Brano: [...]usciti dalla sconfitta dei movimenti [...] Italia dopo il [...] e la generazione letteraria [...] di impronta marxista, che erano loro, quelli [...] «Officina», [...] rivista bolognese uscita tra il 1955 e [...] opera di Pier Paolo Pasolini, Roberto Roversi, Francesco Leonetti, [...] cui si aggiunsero Angelo Romanò, Gianni Scalia [...] Franco Fortini. Mi ricordo la primavera [...] un sogno a occhi aperti. Tra maggio e giugno [...] a Bologna e poi a Pesaro, incontrammo [...] andati a cercare già alla fi[...]
[...]già alla fine del [...] miti [...]. Quando dico noi, dico [...] amici pesaresi: avevamo in testa di fare [...] Katia Migliori e Stefano Arduini, che poi [...] il cui numero zero [...] del 1982, ospitando proprio in apertura le [...] Scalia, Romanò e Roversi. Per noi quella era [...] della tradizione, già in polemica [...] «tradizione del nuovo» dei Novissimi [...] del Gruppo 63, cioè con la tradizione [...] novecentesca. Lo scontro furioso che [...] il bando reciproco e la sconfitta momentanea [...] Pa[...]
[...] sconfitta, non solo [...] ma culturale e complessiva. Il sogno della comunicazione [...] alla crisi della comunicazione ideologica, era svanito. Si apriva il campo [...] proprio, non bastava più trasmettere, bisognava capire. La poesia di Pasolini, Roversi, Fortini, [...] prosa e la letteratura critica di Officina, [...] storiche di Romanò, che legavano i testi [...] tra Otto e Novecento al contesto della [...] cultura italiane, [...] la logica separatezza estetica, [...] una efficacia incredibile. La[...]
[...]ne marxista ed eretica, come [...] morale [...] anonimo, magari come scandalo [...] rifiuto delle logiche dominanti, politiche e culturali. Ricerca di realtà, più [...]. Prima del Natale del [...] Bologna per cercare la libreria [...] per incontrare Roversi. Ora la libreria è [...] finendo il trasloco [...] Pendragon, la biblioteca destinata [...] Cento, dove Roversi è nato. Allora era in via Castiglione, [...] a destra delle due torri, [...] locazione è stata in [...] Poeti, al numero 4. Feci via Castiglione [...] almeno [...]. Mi aspettavo una libreria [...] ne sono molte lì, con le vetrine [...]. Poi, chieden[...]
[...] [...] ne sono molte lì, con le vetrine [...]. Poi, chiedendo e richiedendo, [...] portone, al numero 35, e facendo un [...] una porticina con una piccola targhetta, dove [...] libreria antiquaria era battuto a macchina [...] di apertura e chiusura. Roversi fu di una [...] parlò di Pasolini e della rivista, mi [...] di Officina, tra cui [...] con la copertina nera. Mi chiese se scrivevo, cominciai [...] le prime poesie. Gli devo il mio [...] uscì [...] nella collana di Savelli [...] Giancarlo [...]. Co[...]
[...]o sono [...]. La politica ingabbia il [...] che essa esclude è essenziale. La poesia ripristina il rapporto [...] ciò che è essenziale, sia pure non più che [...] e [...] la mancanza». /// [...] /// E questa è stata [...] cattolica di Romanò. Poiché Roversi non partecipò [...] Katia pensò di [...] a Pesaro, un mese [...] del suo libro su «Officina». [...] la Mostra del Nuovo Cinema, [...] quei giorni di giugno, e nel cortile [...] palazzo [...] si tenne la riunione. Roversi venne, rivide Romanò [...] da [...] rimase con noi e Scalia [...] il giorno fino al pomeriggio, poi, prima [...] dibattito, ripartì. La [...] presenza fu allora di nuovo [...] chiara, rovescio della [...] latenza pubblica, per una scorza [...] timid[...]
[...] (da Sandro Penna) un [...] prime parti, ma il terzo gruppo è [...] risentiamo». A dicembre, mi arrivò una [...] lettera brevissima, su una carta intestata Einaudi. Il libro allora non [...] quella fu, in qualche modo, una profezia [...] successivo. Roversi, [...] su [...] ne scriveva, febbraio 1982, [...] «Bisogna allestire i muri contro [...] vento. E gli steccati contro [...]. Il monopolio del linguaggio [...] di lì a poco, sarebbe dilagato nel [...]. Cosa può una «Officina», o [...] contro una [...[...]
[...] è uscita [...] Pendragon, nel [...] (Via Artieri 2, 40125 Bologna, [...]. Il volume antologico sulla [...] Gian Carlo Ferretti è edito da Einaudi: «Officina», Cultura, [...] e politica negli anni cinquanta. I magnifici sei redattori [...] Pasolini: Roversi, Leonetti, Romanò, Scalia e Fortini, scomparso nel [...] (Pasolini nel 1975, Romanò nel 1989). Giacomo in via di Ripetta, [...] Roma. È venuta improvvisamente e [...] la carissima NADIA [...] Gli amici la ricordano [...] sono vicini ad Armando, ai f[...]