Brano: [...]tito. DELEGATO PILLO: «Propongono che [...] a dormire, e torniamo domani, sia per [...] che il consiglio nazionale». DELEGATO DAMIANO (che da [...] il ruolo di capo dei «ribelli»): «Siccome [...] son già depositate le candidature a segretario, [...] Scotti [...] De Mita, non c'è nessuna ragione al [...] votare Immediatamente sul segretario. DELEGATO (che non dice [...] con Damiano: si voti [...] segretario». FANFANI: «Va bene, si [...] sulla proposta del delegato Damiano. /// [...] /// DELEGATO (neanc[...]
[...]e lentamente si [...]. Molti restano al centro [...]. È passata mezz'ora buona [...] della bagarre. Cominciano ad arrivare i [...] (ancora riuniti nella famosa saletta), cercano di [...] e di dare qualche ordine alle proprie [...]. [...] èChi è Enzo Scotti, [...] ha rotto i giochi della D CROMA [...]. Adesso devono riflettere tutti. Gli si cedono in [...] della stanchezza per queste cinque giornate tirate [...]. Nel partite, in periferia, [...]. /// [...] /// Il primo applauso [...] preso domenica sco[...]
[...]mo applauso [...] preso domenica scorsa, quando [...]. E stato forse proprio [...] li. Donai [...] gli ha stretto la [...] di delegati [...] certamente non solo i [...] gli hanno tributato [...] in quel momento che [...] successo di oggi di Vincenzo Scotti. Anche se in realtà, la [...] operazione politica [...] in moto, e attentamente preparata, [...] da tempo. Da agosto, diciamo, quando [...] frecciate a De Mita, ai suoi [...] ai suoi errori, ma [...] linea politica. Da allora Scotti ha [...]. Non solo a tessere possibili [...] ma anche [...] e forse soprattutto [...] a gettare le basi di [...] proposta politica che potesse avere [...] di essere una strategia congressuale. Ne è venuto fuori [...] contraddittorio ma robusto, che [...]
[...]iana (Donat [...] anni 60. Un discorso che punta [...] una nuova struttura del partito, che faccia [...] civile, i suoi fermenti, persino i suoi [...] i fondamenti di un «nuovo patto tra Stato [...] che poggi su una base moderata. Il ragionamento di Scotti [...] che tra società e politica si è [...] frattura insanabile. Determinata da un lato [...] classi e [...] prepotente di ceti [...] più dentro [...] stretti dei vecchi schemi [...] dalla pretesa del «Palazzo» di costruire il [...] la società sulla[...]
[...]...] classi e [...] prepotente di ceti [...] più dentro [...] stretti dei vecchi schemi [...] dalla pretesa del «Palazzo» di costruire il [...] la società sulla base di una linea [...] di dominio», che non è più praticabile. Non si tratta [...] dice Scotti [...] di semplici contrasti sul piano [...] linguaggi, delle aspirazioni generali, del senso comune. È qualcosa di più [...] il sommerso, settori di [...]. Cioè una rottura che non [...] solo una «indistinta società», ma una società alta, una [...] [...]
[...] una [...] di élite sociale, [...] grado ormai di autogovernarsi e [...] definire i propri ordinamenti». La società forte: ribelle, [...] «malata», anzi più matura. Sia per la spinta [...] sia per una spinta politica multiforme: industrializzazione. Scotti ritiene che esista Io [...] politico per non lasciare in «libertà» questo contrasto, ma [...] se necessario, e [...] politicamente, con una soluzione interclassista [...] una sorta di alleanza moderata tra «forze sane» del [...] e [...] che riporti [...]