Brano: [...] con i [...] con le persone, ne incontri una in [...] e la tua vita cambia, e anche [...] incontri di più belle, affascinanti e meravigliose, [...] quella persona lì, te ne ricordi sempre. A me è successo [...] con I ragazzi del massacro, di Giorgio Scerbanenco. Ero a casa di [...] domenica pomeriggio, non sapevo cosa fare, non [...] compiti, alla tivù non [...] nulla e avevo letto [...] libreria, a parte Storia [...] Religioni [...] il Manuale del Fresatore Moderno. Poi vedo questo librettino [...] la cos[...]
[...]darmi. I gialli mi piacciono, [...] letti tanti, e questo parla addirittura di [...] in una scuola, e la vittima è [...] cui, anche solo per simpatia di classe, [...]. E scopro un mondo. Un altro mondo. Primo: non credevo che [...] così. Lo stile di Scerbanenco [...] e diretto, a volte addirittura sgrammaticato e [...]. Le virgole, spesso, scombinano [...] inceppano, e ai dialoghi mancano verbi e [...]. È perché è lo [...] parlato, ma non quello pensato dagli scrittori [...] quello parlato veramente, con l[...]
[...]si sta leggendo e fa capire che [...] realistico è il frutto consapevole della scelta [...] scrittore. Ripeto, non è storia [...] di lui lo avevano già fatto in [...] lo faranno anche in troppi, ma io [...] lo scoprii per la prima volta, con Giorgio Scerbanenco [...] I ragazzi del massacro. Secondo: non credevo che [...] davvero. Che il mondo fosse [...] e cattivo. I ragazzi del massacro [...] classe di ragazzi del riformatorio che vengono [...] a massacrare la loro maestrina nel modo [...] violento che si[...]
[...]he è la narrativa, utilizzando i [...] senza [...] intrappolare, anzi, [...] a volte, con naturale [...] fosse pacifico che quella storia doveva essere [...] basta. Sì, è vero, ce [...] prima e ce ne saranno molti anche [...] narratori, ma per me lo Scerbanenco di [...] il primo palombaro della metà oscura delle [...] come non avrei mai immaginato che potesse [...]. La metà oscura della [...] oscura [...] la metà oscurissima di [...] che per lui erano gli anni Sessanta [...] e per me che leggevo la metà [.[...]
[...]...] nichilista, ma che a [...] bene, fino in fondo, [...] che non è così, non è disperazione, [...] passione, è la passione del narratore che [...] perché [...] qualcosa che non va, [...] male, e vorrebbe [...]. È la mano davanti [...] cui scriverà Scerbanenco più [...] in una [...] di quando cercava di fermare gli aspiranti [...] lettere della posta del cuore di un [...] ti racconta di quella volta che non [...] che ci ha messo tutta la [...] perizia di narratore appassionato [...] ha preso lo stesso i b[...]
[...]mo, e talento sicuro di narratore. I ragazzi del massacro [...] di tutto questo, di quello che può [...] quando mette in scena la metà oscura [...] tutte le sue contraddizioni. Anche le proprie e [...] tempo, quelle che portano Duca Lamberti e [...] Scerbanenco a chiamare invertiti gli omosessuali, a [...] natura, ma che poi lasciano sulla pagina [...] più commoventi e sensibili proprio nella figura [...]. Ci ho passato tanto [...] se Scerbanenco fosse di [...] sinistra, o proprio di destra o anche [...] sinistra, e quel romanzo e anche gli [...] ho letto, anche molto diversi tra loro, [...] per genere, ma alla fine ho deciso [...] ne importava, nonostante fossero anni in cui [...] e bisogna[...]
[...]] «Il [...] del diavolo», «Nikita», EL; [...] caduto», «Laura di Rimini», «Lupo [...] «Un giorno dopo [...] «Il giorno del lupo», Einaudi; «Via [...] Oche», [...] «Autosole», Rizzoli; [...] torbida», Editori Riuniti) rende [...] suo maestro, Giorgio Scerbanenco. Martino (6 anni) brindisi Che [...] bene e non vada niente male ex [...] Un [...] di destra o di sinistra? Me lo [...] lungo, in quegli anni era importante. Poi [...] iscritto [...] alla sinistra anarchica Una maestrina [...] dai suoi allievi. Più [...]