Brano: [...]ni la città piemontese: [...] Franco Cardini a Paola [...] da Margherita [...] a Nico Orengo. Vale la pena ricordare [...] di ambiguità» di cui scrisse William [...] in anni che ormai [...] Ho appena concluso la lettura del nuovo libro [...] Antonio Riccardi, Gli impianti del dovere e della guerra (Garzanti, [...]. Ne darò conto di [...]. Riccardi ha poco più [...]. Nella [...] bibliografia un solo altro volume, Il profitto domestico (1996). Non che sia avaro [...] Riccardi è meditativo, punta [...] del dettato, a una [...] che getta oltre la pagina la deriva [...] incenerisce e si tiene a un dramma, [...] fatti e di memorie con [...] confortata dai risultati, quella [...] oggettività. Già nel Profitto domestico [...] [...]
[...]quella [...] oggettività. Già nel Profitto domestico [...] uno scarto a confronto di molta poesia [...] troppo voltata ai richiami ombelicali, alle insidie [...] che fa campo [...] di se stesso e [...] del proprio cerchio non si muove. Quel libro di Riccardi [...] palinsesto epico [...] storia di famiglia. E non la concludeva. Si capiva fin da [...] scrittore si muoveva a scavare lungo una [...] a [...] altrove nel tempo. Ed ecco affacciarsi un [...] leggere questo suo secondo volume, non una [...] vers[...]
[...]iamo allora che quando [...] regola, la vita di fabbrica, con le [...] sopravvivere soltanto come un fantasma della memoria [...] quasi essa sia il [...] in un qualche [...] di periferia e di [...] anche andare a caccia. La narrazione in versi [...] Riccardi [...] si muove sul filo [...] logica di cause e [...] di evocazioni, ma cause ed effetti sono [...] ne affida [...] a quel simbolo animale, [...] fondo della vita, e che rappresenta la [...] tutti i dolori, le rabbie e le [...] sotto le regole del d[...]
[...] e poi [...]. Questo mondo che sembra [...] di tempo scandita dalle sirene che [...] la chiusura dei turni di lavoro, dando [...] è poi un mondo di duplici infelicità, [...] tenebroso sottosuolo. A questo punto, si [...] modo di leggere il volume di Riccardi, [...] lo situa e lo storicizza [...] di una vicenda della [...] stimare oggi come tutta diversa rispetto al [...] Novecento dove il petrarchismo metafisico rappresentato da Montale [...] discrimine. Chiamerò questa via col [...] narrativo con gran [...]
[...]Quasi in incipit de Gli [...] dovere e della guerra ritroviamo il fischio [...] segnale del dovere cui si è legati [...] «La sirena copriva la città col sacrificio. Anche in Sereni troviamo [...] fabbrica «stravolta da un rancore che minaccia [...]. Riccardi, consapevolmente, ha raccolto il [...] dal poeta di Diario [...] così che «a noi [...] appena ne ritorna», [...] resistente non solo sullo stile, [...] per precisi contenuti. La stessa eco che Riccardi [...] Bertolucci, dal Bertolucci che ha scritto della [...] una necessità morale e non come di [...] di nostalgie ne La camera da letto. Se il romanzo [...] nasconde un progetto di [...] fede; e la percezione del mondo non [...] che conoscenza e pos[...]
[...]o della [...] una necessità morale e non come di [...] di nostalgie ne La camera da letto. Se il romanzo [...] nasconde un progetto di [...] fede; e la percezione del mondo non [...] che conoscenza e possesso di cose che [...] devono andare perdute, Riccardi si fa poeta [...] quel suono di «sirena artigiana», «anima bilingue [...] avvenire e tempo dissanguato» di cui Sereni [...] scrivere avvertendo che le attese positive racchiuse [...] tanti finivano a disperdersi in [...] amara e vuota». È il signifi[...]
[...]ni [...] scrivere avvertendo che le attese positive racchiuse [...] tanti finivano a disperdersi in [...] amara e vuota». È il significato del lavoro [...] la cui pena è storia mai chiusa, intrecciato a [...] vicenda di formazione intellettuale, che Riccardi racconta nel suo [...] bellezza e [...] la fatica; e lo racconta [...] modo di un poeta autentico, nuovo e vitale, perché [...] si dicano parole oziose / che nel tempo della [...] / [...] dura meno di [...] / ma nel tempo della [...] / [...] dura pi[...]
[...] tempo della [...] / [...] dura meno di [...] / ma nel tempo della [...] / [...] dura più di [...] intera». /// [...] /// È il significato del lavoro [...] la cui pena è storia mai chiusa, intrecciato a [...] vicenda di formazione intellettuale, che Riccardi racconta nel suo [...] bellezza e [...] la fatica; e lo racconta [...] modo di un poeta autentico, nuovo e vitale, perché [...] si dicano parole oziose / che nel tempo della [...] / [...] dura meno di [...] / ma nel tempo della [...] / [...] dura pi[...]