Brano: Facciamo sesso, siamo [...] La Grande Mela apre [...] tema: un [...] di storia e molto [...] Qualche giorno fa sulla prima pagina di Le Monde [...] un articolo di fondo di Philippe [...] dal titolo emblematico: Pensée, [...]. La lunga analisi non [...] il cuore de[...]
[...]] vietato ai minori di [...] esordito con un allestimento di tipo storico, [...] Sex: [...] New York [...] Sex in America. Il titolo francamente è [...] non ci risulta che Chicago o San Francisco [...] di meno allo sviluppo nel paese «delle [...] il sesso e la sessualità», come recita [...]. Del resto da qualche [...] cominciare e New York ha deciso di [...] del sesso americano. I promotori e finanziatori [...] Museo [...] anonimi, anche se [...] ha dichiarato che non [...] personaggi legati [...] del sesso, duramente ridimensionata [...] New York negli ultimi anni dalla politica di «risanamento» [...] Giuliani, che ha imposto il Micky Mouse [...] a [...] al posto di moltissimi [...] porno cinema. La mostra comincia con [...] stinte fotografie, pagine [...]
[...].] di [...] come una manifestazione di [...] o la storia dei travestiti che infrangevano [...] in pubblico sotto mentite spoglie (anche alle [...] vestirsi da uomini) e che sfidavano [...] per affermare la loro [...]. Ma la parte del [...] Museo del Sesso la fanno i video, [...] procedere della storia, diventano sempre più elettrizzanti, [...] un primo piano di un [...] che dura circa venti [...]. Siamo negli anni Sessanta, [...] liberazione sessuale, e si cominciano a vedere [...] produzione di oper[...]
[...]ale, e si cominciano a vedere [...] produzione di opere porno che hanno per [...] delle donne e non più quello [...] (che del resto la [...] con cortometraggi di fellatio che culminano in [...]. È senza dubbio divertente [...] pubblico si divida per sesso: le donne [...] disgustate dai primi piani di peni enormi [...] al silicone, per rifugiarsi davanti a schermi [...] modalità del loro piacere, mentre gli uomini [...] appena appena imbarazzati. Che diamine, è un [...]. Se è consentito restare [...] [...]
[...]restare [...] in contemplazione del [...] Party di Judy Chicago al [...] Museum [...] Art, o davanti ai video [...] Bill Viola al [...] perché non [...] fino in fondo anche questa [...] Nella terza parte si cambia [...]. New York è la [...] gay e il sesso [...] diventa attributo [...]. [...] è più chiaro e più [...] il discorso culturale dichiarato [...] sulla formazione di comunità raccolte [...] a una questione sessuale. La creazione di network [...] gli omosessuali, le prime sfide al regime [...] [...]