Brano: [...][...] analoghi (e vorrei ricordare [...] il giudizio già dato [...] « [...] » di Contini), l'opera va [...] come scelta [...] con tutti i rischi e [...] miti, ma anche con tutti [...] possibili chiarimenti e stimoli che essa può contenere. Di rischi Sanguineti ne [...] esempio, i ragionieri della critica avranno facile [...] diritto di strillare per le assenze di [...] hanno contribuito a dare un loro carattere [...] Novecento [...]. [...] a citare Michel [...]. /// [...] /// Fortini, [...] Giudici, Za mo[...]
[...]no facile [...] diritto di strillare per le assenze di [...] hanno contribuito a dare un loro carattere [...] Novecento [...]. [...] a citare Michel [...]. /// [...] /// Fortini, [...] Giudici, Za motto. Ma questi rischi, risulta [...] introduzione, Sanguineti li cor re [...] occhi aperti. Il [...] non significa che li corra [...] ragion veduta. Se si considera solo [...] suoi poeti senza badare ad altro, potrebbe [...] di un ritorno a criteri suggeriti da [...] gusto. [...] chiaro, comunque, [...] il cur[...]
[...]te, a volte quasi [...] curatore tende a chiarire e a semplificare [...] testi e, insieme, a [...]. Per un periodo come [...] ancora viviamo, il discorso che conta riguarda [...] hanno guidato la scelta. Da questo lato il tentativo [...] compiuto da Sanguineti mi pare sta stato quello di [...] alla veduta schematica e preordinata di una [...] possibile, e a quali condizioni, [...] riscatto [...] caos [...] «usare» la città Scriva Giancarlo De Carlo [...] il volume del Saettatore [...] della co [...] e str[...]
[...]i rapporti tra gli uomini. Novella [...] poesia italiana nel passaggio [...] venti e gli anni quaranta, dai [...] ai crepuscolari, agli ermetici. Anche se sbiadita, questa [...] spesso riappare, più che nelle polemiche critiche, [...]. /// [...] /// Sanguineti non bada a [...] ed ì facile pronosticare che il libro [...]. La scelta, infatti, si [...] Pascoli e D'Annunzio, offerti come autori a cavallo [...]. Ma subito protagonista della [...] Luci ni (cui vengono attribuite cento pagine [...] 1200). Seguon[...]
[...]i, Erba). Una parentesi di «sperimentalismo [...] (Pavese, Pasolini, Pagliarani) apre un dopoguerra poetico che, [...] si conclude nella già citata sezione di [...]. Questa sproporzione [...] sui primi due decenni a [...] dei [...] è spiegata [...]. Sanguineti ha voluto condurre [...] per una poesia come quelle italiana di [...] nel suo stesso modernismo e nelle aperture [...] esse apparivano staccate e contraddittorie rispetto alla [...] paese privo di altri e più profondi [...] e culturali e, improvvisa[...]
[...]e rispetto alla [...] paese privo di altri e più profondi [...] e culturali e, improvvisamente, colpito da febbrili [...]. Nella ma maggioranza, la [...] stata incerta e priva di solide basi [...] tutto questo. Tanto più appare interessante [...] fa Sanguineti, e cioè [...] di una « visione [...] sviluppi poetici per arrivare a una diagnosi [...] conto della molteplicità delle poetiche, dei loro [...] loro [...]. Di [...] lo sforzo di demistificare 1 [...] poetici della borghesia [...] gli aspetti « subli[...]
[...]..] reagenti ironici o ludici come antidoti efficaci [...] anche da lontano, piuttosto dei sussulti riformistici [...] ai continui corsi e ricorsi di [...] o agli aggiornamenti [...] o ermetici). Eppure Leopardi esiste nella [...]. Ma il discorso di Sanguineti [...] discusso nel particolari. Bisogna [...] conto, piuttosto, della [...] proposta [...] delta [...] costruzione del panorama per affermazioni [...] negazioni successive, della [...] conclusione sul « proclamato [...] al disordine [...] che si è p[...]