Brano: [...]neppure i più incalliti professionisti [...] (a cominciare da Silvio Berlusconi) potevano [...] e infatti non lo hanno [...]. [...] giorno, su queste colonne, Gianfranco Pasquino [...] che la Casa delle Libertà convergesse sul [...] presidente della Repubblica, politico equilibrato e mai [...] lui la migliore garanzia che il Quirinale [...] per fini di parte ma si atterrà [...] costituzionale. Da questo punto di [...] bianca che [...] premier ha imposto con [...] suoi parlamentari se non cambierà di un [.[...]
[...] è [...] fatto un passo indietro [...] Quirinale sia stato il presidente [...] a scegliere Napolitano per [...] e a mantenere ferma la barra sul [...]. Si tratta ora di [...] cinque anni di governabilità sicura ed efficace. Non spetta certo al [...] Repubblica scegliere i ministri o attuare il programma; [...] e consigli, firmare le leggi o [...] al mittente, sicuramente sì. Insomma, il nuovo capo [...] Stato [...] cose che provenendo da lui i leader [...] potranno fare finta di non [...] capito. Usciamo [...]
[...] [...] avete incitato [...] e alla paura per [...] i bambini». È davvero giunto il [...] da questa sorta di guerra civile sia [...] intensità. Adesso vorrei aggiungere qualche [...] che provo di fronte alla elezione di Giorgio [...] Presidente della Repubblica. È tutta una vita che [...] torna davanti. È la vita di [...] meglio [...] di allora, che abbandonarono [...] professioni per mobilitarsi in nome di un [...] riscatto se la patria italiana, fatta a [...] dalla guerra, dalla fuga del re e [...] Stato[...]
[...]sioni per mobilitarsi in nome di un [...] riscatto se la patria italiana, fatta a [...] dalla guerra, dalla fuga del re e [...] Stato [...] settembre. Fu il comunismo italiano [...] appello. E questo spiega tante [...] e su come è stata costruita la Repubblica [...]. Forse non tutti ricordano [...] la scelta politica fondamentale di Togliatti come [...] Amendola [...] dei suoi compagni: il programma del Pci [...] la Costituzione. Siamo rimasti in pochi [...] schiera che fu ai vertici del Pci [...] a diffe[...]
[...]» [...] Paese storicamente privo di una vera borghesia [...] tempo stesso [...] e quindi fare i [...] fondo col comunismo. Napolitano è il simbolo [...] e anche di quella schiera. Ora non è il [...] ma dei festeggiamenti: Napolitano Presidente della Repubblica, [...] subisce un fiero colpo. Farà benissimo e la [...] presidenza sarà di grande aiuto [...] affrontare gli enormi problemi di questo Paese. La [...] bella famiglia, gli amici, [...] Kant del «cielo stellato sopra di me e [...] dentro di me» gli s[...]
[...][...] Fra fascisti di ritorno [...] uno per uno nelle liste elettorali dal [...] e leghisti antemarcia come [...] Gentilini, che avrebbero, da [...] Paese in Europa per un lungo periodo. [...] ha avuto fortuna, oggi, [...] del nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, [...] sarà il Presidente di tutti proprio perché [...] una vita, un passato personale, la presenza [...] a tutti e rispettata da tutti, nella [...]. Di quella storia Giorgio Napolitano [...] protagonista noto nel mondo. Quando, n[...]
[...] stato il primo incontro tra un dirigente [...] alle Nazioni Unite Andrew Young, [...] il rango di ministro nel gabinetto Carter. È seguito [...] al [...] on [...] alla [...] tutti luoghi in cui [...] e futuri Segretari di Stato della politica [...] repubblicana, liberal e conservatrice, con David [...] sempre presente e ascoltatore [...]. La barriera della diffidenza [...] verso la sinistra italiana è caduta, in America, [...] caduta [...] del male», grazie a [...] Carter, ambasciatori come Gardner. E po[...]
[...]con cui è iniziato [...] scendere in campo per liberare [...] dal comunismo. Ricordo due eventi. Una intervista con [...] Pat Buchanan (che ha [...] destra sia George [...] padre che George [...] figlio) in cui Buchanan [...] (e io ho scritto su «la Repubblica»): «Non [...] che parli il vostro Berlusconi. Io non perderei un minuto [...] fare una campagna elettorale contro ciò che non [...]. E ricordo [...] del [...] on [...] intorno a Giorgio Napolitano in [...] tutte le domande vertevano sul fascismo, se[...]
[...] contro ciò che non [...]. E ricordo [...] del [...] on [...] intorno a Giorgio Napolitano in [...] tutte le domande vertevano sul fascismo, se [...] ancora in Italia, se può [...]. E anche di questo, [...] avevo potuto scrivere da New York su [...] Repubblica». Da allora [...] stato un periodo di governo [...] a cui un editoriale dello «Herald Tribune» del 10 [...] riconosce di avere «con enorme sforzo» restituito credibilità al Paese, attraverso [...] da fondatore, [...]. Dice senza mezzi termini: «Il [[...]
[...]i [...] Italia e [...] fiducia nella politica, nelle [...] dai mercati internazionali». E spiega che Prodi [...] al momento giusto, quello della credibilità e [...]. In un momento così importante, [...] anche così difficile, diventa Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, [...] la [...] immagine integra, la [...] storia pulita, e il continuo [...] tra ciò che ha fatto nella [...] vita pubblica (è stato presidente [...] Camera e ministro [...] davvero molto al di sopra [...] ogni possibile critica [...]
[...]. Il segno non potrebbe [...]. Avrebbe potuto essere votato [...] del Parlamento. Sarebbe stato un messaggio [...] di partecipazione, di rispetto, di fine della [...]. A destra lo hanno [...]. Ma nessuno ha avuto [...] dire no a Berlusconi e sì alla Repubblica. Dunque non è avvenuto. Ci sono state decine [...] penose schede bianche (o spiritosaggini tetre come [...] «Almirante») [...] un vento di autismo scatenato dal capo [...] Casa [...] Libertà, continua a inseguire nel vuoto il [...] e dei suoi presun[...]