Brano: [...]ustre di [...] Nobel per la Pace si è levata in [...] nucleari indiani, che tanto scompiglio e tante [...] tra i pacifisti di mezzo mondo. In visita in America, [...] Lama ha difeso il [...] entrare nel «club atomico» di cui fanno [...] Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina. /// [...] /// Al primo posto il problema Asia [...] di Islamabad sul [...] Gli Usa temono [...] Le grandi potenze divise sulle [...]. [...] era quella di una sorta [...] ritorno alle origini, un salto [...] alla metà [...]
[...] leader del mondo possono parlarsi senza peli [...]. [...] più segreti. Un mese fa Tony [...] ha esplicitamente chiesto agli [...] Stato e di governo, di infilare in [...]. [...] ne è rimasto entusiasta. Oggi il [...] in realtà, è un [...] perché la Russia partecipa [...] alle discussioni politiche pur restando esclusa dalle [...] e finanza internazionale. Per americani e giapponesi [...] russa non è «pienamente di [...] mentre [...] europea ha appena riconosciuto questo [...]. I leader di Stati Uniti[...]
[...]...] alle discussioni politiche pur restando esclusa dalle [...] e finanza internazionale. Per americani e giapponesi [...] russa non è «pienamente di [...] mentre [...] europea ha appena riconosciuto questo [...]. I leader di Stati Uniti, Giappone, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Canada [...] di cui occuparsi al posto della riverniciata [...] del mondo che gli 8 ritengono di [...] scoppiando loro in mano. Improvvisamente, dal Medio Oriente [...] e al lontano sudest, è saltata quals[...]
[...]raballante cancelliere Kohl, Clinton ha lanciato un messaggio di augurio per il futuro [...]. Il sogno di [...] «democratica e indivisa» si può [...] anche se non deve essere considerato «una certezza». Bisogna lavorare, soprattutto per [...] più la Russia di [...] nella concertazione politica mondiale. Si ipotizza una nuova era [...] scambi transatlantici per evitare che [...] nasca come una grande e [...] fortezza chiusa [...]. Incalza la retorica [...] sulla «comunità [...] da [...] a Parigi, da Is[...]
[...][...] Londra Gerald Segal, che [...] «sta fornendo la peggiore immagine [...] sé come «outsider»; è un paese che si considera [...] dai principi che [...]. [...] a diventare un giocatore di [...] globale, certo non seconda alla Cina, ma neppure alla Russia. In fin dei conti, [...] dieci anni il [...] non rappresenterà neppure la [...] del [...]. Quanto al teatro mediorientale, [...] alti diplomatici che hanno preparato il vertice [...] e soprattutto gli Stati Uniti [...] partita. Con un [...] crisi co[...]