Brano: [...]sa che «in [...]. Bufera sul sindaco [...]. Prima [...] riga di un titolo [...] della [...] la svolta movimentista del [...] Venezia, evidentemente attratto e suggestionato da qualche giovane [...] incrociato negli ultimi tempi: dal nipote che [...] Rivolta a Luca Casarini, che del centro sociale [...] Marghera [...] lo storico leader. Alla notizia ovviamente il Corriere [...] seguire autorevoli commenti. Quello ad esempio [...] Cesare De [...] fratello di Gianni: «Non [...] ad oscillare tra il parados[...]
[...]plesso». [...] da [...] il filosofo [...] ha sempre inseguito la complessità. Che cosa ha veramente [...] «Ho spiegato che una occupazione fine a se [...] generare conflitti e alimentare lotte, è una [...]. Mentre una occupazione come è [...] per il Rivolta, una occupazione sostenuta da progetti concreti [...] che segnino un interesse [...] giovani, [...] delle sue componenti sociali più [...] può condurre a risultati positivi. [...] progetti hanno convinto [...] comunale, che si è messa [...] ascoltar[...]
[...]Progetti, dialogo, trattative. È un sistema che [...] «Va sempre bene. Ma [...] occupazione e occupazione. Certi occupanti di [...] ne sono [...] loro gambe». Quindi Massimo [...] è stato «travisato». Lo si sarebbe capito subito, [...] la storia del Rivolta, una storia lunga, cominciata una [...] fa, quando un gruppo di [...] decise di occupare aree e [...] da tempo, a Marghera, via Fratelli Bandiera, la ex [...] Villani. [...] popolare, a ridosso di quanto [...] del Petrolchimico. Gianfranco Bettin, o[...]
[...]ree e [...] da tempo, a Marghera, via Fratelli Bandiera, la ex [...] Villani. [...] popolare, a ridosso di quanto [...] del Petrolchimico. Gianfranco Bettin, ora consigliere [...] al forzista Galan), allora era prosindaco di Venezia [...] quelli del Rivolta ha avuto spesso a [...]. Adesso ricorda: «Il comune [...] quelle aree per allestire concerti e altro. /// [...] /// Loro decisero di occupare e [...] a svolgere tutte quelle attività consuete per i centri [...] musica, [...] per [...] iniziative [..[...]
[...]onoscendo [...] alterità, cercavamo un terreno [...] costruendo regole, appellandoci a programmi certi e [...] città. Ci furono anche momenti [...] quando nel 2001 un magistrato ordinò lo [...] polizia fu costretta, a malavoglia, a presentarsi [...] Rivolta. Ci mettemmo di mezzo [...] si ritirò». Scontro evitato: il lavoro [...]. Il comune perfezionò [...] di aree e capannoni, bonificò [...] loro poco alla volta ristrutturarono alcuni spazi. Fino al grande passo [...] 1994 il bando comunale per la conc[...]
[...]i [...] Villani che chiedeva un progetto di gestione [...] prevedesse la trasformazione in «centro permanente per [...] la produzione culturale, a [...] giovanile, fondato sulla pratica [...]. Gli unici a presentare [...] gestione» furono quelli del Rivolta e cioè Casarini [...] il centro [...] da [...] preparati. Fu quella la soluzione, nel [...] della stabilizzazione, equilibrio tra la cultura alternativa [...] la disponibilità di parlare con [...]. Tra [...] e il Caffè Esilio, il [...] che dà una ma[...]
[...]limite [...]. Ed alcuni dei luoghi [...] quelli che si trovano lungo i binari [...] spesso si possono vedere anche anche opere [...] alcune ore di lavoro, magari suddivise in [...]. Quelli che Cristian non [...]. POLEMICHE Il sindaco e [...] sociale Rivolta: «Ho cercato di fare un [...]. Sono stato travisato. Al solito» [...] «Mai detto: giusto occupare. /// [...] /// Al solito» [...] «Mai detto: giusto occupare.