Brano: [...]renti e [...] sue idiosincrasie, attraverso ciò che i «vivi» (ma davvero [...] tali?) dicono, pensano, rimpiangono di lei. [...] universo [...] nazista, [...] è conosciuta per i [...] quattromila dei quali sono oggi custoditi nel Museo Ebraico [...] Praga. Gli autori di questi [...] quasi tutti morti nelle camere a gas [...] Auschwitz. Pochissimi i sopravvissuti, ad [...] Helga [...] è stata dedicata da «Pro Forma» [...] Carpi, [...] Bergamasco per la Storia [...] Resistenza [...] contemporanea, [...[...]
[...]gamo, [...] Centro [...] Documentazione ebraica e dell' Associazione nazionale ex [...] mostra, curata da Fiorenza Roncalli, ospitata nella [...] S. Maria Maddalena dei Disciplini a Bergamo fino [...] novembre. Come si sa le [...] Hitler entrarono a Praga il 15 marzo del [...] mesi dopo vennero emanate le leggi razziali [...] fra le tantissime altre, di vietare ai [...] frequentare le scuole pubbliche (come, peraltro, era [...] un anno di anticipo, in Italia). La deportazione in massa [...] Boemia e [...]
[...]rezioso di disegni e [...] rassegna dei quali fece il giro del [...] Italia [...]. La mostra, fra [...] fu accompagnata da un [...] una copertina dove era riprodotto uno stupendo [...] Renzo [...] dedicato ai bambini di [...] e donato al Museo [...] Praga. Disegni teneri e strazianti, [...] allucinante del campo, autori ragazzini e ragazzine [...] ad Auschwitz. È impressionante, infatti, scorrere [...] immagini nel catalogo, dove, nove volte su [...] il nome e il cognome, la data [...] quella della m[...]
[...]ando fu obbligata a lasciare il [...] Auschwitz, consegnò i disegni allo zio, che li [...] a [...]. Ciò che Helga vede [...] le cose sotto i suoi occhi, ma [...] vorrebbe, che sogna. Di fuggire, innanzitutto, da [...] per tornare nella [...] casa di Praga. Il logo della mostra, [...] dalla giovanissima Helga, vestita sportivamente, con tanto [...] coperta arrotolata in spalla, borsetta e mani [...] si lascia alle spalle il cartello stradale [...] mentre, con aria soddisfatta, [...] per Praga. /// [...] /// La realtà, invece, è [...] con la fila delle [...] bambini, con la stella gialla di David [...] il gendarme che li sorveglia con il [...]. Oppure la distribuzione dello [...] cibo in un cortile grigiastro, spoglio, squallido. O ancora[...]
[...]ine ci sono i [...] dopo la liberazione, fra il [...] e il [...] che riguardano la [...] permanenza ad Auschwitz, questì [...] doloranti, senza speranza: il suicidio sul filo [...] la marcia della morte: gli orrendi ritmi [...]. Nel Museo Ebraico di Praga [...] i disegni dei piccoli ebrei deportati Se [...] un centinaio Helga [...] venne portata nel ghetto [...] 15. La tappa successiva fu [...] concentramento Helga [...] è stata fortunata: è [...] che sono sopravvissuti [...] di Auschwitz. I suoi dis[...]
[...]i deportati Se [...] un centinaio Helga [...] venne portata nel ghetto [...] 15. La tappa successiva fu [...] concentramento Helga [...] è stata fortunata: è [...] che sono sopravvissuti [...] di Auschwitz. I suoi disegni sono [...] Museo Ebraico di Praga, e costituiscono una parte [...] di bambini ebrei patrimonio del museo. Riportiamo [...] un suo asciutto autoritratto: «Dei [...]. Io sono una di quelli. Sono nata a Praga [...] 1929. Mio padre Otto Weiss [...] alla [...] di Praga e mia [...] Irena [...] faceva la cucitrice. Un mese dopo il [...] il 10 dicembre 1941, sono stata catturata [...] genitori e mandata a [...] con uno dei primi [...]. Lì ho trascorso quasi [...] mia vita. In seguito sono stata [...] Auschwitz, [...][...]
[...]0 dicembre 1941, sono stata catturata [...] genitori e mandata a [...] con uno dei primi [...]. Lì ho trascorso quasi [...] mia vita. In seguito sono stata [...] Auschwitz, [...] e [...] dove sono stata liberata [...] 1945. Dopo la guerra sono [...] Praga con mia madre, mio padre non era [...]. Ho studiato [...] d'arte e sono diventata pittrice. I miei quadri sono [...] il mondo. Nel 1954 ho sposato [...] da cui ho avuto [...] una figlia. Oggi sono nonna di [...]. I disegni che ho [...] testimoniano [...]