Brano: [...]i Sicilia. A questa lettura sono [...] solo dal ricordo [...] scomparso ma dal mio [...] anni, a Racalmuto in occasione dei funerali [...]. Da quando è uscito [...] ho sempre identificato in tanti compagni conosciuti [...] e 50 il comunista Calogero Schirò che Sciascia [...] di una [...] zione di militanti. Uomini che avevano cospirato [...]. Comunisti che dalla solitudine [...] muni sperduti del [...] no [...] si erano collegati col [...] con [...] sconfiggeva il fascismo, con Stalin [...] la rivoluz[...]
[...] con [...] carico di rancori e [...] la mente satura di certezze. Sciascia in questo racconto [...] di questi militanti travolto dalle contraddizioni della [...] realtà e come desiderio, come aspirazione, sogno [...] e prevale sulla realtà. Calogero Schirò sognava Stalin [...] avvenimenti e comportamenti e lui, Calogero, ne [...] veri, le mosse tattiche e quelle strategiche, [...] momenti: anche quando la ragione lo sollecitava [...] in un terribile e perverso gioco di [...]. E quando Stalin, in [...][...]
[...]le e perverso gioco di [...]. E quando Stalin, in [...] la sconfitta dei 18 aprile 1948, Calogero, [...] ai compagni della sezione la vittoria, ha [...] dello «zio [...] Posto di fronte alle [...] al [...] RA DI NESSUNO EMANUELE MACALUSO Le [...] di Schirò e quelle del Pei XX [...] si indigna, si amareggia, si dispera, reagisce [...] stato svegliato da un secchio d'acqua fredda [...] nemici. Sciascia lo descrive cosi: «Ormai [...] frequentare la sezione si sentiva, gli pareva [...] tutto "come se ad u[...]
[...]soldati russi erano [...] Berlino, avevano dato al fascismo il colpo mortale. La Polonia, la Romania, [...] mezza Germania e la Cina: [...] ne aveva fatta di [...]. Dove stavano gli errori?». Attenzione però: Sciascia con [...] fa vedere un Calogero Schirò vero e [...]. I tanti Schirò, non [...] avevano sofferto i travagli e le contraddizioni [...] scrittore [...] ma li superavano perché [...] nei loro paesi nella lotta per [...] agraria, il lavoro, l'acqua, [...] scuote, gli ospedali, le pensioni; si erano [...] la libertà e la [...]
[...]oro, l'acqua, [...] scuote, gli ospedali, le pensioni; si erano [...] la libertà e la giustizia per tutti. Anche se consideravano [...] il paese del socialismo [...] tempo stesso di storture dovute ad una [...] in ogni caso storture rimediabili. Uno Schirò di Bologna, Giuseppe Dozza, [...] era stato funzionario della Terza [...] diventò sindaco della [...] città che amministrò. E lo stesso fece Fabiani [...] Firenze; Ada moli a Genova, ecc. E in tanti in [...] Togliatti a fare la Costituzione e a [...[...]
[...]..]. Ci sono altri capitati [...] esperienze e bisogna mettersi insieme per reggere [...] una società complessa come la nostra. Il mondo cambia rapidamente [...] che con esso cambi chi non è [...] protagonista del cambiamento, ti partito di Calogero Schirò [...] può governare il paese, se mette in [...] senza rinnegare se stesso, se va oltre [...]. /// [...] /// Il mondo cambia rapidamente [...] che con esso cambi chi non è [...] protagonista del cambiamento, ti partito di Calogero Schirò [...] può governare il paese, se mette in [...] senza rinnegare se stesso, se va oltre [...].