Brano: [...] [...] degli anni Ottanta. A ricostruire quel periodo [...] creativo ci pensa questo bel saggio di [...] Flavia [...] che ha condotto una [...] mano su materiali [...] per delineare con dovizia [...] panorama. Beppe Salvia, Pietro Tripodo, Gabriella Sica, Claudio Damiani, Valerio [...] Marco [...] Silvia Bre, Antonella [...] Edoardo Albinati e altri [...] una [...] vera e propria, bensì [...] amicale, il cui clima, la cui atmosfera [...] partecipi [...] Sica [...] al volume. Erano, quelli, gli anni [...] esperienze [...] che spesso, con il [...] avevano scardinato le basi stesse dei modi [...] fare poesia. Si usciva poi, tra [...] e [...] da un decennio in cui [...] preminenza della riflessione politica[...]
[...] colpa e [...] far discutere veramente certa sinistra, appunto «di [...] utopia», come ha ben scritto Massimo Carlotto. MAPPE PER LETTORI SMARRITI QUINDICI (PICCOLE) RIGHE Nessuno che abbia ascoltato, fosse pure una [...] squarci o brandelli della musica di Mahler, [...] che quei suoni gli [...] un colpo [...] nelle viscere: scoppi bercianti [...] di ottoni che mentre sembrano appagare [...] avido di conclusioni, si [...] ghiacci preistorici; stasi immense come bonacce su [...] un violino da musicante, [...] straziante di un solitario [...] deserto; vortici di danza dove il terrore [...] alla fanfara vittoriosa, a insensati e misteriosi [...] e una sensazione inestricabile di piacere erotico [...] segreta, di rodimento maniacale e di illuminaz[...]
[...]non lo avesse letto resta solo [...] lettura di questo pezzo, entrare in una [...] Mahler e [...] questo lettore, se sarà [...] attento, farà un incontro memorabile. Nel Mahler di Adorno [...] che danno accesso ai sotterranei della modernità [...] musica, un accesso che è una sferzata [...] a fondo e più acutamente in ciò [...] si sottrae [...] il brutto, [...]. Il Mahler non è [...] riassume, al più se ne può dare [...] «Lo spirito che nelle musica [...] celebra se stesso tanto [...] più questa è sublime, spregia il lavoro [...]. La musica di Mahler [...] a queste regole, e attira disperatamente a [...] la cultura respinge, [...] così, misero, ferito, [...] La musica inferiore irrompe [...] con violenza giacobina, e la tronfia politezza [...] è demolita dalla sonorità smodata che sembra [...] delle bande militari o dalle orchestre dei [...] La [...] musica non è grande [...] verso cui inclina, ma poiché la [...] struttura scioglie la lingua [...] In questo gesto prende forma [...] di [...] che, quanto meglio [...] la intende, tanto più [...] col problema di ciò che essa è: [...] sono la scrittura dell[...]