Brano: [...][...] delle vecchie ideologie, credo [...] quel fatto materiale e assai corposo che [...] contraddizione tra il cosmopolitismo di una economia [...] le ricchezze del mondo secondo le logiche [...] di chi controlla il capitale finanziario e [...] una politica la quale (priva, oltretutto, dei [...] Stato) [...] povera e autoreferenziale, e tutto sommato subalterna [...] grandi decisioni non vengono più prese nello [...] altrove (banche centrali, multinazionali, poteri [...]. [...] spiega perché la democra[...]
[...][...] senza Sturzo (il suo [...] e forti) e senza quel pensiero [...] che (a differenza degli [...] problema della conciliazione tra [...] la [...] (lo Stato democratico) e [...] Maritain. Sta [...] anche oggi, la necessità di [...] profondamente la politica se vogliamo tornare a dare un [...] alla parola [...]. Dove va il mondo [...] (la grande politica) non torna ad essere [...] apre alla libertà degli uomini [...] spazi, [...] orizzonti, e cioè per la ragione [...] una diversa combinazione delle forze e delle [...] di trascendere continuamente [...] non richiede una forza [...] E [...] va il mond[...]
[...]sgreghino oscillando (come sta [...] un cinico consumismo tutto schiacciato sul [...] il mondo è solo [...] e nuove forme di fondamentalismo religioso. Io penso che da [...] bisogno di un nuovo rapporto tra etica [...] bene però che i progetti della politica [...] dalle fedi, ma dalla [...] ragione. Abbiamo quindi bisogno di [...] di progresso che parta dalla necessità di [...] profondo nella nostra visione del mondo, cercando [...] più come un organismo complesso, costituito da [...] in cui si moltipli[...]
[...]ttadinanza, il ruolo delle donne, la capacità della [...] di far valere [...] generale. Che riguardano quindi la libertà [...] moderno, quella fondamentale libertà che consiste [...] padrone del proprio destino. /// [...] /// [...] che si possa fare politica [...] facendo [...] non funziona. Perché se è vero che [...] della nostra [...] generato [...] incertezza, è altrettanto vero che, [...] delle previsioni, [...] certezza diventa la [...] di avere un [...] di garantire una convivenza umana. Io credo [...]
[...] funziona. Perché se è vero che [...] della nostra [...] generato [...] incertezza, è altrettanto vero che, [...] delle previsioni, [...] certezza diventa la [...] di avere un [...] di garantire una convivenza umana. Io credo che solo [...] modo, la politica può tornare a parlare [...] grandi masse umane. Potrebbe essere questo il [...] un socialismo non più solo evocativo del [...] Non [...] so. So però che i [...] a un certo punto. [...] conta è restituire alla sinistra [...] pensiero lungo. Non vogli[...]
[...]tuazione in [...] «Rai Cinema». [...] è fondato e condivisibile. Come tutto il servizio pubblico [...] assolve ad una funzione strategica [...] industria culturale e nello specifico, cinematografica italiana. Da esso ci si [...] alla missione di una politica editoriale trasparente [...] di elevata qualità nei prodotti. E, in particolare, che [...] notevole contributo, di ideazione, di risorse e [...] opere [...] italiane. Pertanto, come giustamente scrivono [...] non è indifferente [...] del nuovo grupp[...]
[...] italiana e, perché [...] il Paese. Ma per fare questo [...] due condizioni: la prima che la Rai [...] di discontinuità nel settore, la seconda che [...] cinema metta a disposizione il meglio della [...]. [...] una terza condizione, che spetta [...] politica mettere in campo: liberare risorse per costruire una [...] industria del cinema italiano. E ciò sembra tanto [...] più avanza la crisi del cinema italiano. Solo en passant ricordiamo [...] il fatturato complessivo delle sale è risultato [...] milion[...]
[...]one del reddito [...] si possono dire fugati: tutto il [...] che per mesi è stato [...] dai media e [...] delle tasse sui percettori di [...] non sembra [...] causato contrazione nei [...] trimestre [...]. La seconda considerazione riguarda [...] la politica industriale. Il dato sulla crescita [...] a quello dei bilanci di impresa, che [...] imprese fanno molti profitti. In queste condizioni fare [...] Finanziaria [...] che ha fatto vacillare il governo per [...] fiscale alle imprese è stato un errore, [...]
[...]i produttività [...] italiane. Il fenomeno è reale, [...] del [...] di produttività tra le [...] quelle dei principali Paesi europei degli ultimi [...] credo sia stata un abbaglio statistico, ma [...] (vedasi la ricerca di [...] numero di Economia e Politica Industriale). Questo significa che le [...] generalizzate alle imprese (cuneo fiscale) debbano essere [...] per dare più peso ad interventi specifici [...] soprattutto a favorire la crescita dimensionale delle [...] incentivare [...] di produttività[...]