Brano: [...] Cesare G. De [...] docente di lingua e [...] facoltà di Lettere della Seconda [...] di Roma e Adriano Guerra, [...] a Mosca per cinque [...] direttore del Centro di studi dei Paesi [...] da un giudizio sul primo zar per [...] sul [...] e [...] dela Russia e [...]. Ecco un riassunto del [...] due ore. [...] mette subito in guardia contro [...] tentazione di attualizzare troppo una figura storica cosi lontana. Però ammette: «Ivan il Terribile [...] non era così "terribile", dato che [...] significa alt[...]
[...]sempio) [...] proprietari terrieri, non come embrioni di future [...] (parlamenti), Densi come strumenti di un rapporto [...] fra il sovrano stesso e la massa [...]. In Europa occidentale, insomma, [...] sono già state gettate) le basi dei [...]. In Russia avviene il [...]. Cogliendo al volo [...] di [...] De [...] riprende il discorso sul [...]. Diciamo: minaccioso, severo. La parola, per i russi [...] non contiene un significato negativo. Lo zar giusto [...] essere anche [...] ci mancherebbe altro c[...]
[...] la lotta di Ivan contro [...] vecchia nobiltà è vista come una lotta, in fendo, [...]. Per i russi, insomma, Ivan [...] personaggio [...] anni fa, il 18 [...] Ivan IV, passato alla storia come il Terribile. Con lui era nato [...] Stato «moderno» in Russia. Quanto è attuale questa [...] Quanto [...] di oggi di quella [...] Regge il [...] tra questo zar e Stalin? Ecco [...] di Sergio [...] Cesare G. De [...] e Adriano [...] positivo, e la [...] azione storicamente giustificata. Gli occidentali, invece,[...]
[...][...] Regge il [...] tra questo zar e Stalin? Ecco [...] di Sergio [...] Cesare G. De [...] e Adriano [...] positivo, e la [...] azione storicamente giustificata. Gli occidentali, invece, non [...]. Nasce dunque allora [...] fra Europa occidentale e Russia, [...] nostra di tradurre la realtà russa nel [...] pretesa di guardare (ieri alla Russia, oggi [...] URSS) [...] i nostri occhi, di [...] ai nostri schemi?« Sì [...] De [...] nasce quando (e perché) [...] Russia, [...] "oggetto", diventa "soggetto della storia. Gli occidentali vanno in Russia [...] affari, però rimangono sostanzialmente sordi alla realtà [...] Paese. Anche i russi, tuttavia, [...] zar, non capiscono [...] (vedi per esempio la [...] Ivan con il pastore protestante boemo che gli [...] delia Riforma)». [...] non è molto d' [...]
[...]con il pastore protestante boemo che gli [...] delia Riforma)». [...] non è molto d' accordo [...] di Ivan di capire [...] «Ivan [...] dice [...] apprezza la tecnologia occidentale, chiama [...] Mosca medici inglesi, artigiani tedeschi, introduce in Russia la [...] per lottare contro [...] del suo paese. Ivan compie una delle prime [...] della storia. Basti guardare alla riforma amministrativa, [...] codici, alla ripartizione delle terre, ali introduzione del fisco, [...] formazione di una burocrazìa [...]
[...]u una [...] di giudici popolari. Ivan praticherà anche il [...]. Però questi elementi d [...] lui è vivo. I contadini sono liberi, [...] movimento. Solo dopo di lui sarà [...] la servitù della gleba. Bisognerebbe indagare bene sui perché [...] della Russia dopo Ivan, sulla mancata formazione in Russia [...] una borghesia con una vocazione [...]. Il concetto di [...] introdotto da Guerra non convince [...]. Preferisco parlare di espressione [...] contraddizioni, lungo una costante della storia russa. C'è sempre un nemico [...] una lotta intorno a [...]
[...]il primo elemento; [...] (contraddittorio) è [...] degli strumenti preesistenti, e [...] separazione [...] dal resto della società, [...] «nobili di [...] e «di servizio», ma [...] classi emergenti e infine da tutto il [...]. E un fenomeno che [...] Russia su strade diverse da quelle del resto [...]. La Russia comincia così [...] di "specifico". In Europa occidentale si [...] che condiziona il potere assoluto. In Russia no, si [...] di strati intermedi "garantiti" e "rappresentati . Basti pensare ad [...] coincidenza, molto più tarda è [...] ma [...] significativa: la servitù della gleba [...] codificata definitivamente in Russia nel 1649, cioè [...] stesso in cui Cromwell. A questo punto De [...] solleva la questione della [...] storia russa. La cultura russa non [...]. Ogni cosa, ogni persona, [...] positiva. [...] russa, come si diceva [...] è "eccessiva". In Occidente, l[...]
[...]sa non [...]. Ogni cosa, ogni persona, [...] positiva. [...] russa, come si diceva [...] è "eccessiva". In Occidente, lo Stato [...] una borghesia che di fronte ai grandi [...] è neutra, che si [...] "neutro", dove importa solo che i conti [...]. In Russia non è [...]. In [...] zar viene chiamato a [...] religiose, a pronunciarsi sui comportamenti dei pittori [...] stabilire se sia lecito o no, ai [...]. Ma lo fa in [...] che in un certo senso [...] la Russia dagli altri [...] che condiziona [...] assetto anche futuro dello Stato [...]. Guerra insiste sul concetto [...] non vuol dire attualità») anche a prescindere [...] Stalin e del periodo staliniano. I danni provocati dai [...] pesato. Resta il fatto [...]
[...]conosciamo le conseguenze: la [...] una borghesia russa capace di volere il [...] il perpetuarsi di un [...] potere e un [...] e quindi il fenomeno, tipico dello Stato [...] rapito diretto, non [...] potere e [...] un [...]. E oggi? In quattro [...] Russia, poi in URSS, tutto è cambiato, [...] politica, che resta centralizzante, autoritaria, insofferente di [...] E [...] Oppure no?«No. Non è vero [...] risponde [...]. /// [...] /// Eppure, se si studia [...] e sovietica, si scopre [...] innumerevoli t[...]
[...]...] ora finito, e [...] si ammetta che certi [...]. Un solo esempio: il passaporto [...] una delle [...]. /// [...] /// Lenin più [...] di [...] dello [...] o definì [...] che "ver [...] e [...]. E, a proposito di [...] e misteriosi del po [...] in Russia, va ricordato [...] temendo disordini, tentarono di nascondere al [...] Ivan. [...] con avvenimenti recentissimi è [...]. Però bisognerebbe fissare bene [...] certe [...] della storia russa. Sarebbe eccessivo dire che [...] Politburo sono i moderni [...]
[...]capiremmo più nulla. [...] è «moderno» e «occidentale». Lenin, [...] tanti altri bolscevichi lo [...] rivoluzione russa, ma come avvio di un [...] per avere successo, per diventare mondiale, deve [...] Occidente. Ma lo spostamento non [...] vince in Russia e perde in Occidente. Donde il socialismo in [...] non come risultato di una battaglia [...] ma come imposizione della [...]. Nel passato russo c'è [...] democratico. Ma non è a [...] Stalin attinge . Egli recupera la tradizione [...] distrugge gli [...]
[...]onosciuto il pluralismo [...] prima di Stalin». Si ripropone cosi la [...] Stato sovietico non si è costruito attraverso [...] necessariamente prese in prestito [...] ma specificamente russe? Perche [...] la [...] ritiene che la risposta [...] della Russia e del [...] in Occidente. E stato giusto farla. Pesa anche il ritardo [...] della rivoluzione socialista in Occidente». Voi [...] diceva [...] in questo paese contadino, che [...] ha conosciuto la rivoluzione borghese, che non ha una [...] borghesia[...]