Brano: [...]o letterario» [...] memoria, inteso come luogo fisico [...] mentale fatto di desideri, progetti, utopie, linguaggi. Uno spazio anche indubbiamente [...]. Non è casuale che [...] della discussione in atto sia riproposta, su [...] cugino (il sito di Loredana [...] un lungo brano di [...] Sartre (colui che, mannaggia, [...] torto viene ricordato come se avesse avuto [...] fa il Corriere della Sera), tratto dal [...] la letteratura, apparso nel [...] Les [...] «Noi non vogliamo [...] vergogna di scrive[...]
[...]arso nel [...] Les [...] «Noi non vogliamo [...] vergogna di scrivere, e [...] di parlare senza dire niente. Del resto, anche se [...] non ci riusciremmo: nessuno può riuscirci. Ogni scritto possiede un [...] assai diverso da quello che [...] aveva creduto di [...]. Per noi, in realtà, [...] è né Vestale né Ariele: è [...] qualsiasi cosa faccia, segnato, [...] suo rifugio più appartato. E se, in certe [...] propria arte per costruire gingilli [...] sonora, anche questo è [...] dire che le lettere e[...]
[...]o bisogna aggiungere [...] Livorno, la parola «fascista» e la parola «prete» [...] comunemente per offendere qualcuno, alla stessa stregua [...] «ruffiano» ma con un valore offensivo anche [...]. Tutto questo per giustificare [...] essere cresciuto credendo che i fascisti non [...] fossero figure appartenenti alla storia e, dalla [...] cancellate per sempre. Poi venne la scuola. Mario era un ragazzo [...] da Trieste ed era capitato nel banco [...]. Capelli lunghi, come i [...]. Amava Vasco, Simon [[...]
[...]i). [...] perso di vista [...] dopo, anche perché, pur non [...] una sega (e avendo voti pessimi) Mario riusciva sempre [...] essere promosso, mentre io sono stato segato, [...]. Poi, dopo qualche anno, [...] Davide. Simpaticissimo, tatuato, amava i Red Hot [...] Ligabue, appassionato di calcio [...]. Davide non era ricco, [...]. I suoi genitori non [...] anzi. Davide era di destra perché [...] quanti [...] rotto [...] cazzo! Ma, come Mario, non [...] essere fascista. Era una cosa tutta [...] che, [...]
[...]vrebbe [...] tutti quanti, come [...]. Per me [...] è una delle tappe [...] di un a persona, come imparare a [...] che il fuoco brucia e il sole [...]. Ora mi accorgo che [...] tutti così. Ora [...] qualcuno che mi dice [...] non brucia e il sole è freddo. Come si fa a [...] persone che negano la natura? Non lo [...]. A me non sempre [...]. E allora mi spavento [...] succederà quando i vecchi partigiani, quelli che [...] hanno vissuto e combattuto, non ci saranno [...]. Cosa saremo capaci di [...] [...]