Brano: [...]renze, sessanta anni fa, con [...] pugno o trascinando armi, manifestini, [...] clandestina, [...] stampata su carta quasi trasparente. Li ho visti in [...] dei ponti fatti saltare in aria dai [...] e cercavano di staccare i cavetti delle [...] o di portare via [...]. Li ho visti mentre [...] gli altri che erano arrivati dalla montagna [...] rossi al collo e cercavano, sotto le [...] e dei fascisti di traversare [...] Arno per liberare il [...]. Una sola volta non [...] sognato di [...] ho avuto il[...]
[...]erate con i suoi due [...]. Spiegava che cosa era [...] avevamo preso in casa una ragazzina ebrea, [...] in carcere e perchè era necessario combattere [...] e non mettersi da parte. Si, lo so, oggi [...] retorico, populista o demagogico. Ma non mi importa [...]. Racconterò ugualmente quel che [...] che vidi fare anche nei giorni in [...] Firenze tornò libera. A volte, quegli spezzoni [...] bianco e nero che ricordano quei giorni [...] fa, tragici, terribili, ma anche pieni dei [...] accompagnati da[...]
[...]lo, le [...] affisso manifesti con [...] di soldi e di [...] antifascista, ebreo o partigiano consegnato. Gli uomini di Salò, [...] Giotto [...] Manganiello, il torturatore Mario Carità [...] banda. Loro facevano il bello [...] tempo. Arrestavano, deportavano, uccidevano. Poi [...] Gentile, il più autorevole [...] del fascismo «repubblichino». È noto: sarà ucciso dai [...]. Anche i gruppi antifascisti [...] comunque, ogni giorno più attivi. Ci sono già i [...] operano su mandato del Comitato toscan[...]
[...]zisti (ai ragazzini nessuno fa [...] in una casa verso le colline di Bagno [...] Ripoli. [...] mi spogliano (che vergogna [...] in una famiglia estranea) si prendono i [...] posso tornare a casa. Gino Baggiani, imbianchino, con [...] e doppio fondo, porta poi, sotto bidoni [...] e bombe a mano agli uomini in [...]. Lo ricordo come se [...]. Era miope e diceva [...] nulla: «Non riuscirei a vedere un negro [...]. Ma partiva ugualmente con [...]. Un giorno, guardando in [...] buco nel portone, vedo il Baggiani che [...]. Ad un tratto si [...] di mortaio e il nostro compagno viene [...] alle spalle. È così che il [...] nel nulla. Sempre da quello spioncino, una [...] guardo con terrore una lunga colonna di rastrellati spinta [...] naz[...]
[...]oi, finestre e [...] di colpo. I tedeschi hanno sbriciolato [...] anche il bellissimo Ponte a Santa Trinità, [...] cuore di mezzo mondo. È rimasto in piedi [...] Ponte Vecchio, bloccato da montagne di macerie dai [...] sono stati fatti saltare anche Por Santa Maria [...] Borgo S. /// [...] /// Firenze, ora, è divisa [...]. Il comandante partigiano Enrico Fischer [...] filo telefonico tra le due sponde dell' Arno, [...] corridoio [...]. Poi, attraverso lo stesso [...] a quadri preziosi e busti fatti[...]
[...]i [...] le libertà comunali. I combattenti, i partigiani, [...] all'aperto. Vedo il mio babbo [...] in pugno che corre fuori con i [...] viale Donato Giannotti e grida al prete [...] vecchio amico antifascista: «Padre, lei non sparerà, [...]. Allora porti via i [...]. A lato della strada [...]. Poveracci, avevano cercato di [...] acqua da bere ad una fontanella, ma [...] non avevano avuto pietà. Dal fondo del viale [...] e grida. È tutto un correre. A centinaia escono, come [...] scantinati, dalle [...]
[...]iene [...] gas, il 14 i giornali spiegano che [...] provviste [...]. Intanto i fascisti sparano. Il 17 luglio fanno [...] uccidendo cinque persone: ci sono anche un [...] bambino. È una resa dei conti [...]. Gino Baggiani, con il [...] doppio fondo, porta fucili e bombe a [...] in montagna. È miope e dice [...] «Non [...] a vedere un negro sulla neve». Ma partiva ugualmente col [...]. Un giorno, mentre pedala, [...] colpo di mortaio: lo centra alla schiena, [...] si dissolve nel nulla. Tra il 29 lu[...]
[...]poi arriva la mattina [...] agosto, e la libertà ritrovata. È festa grande. Pochi minuti dopo, su [...] i franchi tiratori fascisti sparano. Ma ormai siamo liberi, [...]. Mio padre col mitra [...] fuori e grida al prete: «Padre, lei [...] so. Allora porti via i [...]. Al lato della strada erano [...] tanti [...] in sintesi A centinaia si [...] dagli scantinati e dai rifugi antiaerei. E dalle cantine: quella [...] era stata chiusa, dietro un muro la [...] ci aveva infilato le ricchezze di allora: [.[...]