Brano: [...] «Italia, Italia». E forse in cuor [...] che noi abbiamo visto [...]. Panni stesi tra le [...] profughi di [...] in Macedonia [...]. [...] IL REPORTAGE I racconti dei [...] nella terra di nessuno Viaggio al confine tra [...] e il Montenegro [...] 3. Sali il falegname sa. Sa chi ha ucciso [...]. Conosce il nome di chi [...] guidato gli uomini incappucciati con [...] bianca stampata sul braccio nella [...] casa. Sa chi ha sparato [...] persone del suo quartiere. Lo hanno picchiato, umiliato [...] lo h[...]
[...].]. [...] un uomo sulla cinquantina, [...] moglie e sei tra ragazze [...] ragazzi guidati da una giovane donna bionda. Portano valige legate con [...] di plastica e coperte. I poliziotti albanesi fanno [...] e loro accelerano il passo. /// [...] /// Sali [...] non fa la fila [...] pacco di biscotti e il pane che [...] un sociologo albanese volontario [...] (la [...] inglese) distribuisce. Ha altro da fare, [...] raccontare, svuotare subito la [...] mente da quelle immagini [...]. Lì avevo la mia [..[...]
[...]falegname non ha bisogno [...] appunti, ricorda a memoria: [...] 75 anni; [...] 45; [...] 17; [...] 18; [...] 21; [...] 25; la donna Isane [...] 30; [...] 18; [...] 25 anni». Il massacro dura due ore, [...] gli incappucciati vanno via. Un nome solo, Sali [...] lascia per ultimo [...] degli uccisi, quello di [...] di 25 anni. Un fosso scavato in [...] non ha fatto la fine degli altri». Per gli altri morti [...] hanno avuto pietà: li hanno caricati sui [...] e portati via. Sali il falegname si [...] detto quello che sapeva e ora non [...]. Mangiavamo farina e ortiche [...]. Tocca a Valentina, la [...] di diciotto anni, i capelli biondi, continuare [...]. Ci hanno detto di [...] via, ci hanno strappato [...] che portavamo a[...]
[...]so [...] i soldi che [...] in casa. Andate via, questa non [...] terra, gridavano mentre sparavano in aria. Siamo fuggiti sui monti [...] poi abbiamo passato la [...] Montenegro, a [...]. Valentina racconta mentre almeno [...] e bambini cominciano a salire sugli autobus [...] fiorentina con targa albanese. I più piccoli tremano [...] passi da noi il tritolo solleva alti [...] dal lago. Qualcuno sta pescando con [...]. Dove andranno i profughi? «A Scutari, [...] campi lager della città», dice suor La[...]
[...]fiorentina con targa albanese. I più piccoli tremano [...] passi da noi il tritolo solleva alti [...] dal lago. Qualcuno sta pescando con [...]. Dove andranno i profughi? «A Scutari, [...] campi lager della città», dice suor Laura [...] della [...]. Saliamo su quegli autobus [...]. Tutti sono muti, solo [...] il paesaggio. La città è desolante, [...] immondizia e carcasse [...] agli angoli delle strade. /// [...] /// Siamo nella zona industriale [...] Scutari: [...] cimitero di fabbriche morte. Di f[...]
[...]ardano [...]. Quattromila persone 800 bambini [...] settimane, mangiano pane e formaggio, si lavano [...] hanno dieci latrine in tutto. Nelle camerate, dove una [...] le foglie di tabacco, i letti sono [...] essiccatoi in legno. Valentina, suo padre Sali, [...] i suoi fratelli, spalancano gli occhi increduli [...]. Decine di persone sono [...] cuccette divise da tende ricavate dai sacchi [...]. Valentina ha gli occhi [...] stringe forte la mano del padre. Sali la guarda e [...]. Ha consumato tutte le sue [...]. Non può più promettere [...] figli. Allevatori (Lodi) [...] B. Italia (Novedrate Co) [...] (Co) [...] Comune di Como [...] Bellaria (Appiano Gentile Co) [...] (Tavernerio Co) [...] Ome (Erba Co) [.[...]