Brano: [...]lo stesso spettacolo per [...] e in una città come Milano riescono [...] teatro anche per un mese di seguito: [...] pubblico che assiste a questi spettacoli è [...]. Nella sola città di Milano [...] spesi in un anno (nel 1950) 772. Rispetto [...] la rivista ha compiuto [...] sbalorditiva. Gli spettacoli, il numero [...] quello degli incassi sono aumentati in misura [...] più sensazionale è [...] dal [...] ad oggi. I biglietti venduti furono un [...] nel 1948; 2 nel [...] 2,6 nel [...] si avvicinano ai [...]
[...]i. I biglietti venduti furono un [...] nel 1948; 2 nel [...] 2,6 nel [...] si avvicinano ai 3 nel [...]. Gli spettatori del teatro [...] dal 1938 al 1950 aumentati del [...] e quelli della prosa [...]. Ci sono molti indizi [...] pensare che ormai la rivista abbia toccato [...] sue possibilità. Resta da vedere se [...] a stabilizzarsi su queste posizioni [...] se anche per essa comincerà un periodo di decadenza. Certo è che [...] sono stati toccati, per [...] sinistra): Non doveva rovinarsi [...] di ves[...]
[...]..] spettacoli [...] dalle duemila alle 2800 [...]. [...] scorso invece i prezzi [...] 1200 alle 1500 lire per poltrona e [...] spettacolo di Katherine Dunham si toccarono le [...]. Naturalmente questi prezzi si [...] Milano, che è la capitale della rivista. Essi diminuiscono nelle altre [...] nel sud, per evidenti ragioni [...] economica. Eccovi, se vi fa piacere, [...] breve « storia » della rivista. La rivista [...] differenza della rivista parigina [...] Bergère, Casino, Moulin Rouge, [...] che fu dai principi [...] grande fiera delle più provocanti attrattive femminili [...] della pacchianeria internazionale, la rivista italiana ha [...] e regionale. Trent'anni fa (o, forse [...] insuperato fu la [...] di Renato Simoni, dove [...] mondo parlamentare. Diceva, in essa, Turati, [...] dove egli riceveva ogni giorno personalità politiche [...] dì nel mio [...] 13 alle [[...]
[...]o e Mascagni (in [...] per bluff réclamistici) ecc. Nessuno di loro s'offese [...]. Forse perchè, in fondo, [...] e, quindi, la relativa satira, si svolgevano [...] classe dominante egemonica. Vi furono, sino [...] del fascismo, compagnie e [...] di rivista, con rispettivi autori [...] localmente famosi [...] a Napoli, a Milano, [...] Roma; [...] molto meno, a Genova, a Bologna, a Torino. Fioriva, intanto, il teatro [...] anzi, il [...] con grandi nomi, che [...] dal varietà uscivano grandi attori come[...]
[...]to, il teatro [...] anzi, il [...] con grandi nomi, che [...] dal varietà uscivano grandi attori come Petrolini [...] Viviani. E [...] sfornata [...] fu quella che dette Totò [...] Taranto. [...] del fascismo, col divieto [...] alla politica finì la rivista satirica. Tramontarono i teatri locali, [...] Napoli (dove, ancora per qualche tempo, grandi [...] i tre giovani De Filippo, riuscirono a [...] e a Torino. Ma [...] la rivista si trasformò: [...] filo conduttore », qualche cosa di vicino [...] alla zarzuela, alla féerie. Trionfarono [...] e Bel Ami. Famose furono le compagnie [...] Emma [...] (dalle leggendarie «belle gambe»), [...] Eugenio Testa e, infine, della Milly e [...]
[...]ono [...] e Bel Ami. Famose furono le compagnie [...] Emma [...] (dalle leggendarie «belle gambe»), [...] Eugenio Testa e, infine, della Milly e di Isa Bluette; [...] un giorno, scoprì un attorino grazioso: Macario. Per molti anni Torino [...] della rivista ». La Bluette, la massima [...] di rivista in Italia, cominciò [...] (portata alla [...] massima espressione, oggi, dalla Osiris) [...] francese, impostata sul lusso e le donne. I vestiti delle ballerine [...] Bluette non costavano molto. Ne precisa, per tutti, [...] il taglio, un ritornello[...]
[...]..] di nulla. E la ballerina doveva [...] corredo : scarpette, « puntino » e [...]. Non occorreva altro. A mano a mano, [...] teatro di varietà : ma i « [...] (comici, cantanti [...] i sessi, «attrazioni» e, [...] di ballo » ) passavano a poco [...] rivista che andò gradualmente perdendo le caratteristiche [...] (fondate, cioè, sulla recitazione di attori ed [...] spettacolo di fantasia, « senza filo conduttore [...] coreografico; vario, insomma. In una parola Varietà e Rivista finirono col diventare una cosa sola. E si sviluppò il [...] dette i due più grandi comici del [...] De Rege, e compagnie come la « [...] », la « [...] », la « Totò [...] Taranto » ecc. Questa trasformazione segnò, nel [...] decadenza artistica ed u[...]
[...]due più grandi comici del [...] De Rege, e compagnie come la « [...] », la « [...] », la « Totò [...] Taranto » ecc. Questa trasformazione segnò, nel [...] decadenza artistica ed un incremento spettacolare. La [...] di fantasia si chiamò anche [...] rivista a [...] » (per [...] a quelle «a filo conduttore [...] di origine torinese), perchè gli [...] scenette di prosa rapide, con [...] finale risolutiva [...] venivano innestati tra «quadro» e [...] oppure «fra quadro e quadro » venivano due comici [...][...]
[...] cinema e varietà; e cioè [...] che ebbe grande fortuna, [...] e accolse compagnie per tutti i gusti [...] f prezzi : da quelle orribili (come [...] a quelle discrete a quelle ottime: la Osiris, Macario, Marisa Maresca, [...] Rascel, Tommei, ecc. La rivista nel [...] ciò premesso, appare chiaro [...] alla rivista satirica, fu, dopo la Liberazione, [...] della riconquistata libertà polìtica. La rivista è stata, [...] cosa più viva che sia accaduta al [...] dopoguerra. Col conflitto era passata [...] tutto. Mille cose erano cambiate, [...] mille problemi [...] da [...] democrazia era in fondo [...] tutti e ciascuno, uscito finalmente dal suo [...] [...]