosi lo ha ritratto Sinisgalli: «Non [...] se per volontà o per destino sembrava [...] dei vagabondi, meglio, dei profughi, più che [...]. Non era affatto un [...]. Vivemmo allora le nostre [...] e nel terrore, e in attesa di [...]. Come succede ai malati [...] ci trovammo alla f[...]


Brano: [...] [...] una sorte dalla quale ci è dato [...] che deve naturalmente accadere. Estremo conforto è la [...] Feltrinelli, nel 1962, con la prefazione di Natalino [...] della raccolta di poesia L [...] terra (titolo forse amabilmente polemico con L [...] Sinisgalli). Il volumetto [...] inserito nella «Biblioteca di [...] Giorgio Bassani [...] è la prima vera [...] ad un grande pubblico, di uscire dai [...] si era scelto. Con questa speranza [...] correre allora, più del [...] incalza. Ora che avverte che [...][...]


Brano: [...]cco di trombosi alle coronarie. Il ricovero al [...] concede da subito pochissime [...]. Da Roma, dopo il [...] scrivono in molti: Salinari, Maccari, Guzzo, Mario Socrate, Pajetta, De Libero, Nino Sansone, Elena e Titina Maselli, Petroni, Zavattini, Sinisgalli, [...] Alicata. Solo Trombadori e José Ortega [...] recano a [...] visita. Nella pena quotidiana, accanto [...] Dora, [...] sono Fanti e Galvano. [...] aveva cosi ben compreso [...] suoi ultimi anni da [...] scrivere: «Ma a segregarti [...] dolore, [...]


Brano: [...] la [...] scrittura limpida e immediatamente [...]. Una malattia precoce ha [...] una decina di anni [...] suoi «ritratti critici di contemporanei» sono tutti [...] come si può parlare anche dei versi [...] e si trattava di Gadda, di Pasolini, [...] Sinisgalli [...] per questo celarsi dietro le parole roboanti [...] il nulla. /// [...] /// Una malattia precoce ha [...] una decina di anni [...] suoi «ritratti critici di contemporanei» sono tutti [...] come si può parlare anche dei versi [...] e si trattava[...]

[...]ro le parole roboanti [...] il nulla. /// [...] /// Una malattia precoce ha [...] una decina di anni [...] suoi «ritratti critici di contemporanei» sono tutti [...] come si può parlare anche dei versi [...] e si trattava di Gadda, di Pasolini, [...] Sinisgalli [...] per questo celarsi dietro le parole roboanti [...] il nulla.


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