Brano: Perché si riscopre [...] morale»? Rispondono Vittorio Possenti e Salvatore Veca MOSTRA Tutti gli ori bizantini finiti a Siena [...] non si fa che parlare di etica: ne parlano [...]. Politici, filosofi, commercianti, casalinghe [...] e parrocchiani. E poi economisti e [...] e ambientalisti, giornalisti, pubblici[...]
[...]bbe altro che la [...] dentro cui tutti noi viviamo. Nella [...] prospettiva [...] si configura perciò come il [...] di trovare un accordo con gli altri «su ciò [...] vale». Ed è su questo [...] fondano i valori. [...] è un filosofo morale, Vittorio Possenti, [...] cattolico tra i più ascoltati. Docente presso [...] di Venezia, Possenti ha da [...] pubblicato due libri stimolanti per il discorso che [...] ci interessa: «Il nichilismo teoretico [...] la [...] della [...] (Armando, [...]. Scritti di metafisica e [...] (Il Poligrafo, Padova, [...]. Dunque, partiamo dalla ripresa [...][...]
[...]libri stimolanti per il discorso che [...] ci interessa: «Il nichilismo teoretico [...] la [...] della [...] (Armando, [...]. Scritti di metafisica e [...] (Il Poligrafo, Padova, [...]. Dunque, partiamo dalla ripresa [...] contemporanea che, secondo Possenti, risale a circa [...]. Ebbene, per avviare a [...] problemi che affliggono [...] ed evitare la lotta [...] tutti, «occorre convenire su qualcosa». Ma forse, [...] qualcosa di più profondo, suggerisce Possenti: «Un appello che nasce [...] che, facendo esperienza dei mali [...] cerca [...] qualche appiglio per orientare la [...] libertà. Speranza non di rado [...] etiche lasciano [...] nella solitudine, senza [...] aiuto, in quanto alle [...] è ormai consu[...]
[...] [...]. Oggi noi possiamo fare [...] di prima ed è per questo che [...] domanda di giustificazione morale delle nostre azioni, [...] di etica» Il limite della politica Ma [...] che tale domanda pare diffondersi con più [...]. È solo un bisogno [...] Possenti ritiene che dietro [...] confuso ma pressante si nasconda una verità: «Senza [...] politica muore o si rivolge contro [...]. Nel bisogno di pulizia, onestà, [...] non va letto solo un elemento prezioso della coscienza [...] ma anche [...] che [...] [...]
[...]orto con [...] sarà fuorviante e improduttivo». [...] laica, pertanto, può avere [...] fondazione rispetto a quella religiosa. Una fondazione, nonostante manchi [...] altrettanto universale, quale è quella della giustizia, [...]. Ne è convinto anche Possenti: «Certo. Se si intende per [...] tentativo di comprendere i valori e [...] morale e umana senza [...] Dio quale legislatore del cosmo etico, non emergono [...] laica non possa cogliere [...] universale. Da questo punto di [...] due etiche non [...] [...]
[...].] due etiche non [...] separazione, ma diversità, per [...] tra loro non solo è possibile ma [...]. Non si dimentichi, peraltro, [...] laiche occidentali portano segni di quella cristiana, [...] sono secolarizzate». La condizione del dialogo, [...] Possenti è questa: [...] cristiana non deve percepire [...] utilitaristica ogni etica non religiosa; mentre [...] laica deve cercare di [...] modestia della [...] cultura religiosa. E al dialogo, non [...] conflittuale, crede anche Veca secondo cui i [...] l[...]
[...]golo: tornano le [...] della vita e della morte. E non solo tra [...] «filosofia pratica», ma tra la gente comune. Ci si chiede tra [...] basta una fondazione puramente laica [...] oppure è indispensabile una base trascendente? Faccia a faccia [...] Possenti, pensatore cattolico e Veca, filosofo laico. /// [...] /// Ci si chiede tra [...] basta una fondazione puramente laica [...] oppure è indispensabile una base trascendente? Faccia a faccia [...] Possenti, pensatore cattolico e Veca, filosofo laico.