Brano: [...]O Lunga [...] bianca, calma rassicurante. [...] autorevole rappresentante del Centro Islamico [...] Milano ha idee precise e controcorrente su questa [...] più inquietante, ogni giorno più minacciosa. Non ha certezze, ma [...] «I bombardamenti sulla Serbia dice finora sono [...] rafforzare [...] e ad accelerare i [...] pulizia etnica. Chi ci guadagna? Sicuramente [...] Stati Uniti, che hanno interessi strategici nei Balcani e [...] ad un ruolo subalterno. Le decisioni non si [...] Bruxelles ma a Washi[...]
[...]figurare in [...] in Europa e questa è [...] prospettiva che [...] è incompatibile con qualunque strategia [...]. Dal [...] sempre contrastato con ogni mezzo, [...] militare o di intelligence la formazione di [...]. Qualcosa non torna però, [...] la Serbia attacca il Kosovo, scaccia la [...] regione e da [...] nasce la guerra. La Nato interviene in [...] kosovaro e lei sostiene, se capisco bene, [...] un gioco delle parti e che in [...] di questo conflitto è [...] kosovaro. Vedo che i tempi [...] a co[...]
[...]a [...] immediato di [...] avessero la possibilità di minare [...] confini e organizzare la difesa. [...] rischio». Lei ha detto: «Siamo [...] immagini dei profughi. Per i quali la [...] è in dubbio, naturalmente). La mia obiezione radicale [...] la Serbia bombardata è «una metà», [...] metà» la «seconda guerra», [...] questa formula invalsa e fuorviata non è [...] o la frontiera macedone. Quella è il bordo, [...] di una tempesta che infuria altrove. [...] metà, il vero centro, è [...] del Kosovo, è P[...]
[...]luce né acqua né gas [...] e con migliaia di ammazzati. Il punto non è [...] il grado di sofferenza di Sarajevo e [...] Belgrado e di Novi [...] fra i cacciati dalla [...] e quelli del Kosovo: [...] stata infatti, ma [...] voce che da Belgrado [...] Serbia si è levata a opporsi al martirio [...] Sarajevo [...] dire una compassione per quelle persone (erano [...] a [...] lo sa: chiamano pulizia [...] strage di slavi contro slavi, in cui [...] giorno di qualche secolo fa compirono una [...]. Così come, [...]
[...]secolo fa compirono una [...]. Così come, oggi, a opporsi [...] discriminazione dei [...] alla loro persecuzione, e a [...] una compassione per quelle frontiere. Anche nei momenti belli [...] ribellione alla brutalità (e bruttezza) del regime, [...] Serbia [...] ed europeista si è almeno rassegnata a [...] e ha omesso una fraternità con gli [...]. Con eccezioni, ma poche. Lei sa anche che una [...] lezioni cruciali del secolo è la complicità passiva, voltata [...] parte, vittimistica (e troppo pronta [...]