Brano: [...]a per [...] il servizio diretto alle estreme. E aggiungo un particolare: [...] Pozzo, [...] mi diceva al momento di formare la [...] So [...] che a te, Biavati, piacerebbe [...] vicino Sansone (il noto [...] Bologna, n. E [...] Era li, sornione, sembrava [...] prendeva la palla e addio, faceva il [...]. Era un gran tattico, [...]. Per dire la freddezza [...] durante la semifinale col Brasile, ai mondiali, [...] si spezzò [...] delle mutandine. /// [...] /// Successe nel momento in [...] a battere un[...]
[...]o [...] in cui si andava a casa a [...]. Eppure, non mancavamo di [...] perché avevamo assimilato un metodo, [...]. Tanto che i cambi [...] avvicendamenti avvenivano senza scossoni: così, [...] e io succedemmo a [...] e Ferraris II alle [...] Foni e Rava, in difesa, a Monzeglio Allemandi. Allora la scuola danubiana [...] famosa, ma anche noi ce la cavavamo [...] tecnica: e riuscivamo, per giunta, a sviluppare [...]. Eravamo più sobri, più [...]. [...] e Ferrari, che parevano fatti [...] per [...] movimento a tutto [...]. Nato, cresciuto a Bologna [...] abitava fuori Porta S. Stefano, in via Toscana [...] padre era elettricista [...] tra le file rossoblù Biavati [...][...]
[...]ologna [...] abitava fuori Porta S. Stefano, in via Toscana [...] padre era elettricista [...] tra le file rossoblù Biavati [...] impetuosamente alla ribalta. Aveva cominciato a non [...] il pallone a dieci, [...] anni, quando ancora andava [...] entrava allo Sterlino. Preselezione contro il Lussemburgo [...] tardi, esordio in « A [...] la Francia ai mondiali, da cui sarebbe [...] di campione. Da allora, per nove [...] pratica divenuto [...] destra stabile della nostra [...]. A me piaceva darci [...[...]
[...]semburgo [...] tardi, esordio in « A [...] la Francia ai mondiali, da cui sarebbe [...] di campione. Da allora, per nove [...] pratica divenuto [...] destra stabile della nostra [...]. A me piaceva darci [...] preferenza facevo [...] o magari il centravanti. Un giocatore non ha [...] appena lo si vede. Fu in seguito a [...] Maini, un Jolly in grado di ricoprire [...] i ruoli, che come ala esordii in [...]. Il mio custode era Neri, [...] Faenza, mediano sinistro. Gli feci alcuni scatti, [...] paio di[...]
[...]oco meno lineare, [...] ricco, di Ferraris. Biavati, invece, più agile [...] un maestro delle accelerazioni, delle fughe e [...] tracciate verso il cuore della difesa avversaria, [...] verso il centro. Non era il goleador [...] un'ala con cui il centravanti, quel portento [...] nome di Silvio Piola. /// [...] /// Dotate di una tecnica di [...] di una intelligenza di gioco sempre vivida oltre che [...] una velocità da centometrista. Perchè sì non mancavano [...] del « [...] passo », che sembrava [...] un cronista, il [...] un « nome di [...] in effetti, la parte di ritmo era [...] esecuzione del colpo »: ma andava bene [...] mentre a [...] alla velocità del suo [...] finivano non di rado per impasticciarsi e [...] a gambe levate. Non assomi[...]
[...]rea. Tememmo tutti che avrebbe [...] a casa prima ancora di cominciare. Chi sa cos'era! Avevamo segnato subito, poi [...]. Per nostra fortuna quel [...] Olivieri [...]. Ancora a due minuti [...] ammutolire lo stadio bloccando una saetta da [...] centravanti [...]. In quel momento, nel [...] andare incontro a Olivieri [...] mano. Passato quello spauracchio [...] non senza dover ricorrere ai [...] supplementari [...] le cose andarono meglio in [...]. La sanguinosa tragedia che [...] avrebbe investito [...]
[...]o che tutti sanno, sarò grato se [...] ospitate queste [...] poche righe di sfogo, sia [...] ritardato. Questo perché a suo [...] letteralmente indignato leggendo le corbellerie scritte, a [...] partita [...] dal giornale « La Notte [...]. Esso deplorava che gli [...] andati allo stadio ed avessero tifato per [...] tutto Varco dei 90 minuti di gioco. Considerando che ogni sportivo [...] che ha nel cuore, come potevano i [...] caso tifare per i nerazzurri, quando sono [...] lo spirito nazionalistico,[...]